18 aprile 2018

OSTIA, MAFIA. I DISCORSI DI CLAUDIO SACCOTELLI CON FRANCO L’IRACHENO E SORCANERA (ANNO 2004)

Ostia, ripascimento spiagge ponente
Anno 2004, presidente della Circoscrizione XIII (oggi, Municipio Roma X, Ostia), Davide Bordoni (FI) con Paolo Orneli (PD) delegato per il litorale romano del Sindaco di Roma, Walter Veltroni (PD).

Presidente del Municipio, Claudio Saccotelli, direttore tecnico del Municipio, Cesare Tabacchiera.
Erano gli anni subito dopo l'inaugurazione del Porto turistico, che fece scomparire le spiagge libere lungo via dell'Idroscalo facendo aumentare localmente il fenomeno erosivo.
Erano gli anni di Angelo Bonelli (Verdi) , paladino della legalità, capogruppo Regionale. Erano gli anni di tanti politici ancora oggi sulla ribalta locale che si sbracciavano per assicurare un futuro ad Ostia ricco di soddisfazioni, sempre nel nome della legalità. Erano gli anni in cui Ostia aveva un proprio quotidiano (Il Giornale di Ostia) su cui scriveva anche Federica Angeli, passata a repubblica dal 1998.

Le seguenti intercettazioni sono estratte da atti processuali. Francesco Antonini è er Sorcanera, Faraj Sulaiman è Franco l’Iracheno.

08 gennaio 2004, ore 11,31
Claudio Saccotelli (C) chiama Faraj Sulaiman (F)

C: sono Claudio Saccotelli, buongiorno
F: buongiorno,buongiorno
C: tanti auguri, buon anno
F: grazie, anche a te, grazie…
C: dove stai di bello?
F: eh…sto venendo ad Ostia
C: bravo…quando puoi stare sul lungomare…lì all’altezza del tuo lotto?
F: guarda, roba de…10 minuti
C: dieci minuti?
F: si
C: allora guarda…lì adesso lui ti aspetterà…
F: si…
C: c’è l’ingegner Tabacchiera, con il direttore dei lavori del…dei chioschi lì…così vedete bene dove può essere posizionato ‘sto chiosco
F: va bene
C: così cominciamo subito i lavori
F: va bene, ti ringrazio tanto, poi ti vengo a trovare
C: va bene, allora tra dieci minuti tu stai lì più o meno?
F: si dieci minuti si…
C: Tabacchiera lo conosci tu?
F: uhm…
C: è uno coi baffi, ma tanto ti conosce lui
F: ah, va bene
C: va bene…loro già stanno lì, ti aspettano
F: grazie

23 giugno 2004, ore 10.39 in entrata utenza
Claudio Saccotelli (C) chiama Francesco Antonini (F)

C: chi è Franchino?
F: si
C: sono il direttore del municipio
F: Aho Buongiorno
C: Come stai? tutto bene? No il Direttore no, il Presidente...
C: aho, Saccottelli!
C: Saccottelli in persona... tutto bene?
F:- ahh bello come stai?
C: io bene si…era una telefonata di…de piacere e de informazioni perché c’avevo sto numero e non ero sicuro che eri tu… ora per sicurezza l’ho verificato e l’ho controllato…
F:- ehh…hai fatto bene

Così si annotava al tempo.
Dall’esame delle trascrizioni delle due intercettazioni traspaiono con evidenza, da una parte, modalità comportamentali proprie di un’usuale frequentazione del funzionario pubblico con gli associati e, dall’altra, la subordinazione del primo ai “desiderata” del suo interlocutore, che viene persino anticipato in ogni sua richiesta o desiderio; tale situazione, certamente inconsueta per come siamo abituati a vedere concretizzarsi l’abituale rapporto tra il cittadino ed un pubblico ufficio, appare frutto evidente del timore reverenziale ingenerato nel dipendente pubblico dal suo interlocutore in ragione dell’appartenenza di quest’ultimo ad una associazione di cui il primo conosce bene la temibilità per le ragioni che ha ampiamente illustrato (…) nelle sue dichiarazioni testimoniali... Alla luce quindi di una tale interpretazione non stupisce, ma ha una sua precisa giustificazione la condotta del Presidente della Circoscrizione XIII, in persona, che si preoccupa di telefonare per avvertire l’indagato, concessionario dello sfruttamento di un bene demaniale, che sul posto lo sta già aspettando un tecnico comunale per fornirgli utili indicazioni per decidere dove collocare e come costruire un chiosco in modo da iniziare immediatamente i lavori al fine di una pronta utilizzazione del manufatto”.

Non solo. Si trattava, in quel periodo, di gestire i chioschi bar disposti sul lungomare di Ostia che va da Piazza Scipione l’Africano al Porto turistico. Dalle indagini era emerso che tutte le concessioni ottenute da quei chioschi da parte della Circoscrizione XIII erano a firma proprio del presidente Claudio Saccotelli e che l'ex Direttore dell’ufficio tecnico della Circoscrizione XIII, il 5 febbraio 2000 aveva denunciato un’aggressione da lui subita all’interno degli Uffici comunali, riferendo che nella circostanza era stato colpito al volto tanto da dover ricorrere alle cure dei sanitari del locale ospedale. Dagli atti acquisiti presso il Commissariato di P.S. Ostia Lido, si era appurato che tale episodio era scaturito nell’ambito della vicenda relativa alle opere abusive costruite sul Lungomare Duca degli Abruzzi, altezza Piazzale Scipione l’Africano, che le autorità comunali avevano intenzione di demolire per far eseguire i lavori di ristrutturazione del Lungomare. L'ex direttore tecnico della Circoscrizione XIII non era stato con le mani in mano perché il 13 maggio 2002 aveva scritto al Prefetto, al Sindaco di Roma nonché alle Forze dell’Ordine locali, rappresentando che la ditta incaricata dei lavori di bonifica del Lungomare di Ostia Ponente aveva rinunciato all’incarico affidatole a causa di minacce ricevute.
Addirittura nelle intercettazioni compare anche la disputa sul ripascimento delle spiagge ad opera della pubblica amministrazione..

Veltroni, Orneli e Ileana Argentin (PD),
delegata per le politiche dell'Handicap, nel 2003 a Ostia
(spiaggia davanti alla ex colonia Vittorio Emanuele III)
15 agosto 2003, ore 00.37 
Conversazione tra Giovanni Galleoni (detto Baficchio) e Francesco Antonini (detto Franchino er Sorcanera). Entrambi sono stati uccisi nel 2011 presso via Forni. Il chiosco è quello presso il Porto turistico.
me stanno a buttà fori… se stanno a magnà tutto… non me fanno un cazzo, non m’hanno messo la sabbia… poi fanno i cosi per i disabili a Franco (Faray Sulaiman, alias “franco l’iracheno”) e a tutti gli altri a me non me fanno un cazzo mo tocca vedè a settembre sti cazzi de lavori che me devono fa, hai capito? …e poi quanno gli rode il culo?...che fanno?... se a quel bastardo gli rode il culo?...schiaccia un dito e me fa da due botte e amo risolto il problema e il chiosco chi sa chi cazzo se lo piglia…?

Nessuno ha fatto niente, tutto finito in una bolla di sapone, più di 10 anni fa. Solo nel 2013, dopo gli arresti dell'operazione Nuova Alba (26 luglio 2013, voluta dal nuovo procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone) si è riparlato di mafia ad Ostia. In sostanza, sono stati tirati fuori dai cassetti gli stessi nomi di 10 anni fa, arresti avvenuti a neanche un mese dall'elezione di Andrea Tassone (PD) come presidente del Municipio Roma X (poi condannato a 5 anni per Mafia Capitale). Un intreccio facile da sciogliere poi complicato dalle vicende di Mafia Capitale che hanno coinvolto il PD romano, lo stesso che per 10 anni, assieme alla sua consorteria, non aveva visto nulla ad Ostia.

7 aprile 2018

ALFONSO SABELLA CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI PER LE TORTURE DI GENOVA

Fu «tortura», perpetrata su donne e uomini inermi, costretti a restare in “posizioni vessatorie”, abbandonati e feriti in “pozze di piscio, vomito e sangue”.
Lo ha  stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha riconosciuto a 61 persone recluse nella caserma di Bolzaneto tra il 20 e il 22 luglio 2001, durante i giorni del G8 di Genova, il diritto ad essere risarcite dallo Stato italiano.
Quei giorni di Genova «hanno determinato un danno d’immagine che forse non ha pari nella storia della Repubblica».

A pagare 1 milione di euro è stato condannato il 6 aprile 2018 anche Alfonso Sabella, che nel 2001 era a Genova come capo dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), organo che gestisce la complessa macchina carceraria.
Sabella, con un recente e discutibile passato ad Ostia, ora Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) a Napoli, avrebbe dovuto controllare e vigilare per evitare abusi. Tanto più in una situazione così inusuale, con una caserma trasformata di fatto in carcere. Sabella, secondo i giudici, «era necessariamente consapevole delle violenze commesse», quelle fisiche e quelle psichiche su persone inermi, minacciate di morte e di stupro.

Nel conteggiare il risarcimento dovuto allo Stato la Corte dei Conti non ha però inserito, neppure per Sabella, il danno d’immagine. Quello, continueremo a pagarlo tutti, cittadini e istituzioni italiane.
Eppure l'allora procuratore regionale della Corte dei Conti della Liguria, Ermete Bogetti, chiese che (in totale) i 28 imputati  dovessero rispondere della cifra complessiva di 12,4 milioni di euro, così suddivisa : 7,4 milioni di danno patrimoniale (ovvero i risarcimenti pagati dallo Stato alle 155 parti civili e di spese legali) e 5 per un danno all'immagine dell'amministrazione penitenziaria e dell'Italia.
Sabella, il cui comportamento fu definito «inadeguato e negligente», avrebbe dunque dovuto rispondere sia del danno patrimoniale (1.548.227,90 euro) che del danno d'immagine (2.160.946,28 euro). Pagherà solo 1 milione di euro.

Sconfortanti le parole di Bogetti: «In Italia abbiamo una legislazione talmente irragionevole che consente di punire come danno all’immagine della pubblica amministrazione il dipendente che va a pendere un caffè senza timbrare, mentre è impossibile farlo per fatti terribili e gravissimi come quelli del G8 di Genova»

Sconfortante anche il tentativo del PD di 'salvare' Sabella dalla condanna. Gentiloni aveva affidato il dossier Corte dei Conti al sottosegretario Maria Elena Boschi, che però ha finito per esporre il governo a una vera e propria figuraccia. Il 15 settembre 2017 dal cilindro della Boschi era nata infatti la nomina in Corte dei Conti di Sabella poi ritirata il 28 ottobre 2017 dopo lo scandalo mediatico generatosi. 

Ora Sabella, grazie sempre alla regia del PD, è diventato protagonista della fiction televisiva "Il cacciatore" su Rai 2.
E le torture di Genova? E l'articolo 27 della Costituzione? Per questo magistrato non è prevista alcuna sanzione disciplinare?

3 marzo 2018

ELEZIONI 2018: QUALI CONTROLLI AD OSTIA? TRE MESI FA I BLINDATI AI SEGGI OGGI NULLA

Il PD morirà da solo. Dopo aver rovinato Nuova Ostia (gli affari con Armellini e Romeo), dopo aver tollerato la criminalità (il pizzo pagato dalla sede PD di via Forni), la beffa della 'mafia'. Giornalisti scatenati contro il connubio Casapound-Spada (poi smentito dall'antimafia), la capocciata di Roberto Spada, l'imbarazzo di Minniti (PD) che porta a blindare i seggi con le forze dell'ordine. Tutto un teatrino per avvelenare il clima elettorale che ha portato alla scomparsa del PD su tutta Roma. Avveniva il 20 novembre 2017 per le elezioni del Municipio Roma X stravinte dal M5S. Tre mesi dopo, per le votazioni del Governo e Regione nessun controllo nessun proclama da parte di un PD sconfitto perchè corrotto e colluso. E dopo le elezioni si ricomincia con Mafia Capitale.

20 gennaio 2018

L'IMBARAZZANTE PD DI MATTARELLA E RENZI

ITALIA, RECORD MONDIALE. UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E UN CAPO DI GOVERNO HANNO FIRMATO UNA LEGGE ELETTORALE (ITALICUM) INCOSTITUZIONALE.
Legge 6 maggio 2015, n. 52
A firma di Sergio Mattarella. Bocciata dalla Corte Costituzionale. Abrogazione parziale 16 febbraio 2017, definitiva 12 novembre 2017.

Il soprannome Italicum è stato dato nel 2014 dall'allora segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, suo principale promotore (fino a fine gennaio 2015 con l'appoggio anche di Forza Italia di Silvio Berlusconi, con il quale aveva stretto il Patto del Nazareno).
Sergio Mattarella è stato anche Giudice della Corte Costituzionale (11 ottobre 2011 – 2 febbraio 2015). Poi è diventato Presidente della Repubblica il 3 febbraio 2015 con il consenso di Giorgio Napolitano (presidente uscente) e Matteo Renzi (capo del Governo). Mattarella è stato sia nella DC che nel PD.

9 dicembre 2017

IL PD A OSTIA E' ABBREVIAZIONE DI "PATHOS DELUCIA"

Irrispettoso, patetico e imbarazzante l'intervento (1) del capogruppo PD del Municipio X (sono rimasti in 2) durante l'insediamento dell'assemblea neoeletta. Irrispettoso, perché Athos De Luca (di Siena, quella del Monte Paschi) strilla e inveisce in aula quasi a voler dettare la linea politica alla super eletta presidente Giuliana Di Pillo (M5S). Patetico, perché Athos De Luca (condannato a giugno 2017 a 8 mesi per danneggiamento) (2) a 71 anni suonati viene maltrattato in aula dal giovane Luca Marsella di Casapound (32 anni). Imbarazzante, perché Athos De Luca (che dovrebbe rappresentare il cambiamento del PD locale) parla di mafia a Ostia non conoscendo i fatti della sede PD di via Forni (3) e non prendendo le distanze dal discorso di Andrea Tassone (5 anni di condanna in Mafia Capitale) fatto in occasione del suo insediamento (da ascoltare fino in fondo!) (4). Ciò che è grave è che Andrea Casu (neo eletto segretario PD a Roma, voluto da Renzi e Orfini) ha sostenuto l'esibizione istrionica di Athos De Luca (5). Ricordiamo allora agli smemorati quale fu la posizione presa dal PD rispetto alle finte dimissioni di Tassone utilizzando le parole di Federica Angeli, di certo attendibili essendone diventata sui social la propria icona della legalità. Buon lavoro a Giuliana Di Pillo, alla maggioranza e all'opposizione. Il PD non sappiamo come classificarlo perché è contro tutti compresa la verità dei fatti.

L'ordinanza con cui Tassone venne arrestato (ai domiciliari) è datata 29 maggio 2015 ma, come di seguito riportato, è evidente che si riferisce al periodo in cui Tassone era ancora presidente del Municipio, dunque prima del 24 marzo 2015. In particolare, il 18 marzo 2015 il Sostituto Procuratore Giuseppe Cascini inviò alla Segreteria per gli adempimenti di competenza l'iscrizione nel registro per le notizie di reato di Andrea Tassone (capo 8). Nella stessa data, Pignatone chiese gli arresti di Tassone non domiciliari ma in carcere, in quanto ancora presidente. A Tassone venivano contestate "condotte corruttive poste in essere nel corso dell'anno 2014", proprio l'anno in cui il suo operato veniva difeso dal PD locale, da quello romano e da quello nazionale. Ecco un esempio:

18 dicembre 2014
TASSONE GODE DI PIENA FIDUCIA: "E' PULITO"
"... In ogni caso tu fidati solo della Procura. E ragiona: se ci fossero stata gravi indizi di colpevolezza contro Tassone, Pignatone lo avrebbe indagato. Non l'ha fatto. Perché Tassone è uno che la mafia la combatte davvero... e siccome io le carte le ho lette e la giudiziaria la faccio da venti anni so di cosa parlo. Andrea Tassone è pulito"
(https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/801068126618577)
31 gennaio 2015
TASSONE DIFENDE LA LEGALITA'
"...  grazie a te per l onestà e la schiena dritta con cui porti avanti la battaglia sulla legalità in un territorio così difficile"
(https://www.facebook.com/photo.php?fbid=854405101288214&set=a.506856959376365.1073741828.100001561967387&type=1)
24 marzo 2015
TASSONE SI DIMETTE: "SI SAPEVA TUTTO. A VOLTE C'E' BISOGNO DI BLUFFARE PER STANARE IL MARCIO"
https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/854989217893134
https://twitter.com/fedeangeli/status/580423653797568513
http://ostia.romatoday.it/ostia-x-municipio-elezioni-2016.html
24 marzo 2015
LE DIMISSIONI DI TASSONE NON SONO PER FATTI GIUDIZIARI
"... (le dimissioni di Tassone sono) frutto di una valutazione politica e non legata a vicende giudiziarie"
(https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/855040884554634)
25 marzo 2015
A TASSONE NESSUN AVVISO DI GARANZIA
"... se mai dovesse arrivare a Tassone un avviso di garanzia..."

Tassone con Matteo Orfini, Stefano Esposito e Giuseppe Sesa annunciò le sue dimissioni proprio il 18 marzo 2015 a Roma presso la sede del Nazareno. Per 6 giorni il PD cercò di affiancare a Tassone una 'super giunta'. Livia Turco e Marco Causi diedero p.es. la propria disponibilità, Roberto Morassut no. Il 24 marzo Tassone confermò le dimissioni. Il 4 giugno 2015 venne arrestato (ai domiciliari) ma l'ordinanza firmata il 29 maggio ancora recitava che Tassone era presidente, come di seguito riportato in estratto:


30546/10 R.G. Mod. 21 
17508/11 RG GIP
TRIBUNALE DI ROMA - Ufficio VI GIP
ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURE CAUTELARI - artt. 272 e segg. c.p.p. -
Il Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Flavia Costantini, visti gli atti del procedimento penale procedimento penale N. 30546/10 R.G.N.R., nei confronti, tra gli altri, di:
44) Andrea Tassone, nato a Roma, il 10.10.1971, ivi residente, via Grotteria, n. 2;

CAPITOLO VII
LE RAGIONI CAUTELARI, L’ADEGUATEZZA E LA PROPORZIONALITÀ
"... Il pericolo concreto ed attuale di reiterazione di analoghe condotte, nei confronti dei tre indagati, deriva dalla gravità delle specifiche modalità con le quali sono stati posti in essere i fatti criminosi in esame e dalle funzioni da loro attualmente svolte: nonostante la loro incensuratezza, si deve considerare che TASSONE continua a esercitare il proprio ruolo di pubblico amministratore..."
APPLICA
la misura cautelare degli arresti domiciliari presso il luogo di loro residenza o in domicilio indicato al momento dell’esecuzione e ritenuto idoneo, nei confronti di::
22) Andrea TASSONE, nato a Roma, il 10.10.1971, ivi residente, via Grotteria, n. 2 (capo 8);
MANDA
alla Cancelleria per quanto di competenza ed affinché il presente provvedimento sia trasmesso al pubblico ministero per l’esecuzione.
Roma, 29 maggio 2015
Il Giudice per le Indagini Preliminari - dott.ssa Flavia Costantini


(1) https://www.facebook.com/MunicipioRomaXOfficialPage/videos/640352526353415/ (la mozione di De Luca è stata respinta)
(2) http://schiavoneandrea.blogspot.it/2017/09/il-pd-di-ostia-peggio-delluomo.html
(3) http://schiavoneandrea.blogspot.it/2017/11/nuova-ostia-via-forni-la-ex-sede-del-pd.html
(4) https://www.youtube.com/watch?v=dRT30m7bSmM
(5) https://twitter.com/andcasu/status/938805352774152194

P.S. - Molti post sono stati cancellati da Federica Angeli ma sono comunque stati salvati, referenziati e inviati alle autorità competenti.

27 novembre 2017

LA MAFIA DI OSTIA SECONDO PIGNATONE

Il capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, ha di recente affermato agli 'Stati Generali della lotta alle mafie', organizzato dal Ministero di Giustizia a Milano dal 23 al 24 novembre 2017, quanto segue (1): "Francamente sarebbero sprecati i dieci minuti che mi spettano per parlare di Ostia". Per Pignatone ad Ostia esiste una di quelle piccole mafie locali, previste dal 416bis, che si avvalgono della violenza ma anche di rapporti con le istituzioni. E' il caso di Mafia Capitale, come la definì lui stesso (2), a cui andrebbe dedicata più attenzione di Ostia per capire come sia stato possibile farla crescere all'interno di due distinte giunte comunali (Alemanno e Marino) (3)..
Ostia "può servire solo come un microcosmo di osservazione" e non va dimenticato che "già dal 1876 è stato chiaro che mafia e corruzione vanno a braccetto". Non è un caso che Andrea Tassone (ex presidente del Municipio X cioè Ostia) sia stato condannato in primo grado per corruzione nel processo di Mafia Capitale. Pignatone non ha dubbi: il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Roma che toglie a Roma lo 'stigma' della mafia, si farà. Ci vorranno forse 2-3 anni per provare la mafia a Roma. "Certo non potremo mai avere la velocità di internet, questo mi pare evidente. Un processo non può avere la velocità di internet altrimenti faremo come i processi sulla rete in cui assistiamo ad un signore o ad una signora bendata che parlano di una cosa qualunque e ricevono alcune migliaia o milioni di click. Questo tipo di 'sentenza' emessa dalla rete non credo che sia il compito della Magistratura".
Sarà stato allora solo un caso che le icone della legalità proposte dal PD ad Ostia (Federica Angeli, Alfonso Sabella, Stefano Esposito) non fossero presenti a Milano, chi impegnata presso la Leopolda con Matteo Renzi, chi impegnato in stucchevoli talk-show televisivi ad auto elogiarsi (in attesa dell'uscita di una vera e propria fiction televisiva), chi impegnato a scrivere l'ennesimo e inutile commento su Twitter.
Di certo una considerazione finale deve essere fatta.
Nessuno parla di come siano diventate 'mafiose' le associazioni a delinquere presenti ad Ostia. Quel salto di qualità si può fare solo con i poteri deviati dell'amministrazione pubblica..Storie che ad Ostia si sono consolidate ai tempi di Rutelli e Veltroni a cavallo del Giubileo del 2000 quando Gentiloni (oggi Presidente del Consiglio) era Assessore al Turismo di Roma e Gabrielli (oggi Capo della Polizia) era il braccio destro di Rutelli. Quando il controllo amministrativo delle spiagge divenne per delega regionale del Comune di Roma. Quando si fece il porto di Ostia. Quando bruciò la pineta e quando accaddero tante altre cose. Tutte dimenticate da chi oggi ricopre altissime cariche dello Stato.

(1) https://www.radioradicale.it/scheda/526099?i=3782747
(2) https://www.youtube.com/watch?v=55J4lRf0Dac
(3) https://www.radioradicale.it/scheda/524148?i=3772465

17 novembre 2017

NUOVA OSTIA, VIA FORNI: LA EX SEDE DEL PD

Esiste da sempre attenzione per le case Armellini (indicate come Nuova Ostia). L'ultimo scandalo è scoppiato nel 2014 a seguito anche di esposti inviati da parte di LabUr negli anni precedenti. Oggi si 'scopre' Nuova Ostia come una sacca di degrado sociale ed edilizio all'interno del Municipio X, sottolineandone l'attività criminale esistente. Tale binomio ha scatenato da parte del PD l'attacco mediatico alle nuove forze politiche che si sono interessate del problema sociale (M5S e Casapound) e la definizione da parte della Procura di Roma di 'contesto mafioso' dell'area (con conseguente individuazione dei clan e commissariamento per mafia dell'intero Municipio X). Una delle principali attività criminali viene attribuita al racket per l'assegnazione delle esistenti case popolari. Nessuno si sofferma su recenti fatti che hanno sconvolto l'assetto dell'area nel 2014 vale a dire lo scandalo legato all'evasione fiscale di Angiola Armellini, proprietaria di migliaia di unità abitative a Nuova Ostia concesse in affitto al Comune di Roma per l'edilizia residenziale pubblica.
In particolare nessuno ricorda come a via Forni (resa famosa per la chiusura in questi giorni della palestra e l'arresto di Roberto Spada, già preceduta da un'altra palestra chiusa il 15 maggio 2015 in via Forni) esistesse da sempre la sede del PD (prima DS e, ma in altri locali, PCI e PDS) a poche decine di metri dalla palestra di Roberto Spada e soprattutto sul lato opposto della strada, davanti allo sportello della Romeo Gestioni vale a dire la società incaricata della gestione delle case Armellini con un super mandato voluto da parte di Walter Veltroni. La sede del PD è stata chiusa il 19 maggio del 2015 per occupazione abusiva.
Ricordiamo che a fine novembre del 2011 Giovanni Galleoni (baficchio) e Francesco Antonini (sorcanera):furono uccisi in un agguato in via Forni a poca distanza dalla ex sede del PD, così come tante altre indagini della Procura indicano via Forni come sede di locali 'adibiti a sala delle torture' (operazione Sub Urbe). Insomma, il PD non poteva non sapere cosa stesse accadendo a Nuova Ostia ma nulla ha detto, scritto o denunciato fino alla chiusura della sua sede. Tralasciando le indagini giudiziarie in corso, voglio dunque rendere pubblica una memoria consegnata in Procura a seguito dell'apertura di un procedimento penale su mio esposto, relativa regolarità amministrativa dell'ex sede del PD in via Forni

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Venerdì 11 febbraio 2016
SEDE DEL PARTITO DEMOCRATICO A NUOVA OSTIA (ROMA), VIA ANTONIO FORNI 16

M E M O R I A

UBICAZIONE
La sede si trova in via Antonio Forni 16, all’interno di una unità immobiliare facente parte del quartiere costruito da Renato Armellini sul finire degli anni ’60 (Nuova Ostia). Attualmente rientra nell’elenco dei beni ad uso non residenziale condotti dal Comune di Roma in affitto passivo. Più precisamente, i locali risultano così classificati (fonte: Dipartimento Patrimonio – Sviluppo e Valorizzazione del Comune di Roma. Rilevazione al 15 settembre 2014)

COMUNE                  Roma
MATRICOLA IBU 23853
MATRICOLA UIB 1229103
TIPO UIB                  Locale Commerciale
INDIRIZZO                  Via Antonio Forni
CIVICO                 12/16A
SCALA                  /
PIANO                  PT
INTERNO                   /
MUNICIPIO                 10

Lotto P (in rosso tratteggiato: gli edifici ristrutturati con il PRU)
STORIA DEL CIRCOLO
Il circolo di nuova Ostia nasce nel 1998. Nel 2007 apre, al suo interno, uno sportello per la casa per “aiutare le persone per tutto quello che riguarda i rapporti con la Romeo e con l’ ATER” (1). In realtà già agli inizi degli anni ’70 i locali erano stati dati al vecchio PCI, al tempo in cui (sotto il sindaco Clelio Darida, DC) il Comune di Roma aveva comprato un terzo degli appartamenti costruiti da Armellini e preso in affitto i restanti due terzi (compresi i locali commerciali). Se i locali all’inizio erano destinati “ad attività socio culturali per il quartiere”, anche se in mano al PCI, diventano invece un vero e proprio circolo di partito (DS) nel 1998, quando si comincia a lavorare per la realizzazione del porto di Ostia (inaugurato nel 2001) e si da il via al Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) di Ostia Ponente (2002). Il segretario del circolo, a quei tempi, era Angelo Di Somma, fratello di Massimo Di Somma (DS), presidente dell’allora XIII Circoscrizione. Sabrina Giacobbi, che è entrata nei DS nel 1996, è stata ininterrottamente segretaria del circolo dal 2006 fino alla chiusura nel 2015. E’ lei che ha dichiarato di non aver mai pagato un affitto né al Comune, né alle società della famiglia Armellini che si sono avvicendate nella proprietà dello stabile: “Non paghiamo niente – conferma Sabrina Giacobbi, segretaria del circolo dei democratici di Ostia Nuova – Ma non abbiamo nulla da rimproverarci” (2) Da notare che Sabrina Giacobbi ha tuttora l’edicola in via del Sommergibile, a poche centinaia di metri dal circolo del PD, quell’edicola oggetto di un dubbio attentato incendiario avvenuto il 14 giugno 2015, appena un mese dopo la chiusura del circolo di via Forni (19 maggio 2015).

CONTRATTO DI AFFITTO CON IL COMUNE DI ROMA
Le società della famiglia Armellini sono sempre state proprietarie di un vasto compendio immobiliare a Nuova Ostia, che comprende i lotti B, D, F, G, H, N e P (sopra, in figura) e che il Comune di Roma conduce in locazione da sempre. Tra queste, la Pelopia Spa, già sotto indagini per evasione fiscale nel 1989.  L’ultimo contratto di locazione risale al 1° ottobre 2001, con scadenza 31 dicembre 2012 a favore della Moreno Estate srl. L’importo annuo per 1.042 appartamenti (5.672 mq) è stato di 4.242.605,49 euro (dal 31 dicembre 2012 al 15 settembre 2014, riconosciuto come indennità di occupazione per mancato rinnovo). Questo, fino allo scandalo che ha coinvolto ad inizio del 2014 la figlia di Renato Armellini, Angela. Alla data odierna, il sito del Comune di Roma non ha apportato modifiche ai dati sopra indicati (3).
Esiste tuttavia un contenzioso tra la Moreno Estate srl e il Comune di Roma che coinvolge anche la parte commerciale, oltre quella residenziale. Il Tribunale di Roma ha, con riferimento a contenzioso pendente concernente il mancato rilascio degli immobili una volta scaduto l’originario contratto, condannato il Comune, con ordinanza del 28 giungo 2012, al rilascio del compendio concedendo termine all’amministrazione fino al 10 maggio 2013 e con sentenza n. 24481/2013 ha dichiarato l’intervenuta cessazione degli effetti del contratto. Tuttavia, il Comune di Roma con nota in data 2 maggio 2013 ha comunicato alla Moreno Estate srl la propria proposta per la stipula di un nuovo contratto di locazione dei suddetti immobili, proposta formulata in base a perizia di stima elaborata dal consulente tecnico di parte di Roma Capitale e accolta dalla Moreno Estate srl. Non è mai seguita la effettiva stipula del contratto né il rilascio degli immobili, con lamentela da parte della Moreno Estate srl di non vedersi riconoscere un canone coerente con i valori di mercato.
Successive scaramucce di giustizia amministrativa sul finire del 2014 hanno finito per insabbiare la questione, lasciando comunque del tutto inalterato il pagamento da parte del Comune di Roma della indennità di occupazione (4).

Da quanto sopra si evince che il compendio immobiliare (compresi i locali di via Forni 12/16A) è stato sempre oggetto di fitto passivo da parte del Comune di Roma nei confronti delle società figuranti per la famiglia Armellini e che il Comune di Roma non ha mai ricevuto il pagamento dell’affitto, per ben 45 anni, dal PCI, poi trasformatosi in DS, PDS e oggi PD. A conferma di quanto sostenuto si mostra un documento comprovante addirittura un tacito accordo tra PD e Moreno Estate srl (essendo segretaria Sabrina Giacobbi), in contrasto con il riconoscimento del bene in affitto passivo al Comune di Roma (la data, di febbraio 2009, è infatti all’interno del contratto di locazione 1° ottobre 2001, 31 dicembre 2012).
Da notare che nei locali del circolo di via Forni si sono tenute, oltre feste ed eventi (alcuni anche a pagamento) anche le primarie del PD del 2013 (relative agli elettori delle sezioni da 1840 a 1850 del X Municipio). Oggi il circolo è chiuso.

IL RUOLO DEL SENATORE (PD) STEFANO ESPOSITO
Il Senatore (PD) Stefano Esposito è stato nominato Commissario del PD di Ostia in data 22 febbraio 2015 (5)  dopo i fatti di Mafia Capitale. Non appena insediatosi, è stato dal sottoscritto informato della questione del circolo PD di via Forni. Infatti l’articolo comparso su Il Fatto Quotidiano (6) correlato dal video girato dal giornalista Nello Trocchia evidenziava nella sua interezza quanto già da tempo LabUr (www.labur.eu) denunciava sullo scandalo delle case Armellini a Nuova Ostia, coinvolgendo anche la sede del PD di via Forni.
Il Senatore (PD) Stefano Esposito non è mai intervenuto a riguardo, se non in data 20 maggio (sul Corriere della Sera), dichiarando (7): “Verificata la situazione ho chiamato la signora Armellini per farmi fare una proposta commerciale entro 48 ore, inclusi gli arretrati”. Questo non è mai avvenuto ed è singolare l’intromissione di un Senatore all’interno di un contenzioso amministrativo come sopra ben enunciato (le due sentenze del Tribunale nonché il ricorso della Moreno Estate srl al TAR del Lazio).
E’ la stessa giornalista del Corriere della Sera che nell’articolo sottolinea tale anomalia, scrivendo: “Solo pochi giorni fa sono stati cacciati a Ostia altro tipo di «abusivi»: il Campidoglio ha infatti sequestrato la palestra degli Spada, a pochi metri dalla sede idem contestata”.
Infine, sempre nello stesso articolo, imbarazzanti le dichiarazioni di Sabrina Giacobbi: “Tutti sapevano (nel Pd) ma nessuno, nemmeno dopo lo scandalo Armellini, ha mosso un dito? «Sono d’accordo con Esposito, noi per anni abbiamo segnalato la situazione al Comune e ai vertici del partito», sottolinea Sabrina Giacobbe, segretaria del circolo sotto accusa che, in realtà, di attività negli ultimi due anni ne ha vista poca”.



(1)  issuu.com/pdromatredici/docs/pd_romatredici_magazine_marzo (pag.3)
(2)  http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/14/ostia-a-fuoco-ledicola-del-segretario-del-circolo-pd-e-stato-un-attentato/1776408/
(3)  http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/canoniERPsett2014.pdf
(4)  https://www.giustizia­amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mdax/otg4/~edisp/p23565x4tlj5lxxbkt67cf6dpu.html
(5)  http://ostia.romatoday.it/ostia/stefano-esposito-supervisore-pd-x-municipio.html
(6)  https://www.youtube.com/watch?v=XByj-VesFdU
(7)  http://pdroma.it/stefano-esposito-a-ostia-il-pd-dovra-pagare-laffitto/