Prima firma una legge elettorale dichiarata incostituzionale (Italicum) poi pone il veto di matrice europea su un ministro italiano giustificandolo con due infantili bugie.
Già il primo punto sarebbe stato sufficiente per cacciarlo via. Sul secondo, si giustifica davanti alle telecamere sostenendo il suo ruolo di garante per la permanenza dell'Italia in Europa dicendo che il tema "non è stato in primo piano nella recente campagna elettorale" (1).
Prima bugia. M5S (2) e Lega (3) hanno inserito con chiarezza il tema Europa nel loro programma elettorale (meno vincoli europei).
Seconda bugia. Non è Mattarella, la Lega o il M5S che decide la permanenza dell'Italia in Europa ma gli Italiani e se l'Europa non gradisce la democratica scelta elettorale degli Italiani (compreso il Ministro dell'Economia) Mattarella si deve far garante del voto italiano.
Mattarella va cacciato via perchè si è fatto forte dei suoi poteri attentando la Costituzione per impedire la nascita di un Governo di cambiamento.
(1) http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/editoriali/2018/05/27/governo-m5s-lega-conte_2951488e-74c5-4c27-bdd1-3573b9a496bd.html
(2) https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Esteri.pdf
(3) https://leganord.org/component/phocadownload/category/5-elezioni?download=1514:programma-lega-salvini-premier-20188
28 maggio 2018
26 aprile 2018
OSTIA, UN NUOVO DEPISTAGGIO: IL SILENZIO DI REPUBBLICA SULL'APPELLO DI MAFIA CAPITALE
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| Dichiarazioni di Federica Angeli su Andrea Tassone (PD) (15/03/2015) |
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| Dichiarazioni di Federica Angeli su Andrea Tassone (PD) (24/03/2015) |
NOTE
L'articolo citato nel post del 15 marzo 2015 è consultabile a questo collegamento.
La richiesta di arresto in carcere firmata da Giuseppe Pignatone il 18 marzo 2015 è qui di seguito riportata.
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18 aprile 2018
OSTIA, MAFIA. I DISCORSI DI CLAUDIO SACCOTELLI CON FRANCO L’IRACHENO E SORCANERA (ANNO 2004)
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| Ostia, ripascimento spiagge ponente |
Presidente del Municipio, Claudio Saccotelli, direttore tecnico del Municipio, Cesare Tabacchiera.
Erano gli anni subito dopo l'inaugurazione del Porto turistico, che fece scomparire le spiagge libere lungo via dell'Idroscalo facendo aumentare localmente il fenomeno erosivo.
Erano gli anni di Angelo Bonelli (Verdi) , paladino della legalità, capogruppo Regionale. Erano gli anni di tanti politici ancora oggi sulla ribalta locale che si sbracciavano per assicurare un futuro ad Ostia ricco di soddisfazioni, sempre nel nome della legalità. Erano gli anni in cui Ostia aveva un proprio quotidiano (Il Giornale di Ostia) su cui scriveva anche Federica Angeli, passata a repubblica dal 1998.
Le seguenti intercettazioni sono estratte da atti processuali. Francesco Antonini è er Sorcanera, Faraj Sulaiman è Franco l’Iracheno.
08 gennaio 2004, ore 11,31
Claudio Saccotelli
(C) chiama Faraj Sulaiman (F)
C: sono Claudio Saccotelli,
buongiorno
F: buongiorno,buongiorno
C: tanti auguri, buon anno
F: grazie, anche a te, grazie…
C: dove stai di bello?
F: eh…sto venendo ad Ostia
C: bravo…quando puoi stare sul
lungomare…lì all’altezza del tuo lotto?
F: guarda, roba de…10 minuti
C: dieci minuti?
F: si
C: allora guarda…lì adesso lui ti
aspetterà…
F: si…
C: c’è l’ingegner Tabacchiera,
con il direttore dei lavori del…dei chioschi lì…così vedete bene dove può
essere posizionato ‘sto chiosco
F: va bene
C: così cominciamo subito i
lavori
F: va bene, ti ringrazio tanto,
poi ti vengo a trovare
C: va bene, allora tra dieci
minuti tu stai lì più o meno?
F: si dieci minuti si…
C: Tabacchiera lo conosci tu?
F: uhm…
C: è uno coi baffi, ma tanto ti
conosce lui
F: ah, va bene
C: va bene…loro già stanno lì, ti
aspettano
F: grazie
|
23 giugno 2004, ore 10.39 in
entrata utenza
Claudio Saccotelli
(C) chiama Francesco Antonini (F)
C: chi è Franchino?
F: si
C: sono il direttore del
municipio
F: Aho
Buongiorno
C: Come stai? tutto
bene? No il Direttore no, il Presidente...
C: aho, Saccottelli!
C: Saccottelli in
persona... tutto bene?
F:- ahh
bello come stai?
C: io bene si…era una telefonata
di…de piacere e de informazioni perché
c’avevo sto numero e non ero sicuro che eri tu… ora per sicurezza l’ho
verificato e l’ho controllato…
F:- ehh…hai
fatto bene
|
“Dall’esame delle trascrizioni delle due intercettazioni traspaiono con evidenza, da una parte, modalità comportamentali proprie di un’usuale frequentazione del funzionario pubblico con gli associati e, dall’altra, la subordinazione del primo ai “desiderata” del suo interlocutore, che viene persino anticipato in ogni sua richiesta o desiderio; tale situazione, certamente inconsueta per come siamo abituati a vedere concretizzarsi l’abituale rapporto tra il cittadino ed un pubblico ufficio, appare frutto evidente del timore reverenziale ingenerato nel dipendente pubblico dal suo interlocutore in ragione dell’appartenenza di quest’ultimo ad una associazione di cui il primo conosce bene la temibilità per le ragioni che ha ampiamente illustrato (…) nelle sue dichiarazioni testimoniali... Alla luce quindi di una tale interpretazione non stupisce, ma ha una sua precisa giustificazione la condotta del Presidente della Circoscrizione XIII, in persona, che si preoccupa di telefonare per avvertire l’indagato, concessionario dello sfruttamento di un bene demaniale, che sul posto lo sta già aspettando un tecnico comunale per fornirgli utili indicazioni per decidere dove collocare e come costruire un chiosco in modo da iniziare immediatamente i lavori al fine di una pronta utilizzazione del manufatto”.
Non solo. Si trattava, in quel periodo, di gestire i chioschi bar disposti sul lungomare di Ostia che va da Piazza Scipione l’Africano al Porto turistico. Dalle indagini era emerso che tutte le concessioni ottenute da quei chioschi da parte della Circoscrizione XIII erano a firma proprio del presidente Claudio Saccotelli e che l'ex Direttore dell’ufficio tecnico della Circoscrizione XIII, il 5 febbraio 2000 aveva denunciato un’aggressione da lui subita all’interno degli Uffici comunali, riferendo che nella circostanza era stato colpito al volto tanto da dover ricorrere alle cure dei sanitari del locale ospedale. Dagli atti acquisiti presso il Commissariato di P.S. Ostia Lido, si era appurato che tale episodio era scaturito nell’ambito della vicenda relativa alle opere abusive costruite sul Lungomare Duca degli Abruzzi, altezza Piazzale Scipione l’Africano, che le autorità comunali avevano intenzione di demolire per far eseguire i lavori di ristrutturazione del Lungomare. L'ex direttore tecnico della Circoscrizione XIII non era stato con le mani in mano perché il 13 maggio 2002 aveva scritto al Prefetto, al Sindaco di Roma nonché alle Forze dell’Ordine locali, rappresentando che la ditta incaricata dei lavori di bonifica del Lungomare di Ostia Ponente aveva rinunciato all’incarico affidatole a causa di minacce ricevute.
Addirittura nelle intercettazioni compare anche la disputa sul ripascimento delle spiagge ad opera della pubblica amministrazione..
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| Veltroni, Orneli e Ileana Argentin (PD), delegata per le politiche dell'Handicap, nel 2003 a Ostia (spiaggia davanti alla ex colonia Vittorio Emanuele III) |
Conversazione tra Giovanni Galleoni (detto Baficchio) e Francesco Antonini (detto Franchino er Sorcanera). Entrambi sono stati uccisi nel 2011 presso via Forni. Il chiosco è quello presso il Porto turistico.
“me stanno a buttà fori… se stanno a magnà tutto… non me fanno un cazzo, non m’hanno messo la sabbia… poi fanno i cosi per i disabili a Franco (Faray Sulaiman, alias “franco l’iracheno”) e a tutti gli altri a me non me fanno un cazzo mo tocca vedè a settembre sti cazzi de lavori che me devono fa, hai capito? …e poi quanno gli rode il culo?...che fanno?... se a quel bastardo gli rode il culo?...schiaccia un dito e me fa da due botte e amo risolto il problema e il chiosco chi sa chi cazzo se lo piglia…?”
Nessuno ha fatto niente, tutto finito in una bolla di sapone, più di 10 anni fa. Solo nel 2013, dopo gli arresti dell'operazione Nuova Alba (26 luglio 2013, voluta dal nuovo procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone) si è riparlato di mafia ad Ostia. In sostanza, sono stati tirati fuori dai cassetti gli stessi nomi di 10 anni fa, arresti avvenuti a neanche un mese dall'elezione di Andrea Tassone (PD) come presidente del Municipio Roma X (poi condannato a 5 anni per Mafia Capitale). Un intreccio facile da sciogliere poi complicato dalle vicende di Mafia Capitale che hanno coinvolto il PD romano, lo stesso che per 10 anni, assieme alla sua consorteria, non aveva visto nulla ad Ostia.
7 aprile 2018
ALFONSO SABELLA CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI PER LE TORTURE DI GENOVA
Fu «tortura», perpetrata su donne e uomini inermi, costretti a restare in “posizioni vessatorie”, abbandonati e feriti in “pozze di piscio, vomito e sangue”.
Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha riconosciuto a 61 persone recluse nella caserma di Bolzaneto tra il 20 e il 22 luglio 2001, durante i giorni del G8 di Genova, il diritto ad essere risarcite dallo Stato italiano.
Quei giorni di Genova «hanno determinato un danno d’immagine che forse non ha pari nella storia della Repubblica».
A pagare 1 milione di euro è stato condannato il 6 aprile 2018 anche Alfonso Sabella, che nel 2001 era a Genova come capo dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), organo che gestisce la complessa macchina carceraria.
Sabella, con un recente e discutibile passato ad Ostia, ora Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) a Napoli, avrebbe dovuto controllare e vigilare per evitare abusi. Tanto più in una situazione così inusuale, con una caserma trasformata di fatto in carcere. Sabella, secondo i giudici, «era necessariamente consapevole delle violenze commesse», quelle fisiche e quelle psichiche su persone inermi, minacciate di morte e di stupro.
Nel conteggiare il risarcimento dovuto allo Stato la Corte dei Conti non ha però inserito, neppure per Sabella, il danno d’immagine. Quello, continueremo a pagarlo tutti, cittadini e istituzioni italiane.
Eppure l'allora procuratore regionale della Corte dei Conti della Liguria, Ermete Bogetti, chiese che (in totale) i 28 imputati dovessero rispondere della cifra complessiva di 12,4 milioni di euro, così suddivisa : 7,4 milioni di danno patrimoniale (ovvero i risarcimenti pagati dallo Stato alle 155 parti civili e di spese legali) e 5 per un danno all'immagine dell'amministrazione penitenziaria e dell'Italia.
Sabella, il cui comportamento fu definito «inadeguato e negligente», avrebbe dunque dovuto rispondere sia del danno patrimoniale (1.548.227,90 euro) che del danno d'immagine (2.160.946,28 euro). Pagherà solo 1 milione di euro.
Sconfortanti le parole di Bogetti: «In Italia abbiamo una legislazione talmente irragionevole che consente di punire come danno all’immagine della pubblica amministrazione il dipendente che va a pendere un caffè senza timbrare, mentre è impossibile farlo per fatti terribili e gravissimi come quelli del G8 di Genova»
Sconfortante anche il tentativo del PD di 'salvare' Sabella dalla condanna. Gentiloni aveva affidato il dossier Corte dei Conti al sottosegretario Maria Elena Boschi, che però ha finito per esporre il governo a una vera e propria figuraccia. Il 15 settembre 2017 dal cilindro della Boschi era nata infatti la nomina in Corte dei Conti di Sabella poi ritirata il 28 ottobre 2017 dopo lo scandalo mediatico generatosi.
Ora Sabella, grazie sempre alla regia del PD, è diventato protagonista della fiction televisiva "Il cacciatore" su Rai 2.
E le torture di Genova? E l'articolo 27 della Costituzione? Per questo magistrato non è prevista alcuna sanzione disciplinare?
Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha riconosciuto a 61 persone recluse nella caserma di Bolzaneto tra il 20 e il 22 luglio 2001, durante i giorni del G8 di Genova, il diritto ad essere risarcite dallo Stato italiano.
Quei giorni di Genova «hanno determinato un danno d’immagine che forse non ha pari nella storia della Repubblica».
A pagare 1 milione di euro è stato condannato il 6 aprile 2018 anche Alfonso Sabella, che nel 2001 era a Genova come capo dell'Ispettorato del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), organo che gestisce la complessa macchina carceraria.
Sabella, con un recente e discutibile passato ad Ostia, ora Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) a Napoli, avrebbe dovuto controllare e vigilare per evitare abusi. Tanto più in una situazione così inusuale, con una caserma trasformata di fatto in carcere. Sabella, secondo i giudici, «era necessariamente consapevole delle violenze commesse», quelle fisiche e quelle psichiche su persone inermi, minacciate di morte e di stupro.
Nel conteggiare il risarcimento dovuto allo Stato la Corte dei Conti non ha però inserito, neppure per Sabella, il danno d’immagine. Quello, continueremo a pagarlo tutti, cittadini e istituzioni italiane.
Eppure l'allora procuratore regionale della Corte dei Conti della Liguria, Ermete Bogetti, chiese che (in totale) i 28 imputati dovessero rispondere della cifra complessiva di 12,4 milioni di euro, così suddivisa : 7,4 milioni di danno patrimoniale (ovvero i risarcimenti pagati dallo Stato alle 155 parti civili e di spese legali) e 5 per un danno all'immagine dell'amministrazione penitenziaria e dell'Italia.
Sabella, il cui comportamento fu definito «inadeguato e negligente», avrebbe dunque dovuto rispondere sia del danno patrimoniale (1.548.227,90 euro) che del danno d'immagine (2.160.946,28 euro). Pagherà solo 1 milione di euro.
Sconfortanti le parole di Bogetti: «In Italia abbiamo una legislazione talmente irragionevole che consente di punire come danno all’immagine della pubblica amministrazione il dipendente che va a pendere un caffè senza timbrare, mentre è impossibile farlo per fatti terribili e gravissimi come quelli del G8 di Genova»
Sconfortante anche il tentativo del PD di 'salvare' Sabella dalla condanna. Gentiloni aveva affidato il dossier Corte dei Conti al sottosegretario Maria Elena Boschi, che però ha finito per esporre il governo a una vera e propria figuraccia. Il 15 settembre 2017 dal cilindro della Boschi era nata infatti la nomina in Corte dei Conti di Sabella poi ritirata il 28 ottobre 2017 dopo lo scandalo mediatico generatosi.
Ora Sabella, grazie sempre alla regia del PD, è diventato protagonista della fiction televisiva "Il cacciatore" su Rai 2.
E le torture di Genova? E l'articolo 27 della Costituzione? Per questo magistrato non è prevista alcuna sanzione disciplinare?
3 marzo 2018
ELEZIONI 2018: QUALI CONTROLLI AD OSTIA? TRE MESI FA I BLINDATI AI SEGGI OGGI NULLA
Il PD morirà da solo. Dopo aver rovinato Nuova Ostia (gli affari con Armellini e Romeo), dopo aver tollerato la criminalità (il pizzo pagato dalla sede PD di via Forni), la beffa della 'mafia'. Giornalisti scatenati contro il connubio Casapound-Spada (poi smentito dall'antimafia), la capocciata di Roberto Spada, l'imbarazzo di Minniti (PD) che porta a blindare i seggi con le forze dell'ordine. Tutto un teatrino per avvelenare il clima elettorale che ha portato alla scomparsa del PD su tutta Roma. Avveniva il 20 novembre 2017 per le elezioni del Municipio Roma X stravinte dal M5S. Tre mesi dopo, per le votazioni del Governo e Regione nessun controllo nessun proclama da parte di un PD sconfitto perchè corrotto e colluso. E dopo le elezioni si ricomincia con Mafia Capitale.
20 gennaio 2018
L'IMBARAZZANTE PD DI MATTARELLA E RENZI
ITALIA, RECORD MONDIALE. UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E UN CAPO DI GOVERNO HANNO FIRMATO UNA LEGGE ELETTORALE (ITALICUM) INCOSTITUZIONALE.
Legge 6 maggio 2015, n. 52
A firma di Sergio Mattarella. Bocciata dalla Corte Costituzionale. Abrogazione parziale 16 febbraio 2017, definitiva 12 novembre 2017.
Il soprannome Italicum è stato dato nel 2014 dall'allora segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, suo principale promotore (fino a fine gennaio 2015 con l'appoggio anche di Forza Italia di Silvio Berlusconi, con il quale aveva stretto il Patto del Nazareno).
Sergio Mattarella è stato anche Giudice della Corte Costituzionale (11 ottobre 2011 – 2 febbraio 2015). Poi è diventato Presidente della Repubblica il 3 febbraio 2015 con il consenso di Giorgio Napolitano (presidente uscente) e Matteo Renzi (capo del Governo). Mattarella è stato sia nella DC che nel PD.
Legge 6 maggio 2015, n. 52
A firma di Sergio Mattarella. Bocciata dalla Corte Costituzionale. Abrogazione parziale 16 febbraio 2017, definitiva 12 novembre 2017.
Il soprannome Italicum è stato dato nel 2014 dall'allora segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, suo principale promotore (fino a fine gennaio 2015 con l'appoggio anche di Forza Italia di Silvio Berlusconi, con il quale aveva stretto il Patto del Nazareno).
Sergio Mattarella è stato anche Giudice della Corte Costituzionale (11 ottobre 2011 – 2 febbraio 2015). Poi è diventato Presidente della Repubblica il 3 febbraio 2015 con il consenso di Giorgio Napolitano (presidente uscente) e Matteo Renzi (capo del Governo). Mattarella è stato sia nella DC che nel PD.
9 dicembre 2017
IL PD A OSTIA E' ABBREVIAZIONE DI "PATHOS DELUCIA"
Irrispettoso, patetico e imbarazzante l'intervento (1) del capogruppo PD del Municipio X (sono rimasti in 2) durante l'insediamento dell'assemblea neoeletta. Irrispettoso, perché Athos De Luca (di Siena, quella del Monte Paschi) strilla e inveisce in aula quasi a voler dettare la linea politica alla super eletta presidente Giuliana Di Pillo (M5S). Patetico, perché Athos De Luca (condannato a giugno 2017 a 8 mesi per danneggiamento) (2) a 71 anni suonati viene maltrattato in aula dal giovane Luca Marsella di Casapound (32 anni). Imbarazzante, perché Athos De Luca (che dovrebbe rappresentare il cambiamento del PD locale) parla di mafia a Ostia non conoscendo i fatti della sede PD di via Forni (3) e non prendendo le distanze dal discorso di Andrea Tassone (5 anni di condanna in Mafia Capitale) fatto in occasione del suo insediamento (da ascoltare fino in fondo!) (4). Ciò che è grave è che Andrea Casu (neo eletto segretario PD a Roma, voluto da Renzi e Orfini) ha sostenuto l'esibizione istrionica di Athos De Luca (5). Ricordiamo allora agli smemorati quale fu la posizione presa dal PD rispetto alle finte dimissioni di Tassone utilizzando le parole di Federica Angeli, di certo attendibili essendone diventata sui social la propria icona della legalità. Buon lavoro a Giuliana Di Pillo, alla maggioranza e all'opposizione. Il PD non sappiamo come classificarlo perché è contro tutti compresa la verità dei fatti.
L'ordinanza con cui Tassone venne arrestato (ai domiciliari) è datata 29 maggio 2015 ma, come di seguito riportato, è evidente che si riferisce al periodo in cui Tassone era ancora presidente del Municipio, dunque prima del 24 marzo 2015. In particolare, il 18 marzo 2015 il Sostituto Procuratore Giuseppe Cascini inviò alla Segreteria per gli adempimenti di competenza l'iscrizione nel registro per le notizie di reato di Andrea Tassone (capo 8). Nella stessa data, Pignatone chiese gli arresti di Tassone non domiciliari ma in carcere, in quanto ancora presidente. A Tassone venivano contestate "condotte corruttive poste in essere nel corso dell'anno 2014", proprio l'anno in cui il suo operato veniva difeso dal PD locale, da quello romano e da quello nazionale. Ecco un esempio:
18 dicembre 2014
TASSONE GODE DI PIENA FIDUCIA: "E' PULITO"
"... In ogni caso tu fidati solo della Procura. E ragiona: se ci fossero stata gravi indizi di colpevolezza contro Tassone, Pignatone lo avrebbe indagato. Non l'ha fatto. Perché Tassone è uno che la mafia la combatte davvero... e siccome io le carte le ho lette e la giudiziaria la faccio da venti anni so di cosa parlo. Andrea Tassone è pulito"
(https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/801068126618577)
31 gennaio 2015
TASSONE DIFENDE LA LEGALITA'
"... grazie a te per l onestà e la schiena dritta con cui porti avanti la battaglia sulla legalità in un territorio così difficile"
(https://www.facebook.com/photo.php?fbid=854405101288214&set=a.506856959376365.1073741828.100001561967387&type=1)
24 marzo 2015
TASSONE SI DIMETTE: "SI SAPEVA TUTTO. A VOLTE C'E' BISOGNO DI BLUFFARE PER STANARE IL MARCIO"
https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/854989217893134
https://twitter.com/fedeangeli/status/580423653797568513
http://ostia.romatoday.it/ostia-x-municipio-elezioni-2016.html
24 marzo 2015
LE DIMISSIONI DI TASSONE NON SONO PER FATTI GIUDIZIARI
"... (le dimissioni di Tassone sono) frutto di una valutazione politica e non legata a vicende giudiziarie"
(https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/855040884554634)
25 marzo 2015
A TASSONE NESSUN AVVISO DI GARANZIA
"... se mai dovesse arrivare a Tassone un avviso di garanzia..."
Tassone con Matteo Orfini, Stefano Esposito e Giuseppe Sesa annunciò le sue dimissioni proprio il 18 marzo 2015 a Roma presso la sede del Nazareno. Per 6 giorni il PD cercò di affiancare a Tassone una 'super giunta'. Livia Turco e Marco Causi diedero p.es. la propria disponibilità, Roberto Morassut no. Il 24 marzo Tassone confermò le dimissioni. Il 4 giugno 2015 venne arrestato (ai domiciliari) ma l'ordinanza firmata il 29 maggio ancora recitava che Tassone era presidente, come di seguito riportato in estratto:
TRIBUNALE DI ROMA - Ufficio VI GIP
ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURE CAUTELARI - artt. 272 e segg. c.p.p. -
Il Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Flavia Costantini, visti gli atti del procedimento penale procedimento penale N. 30546/10 R.G.N.R., nei confronti, tra gli altri, di:
44) Andrea Tassone, nato a Roma, il 10.10.1971, ivi residente, via Grotteria, n. 2;
CAPITOLO VII
LE RAGIONI CAUTELARI, L’ADEGUATEZZA E LA PROPORZIONALITÀ
"... Il pericolo concreto ed attuale di reiterazione di analoghe condotte, nei confronti dei tre indagati, deriva dalla gravità delle specifiche modalità con le quali sono stati posti in essere i fatti criminosi in esame e dalle funzioni da loro attualmente svolte: nonostante la loro incensuratezza, si deve considerare che TASSONE continua a esercitare il proprio ruolo di pubblico amministratore..."
APPLICA
la misura cautelare degli arresti domiciliari presso il luogo di loro residenza o in domicilio indicato al momento dell’esecuzione e ritenuto idoneo, nei confronti di::
22) Andrea TASSONE, nato a Roma, il 10.10.1971, ivi residente, via Grotteria, n. 2 (capo 8);
MANDA
alla Cancelleria per quanto di competenza ed affinché il presente provvedimento sia trasmesso al pubblico ministero per l’esecuzione.
Roma, 29 maggio 2015
Il Giudice per le Indagini Preliminari - dott.ssa Flavia Costantini
(1) https://www.facebook.com/MunicipioRomaXOfficialPage/videos/640352526353415/ (la mozione di De Luca è stata respinta)
(2) http://schiavoneandrea.blogspot.it/2017/09/il-pd-di-ostia-peggio-delluomo.html
(3) http://schiavoneandrea.blogspot.it/2017/11/nuova-ostia-via-forni-la-ex-sede-del-pd.html
(4) https://www.youtube.com/watch?v=dRT30m7bSmM
(5) https://twitter.com/andcasu/status/938805352774152194
P.S. - Molti post sono stati cancellati da Federica Angeli ma sono comunque stati salvati, referenziati e inviati alle autorità competenti.
L'ordinanza con cui Tassone venne arrestato (ai domiciliari) è datata 29 maggio 2015 ma, come di seguito riportato, è evidente che si riferisce al periodo in cui Tassone era ancora presidente del Municipio, dunque prima del 24 marzo 2015. In particolare, il 18 marzo 2015 il Sostituto Procuratore Giuseppe Cascini inviò alla Segreteria per gli adempimenti di competenza l'iscrizione nel registro per le notizie di reato di Andrea Tassone (capo 8). Nella stessa data, Pignatone chiese gli arresti di Tassone non domiciliari ma in carcere, in quanto ancora presidente. A Tassone venivano contestate "condotte corruttive poste in essere nel corso dell'anno 2014", proprio l'anno in cui il suo operato veniva difeso dal PD locale, da quello romano e da quello nazionale. Ecco un esempio:
18 dicembre 2014
TASSONE GODE DI PIENA FIDUCIA: "E' PULITO"
"... In ogni caso tu fidati solo della Procura. E ragiona: se ci fossero stata gravi indizi di colpevolezza contro Tassone, Pignatone lo avrebbe indagato. Non l'ha fatto. Perché Tassone è uno che la mafia la combatte davvero... e siccome io le carte le ho lette e la giudiziaria la faccio da venti anni so di cosa parlo. Andrea Tassone è pulito"
(https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/801068126618577)
31 gennaio 2015
TASSONE DIFENDE LA LEGALITA'
"... grazie a te per l onestà e la schiena dritta con cui porti avanti la battaglia sulla legalità in un territorio così difficile"
(https://www.facebook.com/photo.php?fbid=854405101288214&set=a.506856959376365.1073741828.100001561967387&type=1)
24 marzo 2015
TASSONE SI DIMETTE: "SI SAPEVA TUTTO. A VOLTE C'E' BISOGNO DI BLUFFARE PER STANARE IL MARCIO"
https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/854989217893134
https://twitter.com/fedeangeli/status/580423653797568513
http://ostia.romatoday.it/ostia-x-municipio-elezioni-2016.html
24 marzo 2015
LE DIMISSIONI DI TASSONE NON SONO PER FATTI GIUDIZIARI
"... (le dimissioni di Tassone sono) frutto di una valutazione politica e non legata a vicende giudiziarie"
(https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/855040884554634)
25 marzo 2015
A TASSONE NESSUN AVVISO DI GARANZIA
"... se mai dovesse arrivare a Tassone un avviso di garanzia..."
Tassone con Matteo Orfini, Stefano Esposito e Giuseppe Sesa annunciò le sue dimissioni proprio il 18 marzo 2015 a Roma presso la sede del Nazareno. Per 6 giorni il PD cercò di affiancare a Tassone una 'super giunta'. Livia Turco e Marco Causi diedero p.es. la propria disponibilità, Roberto Morassut no. Il 24 marzo Tassone confermò le dimissioni. Il 4 giugno 2015 venne arrestato (ai domiciliari) ma l'ordinanza firmata il 29 maggio ancora recitava che Tassone era presidente, come di seguito riportato in estratto:
30546/10 R.G. Mod. 21
17508/11 RG GIPTRIBUNALE DI ROMA - Ufficio VI GIP
ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURE CAUTELARI - artt. 272 e segg. c.p.p. -
Il Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Flavia Costantini, visti gli atti del procedimento penale procedimento penale N. 30546/10 R.G.N.R., nei confronti, tra gli altri, di:
44) Andrea Tassone, nato a Roma, il 10.10.1971, ivi residente, via Grotteria, n. 2;
CAPITOLO VII
LE RAGIONI CAUTELARI, L’ADEGUATEZZA E LA PROPORZIONALITÀ
"... Il pericolo concreto ed attuale di reiterazione di analoghe condotte, nei confronti dei tre indagati, deriva dalla gravità delle specifiche modalità con le quali sono stati posti in essere i fatti criminosi in esame e dalle funzioni da loro attualmente svolte: nonostante la loro incensuratezza, si deve considerare che TASSONE continua a esercitare il proprio ruolo di pubblico amministratore..."
APPLICA
la misura cautelare degli arresti domiciliari presso il luogo di loro residenza o in domicilio indicato al momento dell’esecuzione e ritenuto idoneo, nei confronti di::
22) Andrea TASSONE, nato a Roma, il 10.10.1971, ivi residente, via Grotteria, n. 2 (capo 8);
MANDA
alla Cancelleria per quanto di competenza ed affinché il presente provvedimento sia trasmesso al pubblico ministero per l’esecuzione.
Roma, 29 maggio 2015
Il Giudice per le Indagini Preliminari - dott.ssa Flavia Costantini
(1) https://www.facebook.com/MunicipioRomaXOfficialPage/videos/640352526353415/ (la mozione di De Luca è stata respinta)
(2) http://schiavoneandrea.blogspot.it/2017/09/il-pd-di-ostia-peggio-delluomo.html
(3) http://schiavoneandrea.blogspot.it/2017/11/nuova-ostia-via-forni-la-ex-sede-del-pd.html
(4) https://www.youtube.com/watch?v=dRT30m7bSmM
(5) https://twitter.com/andcasu/status/938805352774152194
P.S. - Molti post sono stati cancellati da Federica Angeli ma sono comunque stati salvati, referenziati e inviati alle autorità competenti.
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