17 novembre 2017

NUOVA OSTIA, VIA FORNI: LA EX SEDE DEL PD

Esiste da sempre attenzione per le case Armellini (indicate come Nuova Ostia). L'ultimo scandalo è scoppiato nel 2014 a seguito anche di esposti inviati da parte di LabUr negli anni precedenti. Oggi si 'scopre' Nuova Ostia come una sacca di degrado sociale ed edilizio all'interno del Municipio X, sottolineandone l'attività criminale esistente. Tale binomio ha scatenato da parte del PD l'attacco mediatico alle nuove forze politiche che si sono interessate del problema sociale (M5S e Casapound) e la definizione da parte della Procura di Roma di 'contesto mafioso' dell'area (con conseguente individuazione dei clan e commissariamento per mafia dell'intero Municipio X). Una delle principali attività criminali viene attribuita al racket per l'assegnazione delle esistenti case popolari. Nessuno si sofferma su recenti fatti che hanno sconvolto l'assetto dell'area nel 2014 vale a dire lo scandalo legato all'evasione fiscale di Angiola Armellini, proprietaria di migliaia di unità abitative a Nuova Ostia concesse in affitto al Comune di Roma per l'edilizia residenziale pubblica.
In particolare nessuno ricorda come a via Forni (resa famosa per la chiusura in questi giorni della palestra e l'arresto di Roberto Spada, già preceduta da un'altra palestra chiusa il 15 maggio 2015 in via Forni) esistesse da sempre la sede del PD (prima DS e, ma in altri locali, PCI e PDS) a poche decine di metri dalla palestra di Roberto Spada e soprattutto sul lato opposto della strada, davanti allo sportello della Romeo Gestioni vale a dire la società incaricata della gestione delle case Armellini con un super mandato voluto da parte di Walter Veltroni. La sede del PD è stata chiusa il 19 maggio del 2015 per occupazione abusiva.
Ricordiamo che a fine novembre del 2011 Giovanni Galleoni (baficchio) e Francesco Antonini (sorcanera):furono uccisi in un agguato in via Forni a poca distanza dalla ex sede del PD, così come tante altre indagini della Procura indicano via Forni come sede di locali 'adibiti a sala delle torture' (operazione Sub Urbe). Insomma, il PD non poteva non sapere cosa stesse accadendo a Nuova Ostia ma nulla ha detto, scritto o denunciato fino alla chiusura della sua sede. Tralasciando le indagini giudiziarie in corso, voglio dunque rendere pubblica una memoria consegnata in Procura a seguito dell'apertura di un procedimento penale su mio esposto, relativa regolarità amministrativa dell'ex sede del PD in via Forni

-----------------------------

Venerdì 11 febbraio 2016
SEDE DEL PARTITO DEMOCRATICO A NUOVA OSTIA (ROMA), VIA ANTONIO FORNI 16

M E M O R I A

UBICAZIONE
La sede si trova in via Antonio Forni 16, all’interno di una unità immobiliare facente parte del quartiere costruito da Renato Armellini sul finire degli anni ’60 (Nuova Ostia). Attualmente rientra nell’elenco dei beni ad uso non residenziale condotti dal Comune di Roma in affitto passivo. Più precisamente, i locali risultano così classificati (fonte: Dipartimento Patrimonio – Sviluppo e Valorizzazione del Comune di Roma. Rilevazione al 15 settembre 2014)

COMUNE                  Roma
MATRICOLA IBU 23853
MATRICOLA UIB 1229103
TIPO UIB                  Locale Commerciale
INDIRIZZO                  Via Antonio Forni
CIVICO                 12/16A
SCALA                  /
PIANO                  PT
INTERNO                   /
MUNICIPIO                 10

Lotto P (in rosso tratteggiato: gli edifici ristrutturati con il PRU)
STORIA DEL CIRCOLO
Il circolo di nuova Ostia nasce nel 1998. Nel 2007 apre, al suo interno, uno sportello per la casa per “aiutare le persone per tutto quello che riguarda i rapporti con la Romeo e con l’ ATER” (1). In realtà già agli inizi degli anni ’70 i locali erano stati dati al vecchio PCI, al tempo in cui (sotto il sindaco Clelio Darida, DC) il Comune di Roma aveva comprato un terzo degli appartamenti costruiti da Armellini e preso in affitto i restanti due terzi (compresi i locali commerciali). Se i locali all’inizio erano destinati “ad attività socio culturali per il quartiere”, anche se in mano al PCI, diventano invece un vero e proprio circolo di partito (DS) nel 1998, quando si comincia a lavorare per la realizzazione del porto di Ostia (inaugurato nel 2001) e si da il via al Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) di Ostia Ponente (2002). Il segretario del circolo, a quei tempi, era Angelo Di Somma, fratello di Massimo Di Somma (DS), presidente dell’allora XIII Circoscrizione. Sabrina Giacobbi, che è entrata nei DS nel 1996, è stata ininterrottamente segretaria del circolo dal 2006 fino alla chiusura nel 2015. E’ lei che ha dichiarato di non aver mai pagato un affitto né al Comune, né alle società della famiglia Armellini che si sono avvicendate nella proprietà dello stabile: “Non paghiamo niente – conferma Sabrina Giacobbi, segretaria del circolo dei democratici di Ostia Nuova – Ma non abbiamo nulla da rimproverarci” (2) Da notare che Sabrina Giacobbi ha tuttora l’edicola in via del Sommergibile, a poche centinaia di metri dal circolo del PD, quell’edicola oggetto di un dubbio attentato incendiario avvenuto il 14 giugno 2015, appena un mese dopo la chiusura del circolo di via Forni (19 maggio 2015).

CONTRATTO DI AFFITTO CON IL COMUNE DI ROMA
Le società della famiglia Armellini sono sempre state proprietarie di un vasto compendio immobiliare a Nuova Ostia, che comprende i lotti B, D, F, G, H, N e P (sopra, in figura) e che il Comune di Roma conduce in locazione da sempre. Tra queste, la Pelopia Spa, già sotto indagini per evasione fiscale nel 1989.  L’ultimo contratto di locazione risale al 1° ottobre 2001, con scadenza 31 dicembre 2012 a favore della Moreno Estate srl. L’importo annuo per 1.042 appartamenti (5.672 mq) è stato di 4.242.605,49 euro (dal 31 dicembre 2012 al 15 settembre 2014, riconosciuto come indennità di occupazione per mancato rinnovo). Questo, fino allo scandalo che ha coinvolto ad inizio del 2014 la figlia di Renato Armellini, Angela. Alla data odierna, il sito del Comune di Roma non ha apportato modifiche ai dati sopra indicati (3).
Esiste tuttavia un contenzioso tra la Moreno Estate srl e il Comune di Roma che coinvolge anche la parte commerciale, oltre quella residenziale. Il Tribunale di Roma ha, con riferimento a contenzioso pendente concernente il mancato rilascio degli immobili una volta scaduto l’originario contratto, condannato il Comune, con ordinanza del 28 giungo 2012, al rilascio del compendio concedendo termine all’amministrazione fino al 10 maggio 2013 e con sentenza n. 24481/2013 ha dichiarato l’intervenuta cessazione degli effetti del contratto. Tuttavia, il Comune di Roma con nota in data 2 maggio 2013 ha comunicato alla Moreno Estate srl la propria proposta per la stipula di un nuovo contratto di locazione dei suddetti immobili, proposta formulata in base a perizia di stima elaborata dal consulente tecnico di parte di Roma Capitale e accolta dalla Moreno Estate srl. Non è mai seguita la effettiva stipula del contratto né il rilascio degli immobili, con lamentela da parte della Moreno Estate srl di non vedersi riconoscere un canone coerente con i valori di mercato.
Successive scaramucce di giustizia amministrativa sul finire del 2014 hanno finito per insabbiare la questione, lasciando comunque del tutto inalterato il pagamento da parte del Comune di Roma della indennità di occupazione (4).

Da quanto sopra si evince che il compendio immobiliare (compresi i locali di via Forni 12/16A) è stato sempre oggetto di fitto passivo da parte del Comune di Roma nei confronti delle società figuranti per la famiglia Armellini e che il Comune di Roma non ha mai ricevuto il pagamento dell’affitto, per ben 45 anni, dal PCI, poi trasformatosi in DS, PDS e oggi PD. A conferma di quanto sostenuto si mostra un documento comprovante addirittura un tacito accordo tra PD e Moreno Estate srl (essendo segretaria Sabrina Giacobbi), in contrasto con il riconoscimento del bene in affitto passivo al Comune di Roma (la data, di febbraio 2009, è infatti all’interno del contratto di locazione 1° ottobre 2001, 31 dicembre 2012).
Da notare che nei locali del circolo di via Forni si sono tenute, oltre feste ed eventi (alcuni anche a pagamento) anche le primarie del PD del 2013 (relative agli elettori delle sezioni da 1840 a 1850 del X Municipio). Oggi il circolo è chiuso.

IL RUOLO DEL SENATORE (PD) STEFANO ESPOSITO
Il Senatore (PD) Stefano Esposito è stato nominato Commissario del PD di Ostia in data 22 febbraio 2015 (5)  dopo i fatti di Mafia Capitale. Non appena insediatosi, è stato dal sottoscritto informato della questione del circolo PD di via Forni. Infatti l’articolo comparso su Il Fatto Quotidiano (6) correlato dal video girato dal giornalista Nello Trocchia evidenziava nella sua interezza quanto già da tempo LabUr (www.labur.eu) denunciava sullo scandalo delle case Armellini a Nuova Ostia, coinvolgendo anche la sede del PD di via Forni.
Il Senatore (PD) Stefano Esposito non è mai intervenuto a riguardo, se non in data 20 maggio (sul Corriere della Sera), dichiarando (7): “Verificata la situazione ho chiamato la signora Armellini per farmi fare una proposta commerciale entro 48 ore, inclusi gli arretrati”. Questo non è mai avvenuto ed è singolare l’intromissione di un Senatore all’interno di un contenzioso amministrativo come sopra ben enunciato (le due sentenze del Tribunale nonché il ricorso della Moreno Estate srl al TAR del Lazio).
E’ la stessa giornalista del Corriere della Sera che nell’articolo sottolinea tale anomalia, scrivendo: “Solo pochi giorni fa sono stati cacciati a Ostia altro tipo di «abusivi»: il Campidoglio ha infatti sequestrato la palestra degli Spada, a pochi metri dalla sede idem contestata”.
Infine, sempre nello stesso articolo, imbarazzanti le dichiarazioni di Sabrina Giacobbi: “Tutti sapevano (nel Pd) ma nessuno, nemmeno dopo lo scandalo Armellini, ha mosso un dito? «Sono d’accordo con Esposito, noi per anni abbiamo segnalato la situazione al Comune e ai vertici del partito», sottolinea Sabrina Giacobbe, segretaria del circolo sotto accusa che, in realtà, di attività negli ultimi due anni ne ha vista poca”.



(1)  issuu.com/pdromatredici/docs/pd_romatredici_magazine_marzo (pag.3)
(2)  http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/14/ostia-a-fuoco-ledicola-del-segretario-del-circolo-pd-e-stato-un-attentato/1776408/
(3)  http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/canoniERPsett2014.pdf
(4)  https://www.giustizia­amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mdax/otg4/~edisp/p23565x4tlj5lxxbkt67cf6dpu.html
(5)  http://ostia.romatoday.it/ostia/stefano-esposito-supervisore-pd-x-municipio.html
(6)  https://www.youtube.com/watch?v=XByj-VesFdU
(7)  http://pdroma.it/stefano-esposito-a-ostia-il-pd-dovra-pagare-laffitto/

10 novembre 2017

ELEZIONI DI OSTIA. SMENTITE LE INSINUAZIONI DELLA STAMPA

Le immagini violente dell'aggressione di Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi hanno origine dalla domanda incalzante: Casapound ha ricevuto i voti degli Spada diventando questi determinanti per il suo successo? Bastava fare un semplice accesso ai dati del Comune di Roma e confrontarli con quelli del Municipio per evidenziare che si stava insinuando un falso teorema. Noi lo abbiamo fatto e le considerazioni sul risultato ottenuto sono evidenti: M5S e Centro Destra sono i più votati a Nuova Ostia come in tutto il Municipio e Casapound (per l'innegabile azione svolta nel quartiere) ha guadagnato il terzo posto invece che del quarto raggiunto nel Municipio. Dove è il controllo del voto che i giornalisti hanno inventato? Ricordiamo che la presenza della mafia si distingue proprio dal controllo del voto dovuto alla pervasività della criminalità organizzata nel tessuto sociale. Se non c'è a Nuova Ostia, in via Guido Vincon, siamo certi che esiste nell'intero Municipio X commissariato per 24 mesi?

6 novembre 2017

OSTIA, ELEZIONI 2017: QUALI SCENARI AL BALLOTTAGGIO?

Secondo lo Statuto del Comune di Roma (1), "il Consiglio del Municipio è composto dal Presidente del Municipio e da ventiquattro Consiglieri".
I Consiglieri vengono eletti sulla base di un sistema proporzionale, corretto con soglia di sbarramemto e premio di maggioranza (2). La formula adottata è quella dei divisori d’Hondt (3), dal nome del matematico belga Victor d’Hondt.che l’ha ideata. Accedono alla ripartizione dei posti da Consigliere solo quelle liste che hanno raccolto almeno il 3% dei voti (sbarramento). Alla lista o coalizione che avrà ottenuto la vittoria (anche al ballottaggio) vengono assegnati il 60% dei posti (premio di maggioranza), mentre tutte le altre liste (che abbiano superato lo sbarramento del 3%) si divideranno il rimanente 40% dei posti.
Dunque in ogni municipio del Comune di Roma chi vince avrà 15 consiglieri (la percentuale del 60% viene determinata mediante arrotondamento per eccesso), tutti gli altri (l'opposizione) 9. A questi 24 Consiglieri, viene 'aggiunto' un altro Consigliere in rappresentanza degli stranieri, senza diritto di voto ma con diritto di parola sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno.
Fatte queste premesse (che semplificano un argomento complesso, spesso oggetto di scontri presso il TAR ed il Consiglio di Stato), è chiaro che si aprono due scenari per il ballottaggio del 19 novembre 2017 ad Ostia tra il M5S e la coalizione del Centrodestra (che chiameremo CDX).

Se al ballottaggio vince il M5S, avrà 15 consiglieri. Gli altri 9 andranno: 5 al CDX, 2 al PD, 1 al Laboratorio Civico e 1 a Casapound.
(nel CDX, i Consiglieri saranno: 2 di Fratelli d'Italia, 2 di Forza Italia e 1 di Noi con Salvini)
Se al ballottaggio vince il CDX, avrà 15 consiglieri. Gli altri 9 andranno: 5 al M5S, 2 al PD, 1 al Laboratorio Civico, 1 a Casapound
(nel CDX, i Consiglieri saranno: 6 di Fratelli d'Italia, 6 di Forza Italia e 3 di Noi con Salvini)

E' chiaro che già da queste attribuzioni si intravedono gli 'apparentamenti' delle varie liste nella fase del ballottaggio. A tremare è soprattutto il M5S che ha sempre dichiarato  di non gradire alcuna coalizione..


(1) Approvato con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n.8 del 7 marzo 2013. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 29 marzo 2013 (Serie Generale – Parte Prima) ed entrato in vigore il 30 marzo 2013.
(2) Articolo 73 Testo unico degli enti locali (TUEL)(D.lgs. 18 agosto 2000, n.267)
(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_D%27Hondt

N.B. - i calcoli per l'attribuzione dei posti sono basati sui dati resi disponibili dal Comune di Roma al seguente indirizzo: http://www.elezioni.comune.roma.it/elezioni/2017/comunali/A112017/index.htm

30 settembre 2017

IL PD DI OSTIA PEGGIO DELL'UOMO MASCHERATO: IL CASO GASBARRA

Flavio Vocaturo
Per archiviare Mafia Capitale (5 anni per corruzione a Tassone) il PD porta ad Ostia un condannato e un porta borse di Enrico Gasbarra. Ricordiamo che fu proprio Gasbarra a volere (e difendere) Tassone ad Ostia, come nel caso della disastrosa iniziativa della pedonalizzazione del lungomare (costata a Tassone un altro rinvio a giudizio). Il condannato è Athos De Luca, proposto come presidente,  condannato a giugno 2017 a 8 mesi per danneggiamento (fatti del luglio 2012 quando era consigliere comunale). Il cartellone segato era, secondo gli inquirenti, «regolarmente autorizzato con concessione amministrativa 2088 del 1987».Ma De Luca se ne è fregato. Se ne è fregata pure l'area PD vicina a Gasbarra di riproporre in lista, tra i candidati consiglieri, Flavio Vocaturo nome sconosciuto ai più. Presidente dell'Associazione Culturale "Le Aquile" prese 5.000 euro da Salvatore Buzzi per sostenere Gasbarra alle europee, come si legge negli atti di Mafia Capitale. "Tassone è nostro, è solo nostro, non c'è maggioranza e opposizione, è mio'' diceva Buzzi. Buzzi e i suoi parlano infatti anche dell'europarlamentare del PD Enrico Gasbarra: «Noi devi capì, noi il nostro mondo è Gasbarra» diceva Buzzi e ricordava l'importanza di far votare Gasbarra, candidato alle europee. Continuava Claudio Caldarelli: «Noi nell'ambito de ste cose...nell'ambito di questa monnezza, i voti già semo arrivati a 43 mila euro, eh, Tassone 30, 10 Alemanno 40..Europee adesso?» E Buzzi replica: «e questi i 3 e 5 (3500 euro, ndr)..questo se chiama D'Ausilio.. perché noi pagamo tutti come vedi». Dalla segreteria di Gasbarra è arrivata una secca smentita: «Gasbarra non conosce né Buzzi né Carminati e non ha mai preso un euro». A sua volta Gasbarra è stato smentito dal difensore di Tassone, Antonio Palma. Un documento esibito durante il processo dimostra come il 13 maggio del 2014 Buzzi fa un bonifico all’associazione culturale Le Aquile. Si archivia così Mafia Capitale signor De Luca?

14 agosto 2017

UCCISA L'ORSA KJ2: FACEVA TROPPI 'DANNI'

KJ2 era figlia di Kirka e Joze. Kirka era una femmina di tre anni catturata nel 1999 nelle riserve di caccia della Slovenia meridionale (Riserva di Medved-Kocevje) e liberata nel Parco Naturale Adamello Brenta (PNAB) il 30 maggio dello stesso anno. Era il secondo orso, dopo il maschio Masun, ad avviare il progetto Life Ursus, promosso dal PNAB e condotto in stretta collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA). Il nome di Kirka fu preso dal vicino fiume presso cui fu catturata. Joze, un maschio di 140 kg, fu il quarto orso a ripopolare il PNAB il 22 maggio del 2000.
KJ2 è nata in Trentino i primi di marzo del 2002 e solo il 24 marzo fu avvistata con la madre Kirka e la sorella KJ1 a spasso. Il suo nome riprendeva le iniziali dei genitori. Tra cucciolate e danni (?) fatti all'attività dell'uomo, con conseguenti pagamenti risarcitori, KJ2 ha trovato un'assurda morte il 12 agosto del 2017. È costata soldi per monitorarla e pagarne i danni, ha contribuito al turismo del PNAB ma quando ha superato la soglia delle spese 'sostenibili' è stata abbattuta. Non c'è alcuna scusa, non c'è alcuna sicurezza umana: costava troppo per i danni. Un animale selvatico è libero. Ora KJ2 lo è per sempre.



Due aggressioni: una nel 2015, l'altra lo scorso 22 luglio. In entrambi i casi aveva morso, non uccidendo e scappando, forse perchè infastidita. Giustiziata nell’area del Bondone, la montagna che sovrasta la città di Trento. In Italia non c'è la pena di morte neppure per chi commette le stragi o per un pluriomicida. Un'orsa non può invece permettersi di fare l'animale selvatico. Bisogna garantire l'incolumità dei turisti curiosi che portano i soldi in Trentino per vedere le orse come KJ2.

3 agosto 2017

MALAGÒ IN ANTIMAFIA: ANESTESIA, STADIO DEL LA ROMA E LE RISATE DELLA BINDI

Nel filmato, un bel siparietto tra Rosy Bindi, Giovanni Malagò e Sbrodolo in arte Stefano Esposito. Tema le Olimpiadi mancate di Roma.

Il poco istituzionale teatrino si è svolto il 2 agosto 2017 alle ore 14 durante la Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi che aveva convocato Giovanni Malagò (presidente del Coni) per discutere sulle infiltrazioni criminali (anche mafiose) dentro le società di calcio (tipo Juventus e Latina). Invece si è parlato di sicurezza in maniera imbarazzante concentrando in pratica il problema sulla proprietà degli stadi e schierandosi apertamente a favore del nuovo Stadio della Roma. 1 ora e 24 minuti di spreco di denaro pubblico con Malagò che si dichiara costretto a leggere una relazione, per non dimenticarne il contenuto, in quanto sotto anestesia avendo subito un piccolo intervento (???) in mattinata. Vista l'inutilità della relazione ci domandiamo: l'ha scritta prima dell'intervento sotto sostanze allucinogene o dopo sotto sostanze anestetizzanti? Non è stato sottoposto all'antidoping ma si è sistemato i capelli fluenti almeno 504 volte, 6 volte al minuto. Cronometrati. Meno male che la Raggi non ha voluto le Olimpiadi perchè con Malagò le risate se le sarebbe fatte il mondo e non la Bindi.

25 luglio 2017

A OSTIA E A ROMA RIMANE SOLO L'ANTIMAFIA DEL PD

Per il Tribunale, dalle indagini fino ad oggi svolte, la mafia a Roma non c'è. Per il PD, che si sostituisce ai giudici e che si autodefinisce "l'antimafia", invece si. Questa forma di arrogante interpretazione di legalità espressa dal PD trova soprattutto applicazione ad Ostia dove il presidente del X Municipio, Andrea Tassone è stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione nel processo di 'Mafia Capitale'. Dire che ad Ostia e a Roma c'è la mafia significa dunque per il PD lavarsi le mani dalla propria responsabilità politica di governo, dare la colpa a un nemico esterno (la mafia) e dimenticare di aver alimentato (con una sfrenata corruzione interna al partito) la criminalità organizzata.
In questo contesto si inserisce la vicenda del magistrato Guglielmo Muntoni, presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma e che ha in mano, come giudice delegato, tutti quei sequestri di Ostia avvenuti, secondo il PD, per reati di mafia ma che derivano invece da reati di bancarotta fraudolenta come il porto di Ostia ed alcuni stabilimenti balneari e ristoranti annessi (solo lo stabilimento Village, in mano ai Fasciani, fa eccezione). Di Guglielmo Muntoni ne abbiamo già parlato nel silenzio generale Infatti proprio in questi giorni la Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura  ha avviato un procedimento nei suoi confronti . La prima udienza si è svolta il 22 giugno 2017 ed il 25 luglio si è deciso di rinviare il procedimento al  17 novembre 2017 "al fine di assicurare una decisione contestuale tra il presente procedimento e quelli pendenti a carico della dottoressa Saguto e del dottor Virga".Guglielmo Muntoni, è accusato di aver usato il suo ruolo per far ottenere di fronte "all'insistenza" della collega Silvana Saguto (presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo), finita poi sotto inchiesta a Caltanissetta, incarichi professionali al marito, l'ingegnere Lorenzo Caramma. Uno scandalo che ha origine già nel 2015: "magistrati antimafia che rubano i soldi della mafia". Sull'innocenza di Muntoni ha sollevato i suoi dubbi Mario Fresa, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, "Muntoni non stava su Marte, i giornali li leggeva. La sua amica Saguto era al centro di uno scandalo senza pari già venuto alla luce due anni fa. Noi siamo magistrati e sappiamo prendere le distanze da un amico in difficoltà. Il rapporto tra la Saguto e Muntoni è ben noto da numerose intercettazioni:, un rapporto finalizzato a condotte illecite".
Il presidente della Sezione Disciplinare del CSM è Giovanni Legnini, da sempre nel PD, con incarichi nel Governo Renzi e Letta. Legnini e il collegio da lui presieduto non ha ritenuto necessario sospendere dall'attività Muntoni. Questo avviene in un momento delicato per Ostia, cioè quello che precede la scelta del Governo di mandare o no in autunno il Municipio X al voto dopo la fine del commissariamento per mafia. Muntoni dunque, accusato di fare affari sui beni della mafia pur rappresentando lo Stato, viene mantenuto ad amministrare ad Ostia i beni sequestrati alla mafia (come sostiene il PD). Nel frattempo Muntoni, che si professa innocente, va in giro a parlare di mafia, incurante della delicata questione che lo riguarda. Insomma mentre Muntoni deve ancora chiarire se con l'antimafia dei sequestri ha fatto gli affari o no, si accompagna con altri due personaggi (ben noti ad Ostia) come la giornalista di Repubblica, Federica Angeli, che inneggiava Tassone e che ancora  lo difende dopo la condanna, e il magistrato Alfonso Sabella che nulla ha visto delle malefatte di Tassone e che è stato di fatto lui (non Tassone) commissariato per mafia. Sabella addirittura ha tardato, dopo la fallimentare esperienza con Marino come Assessore alla Legalità, a rientrare in magistratura cercando invece di ottenere un nuovo incarico politico con il PD, prima con Giachetti, durante la candidatura a sindaco di Roma,  poi con Renzi al Governo una volta sconfitto Giachetti.
Una situazione che di legale ha veramente poco.


L'evento in locandina, iniziato con mezz'ora di ritardo, ha visto la partecipazione di non più di 30 persone.