7 luglio 2018

ATTACCO DI REPUBBLICA ALLA LEGA DI SALVINI

Il principale accusatore della Lega (per i famosi 49 milioni da restituire) è il neonato Gruppo Editoriale GEDI Spa (la scatoletta che controlla Espresso, Repubblica, La Stampa e il Secolo) soggetta all'attività di direzione e coordinamento di CIR Spa, a sua volta controllata dalla COFIDE Spa, holding finanziaria che fa capo ai tre figli di Carlo De Benedetti: Rodolfo, Marco ed Edoardo. Spieghiamo perchè e chiariamo da che pulpito arriva la predica.

IL CASO LEGA/PD SULL'APPROPRIAZIONE INDEBITA DEI RIMBORSI ELETTORALI
Il procedimento riguarda i rimborsi elettorali ricevuti dalla Lega (che allora si chiamava Lega Nord) tra il 2008 e il 2010, utilizzati per spese personali. Lo scandalo era nato a marzo del 2012, quando Belsito (Tesoriere della Lega Nord) venne indagato per la sua gestione dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito, trasferiti in alcuni casi all’estero dove erano stati investiti in varie attività, tra cui l’acquisto di diamanti. La vicenda aveva portato alle dimissioni di Bossi dalla carica di segretario e alla sua condanna a 2 anni e 6 mesi (rieletto senatore il 4 marzo 2018 nel collegio di Varese). Francesco Belsito, era stato condannato a 4 anni e 10 mesi, sempre in primo grado.
La questione è analoga a quanto contestato a Luigi Lusi il 30 gennaio 2012, senatore indagato per aver sottratto parte dei rimborsi elettorali (25 milioni dal 2007 al 2011) in virtù del suo incarico di Tesoriere della Margherita, creando una contabilità parallela. Lusi, anche lui espulso, ha dichiarato che eseguiva gli 'ordini' tra cui quello dell'allora Presidente della Margherita Francesco Rutelli che gli avrebbe chiesto 120.000 euro da versare in favore di Matteo Renzi, all'epoca Sindaco di Firenze. La segretaria del tesoriere della Margheria, Francesca Fiore, ha confermato le importanti elargizioni a diversi esponenti, tra cui: Rutelli, Franceschini, Gentiloni, Letta, Bindi. Lusi è stato condannato in via definitiva a 7 anni e tutto è finito li. Anzi è stato condannato per calunnia nei confronti di Rutelli. L'avvocato di Rutelli era Alessandro Diddi, lo stesso di Salvatore Buzzi in Mafia Capitale.
Per Lega e Margherita/PD il periodo e l'accusa sono gli stessi. Solo che durante i governi Letta, Renzi, Gentiloni o con la Bindi all'antimafia (!) i giornali di sinistra tacquero e mai la Procura ha chiesto di recuperare dalle casse del PD i soldi dei rimborsi. Se è vero che la Margherita non è il PD non si capisce perchè la Lega di Salvini debba essere quella di Bossi. In ogni caso nessuno ha richiesto al PD i soldi ma tutti hanno atteso 5 anni per la condanna definitiva di Lusi. I beni provenienti dalla liquidazione della Margherita sono stati valutati pari a 6,5 milioni di euro e devoluti al Ministero delle Economia e delle Finanze, compresa la villa di Lusi in Canada, la villa in via Monserrato a Roma, la tenuta seicentesca a Genzano della 'Immobiliare Paradiso'. Alla Lega viene contestato l'uso improprio di tutti i 49 milioni dei rimborsi anche se sono contestati solo quelli di Belsito e Bossi e anche se ne sono stati recuperati già 3,5. Insomma due modalità differenti. Tra le altre cose, quanti beni della Margherita sono confluiti nel PD evitandone la confisca?

GLI STRILLI DEI GIORNALISTI DI REPUBBLICA CONTRO SALVINI
Repubblica si ritiene in modalità imbarazzante una testata che è da sempre 'presidio democratico' dell'informazione nel nostro Paese.
Carlo De Benedetti, tessera numero uno del PD e finanziatore di Repubblica (quando ancora dentro l'ex Gruppi Espresso), è stato estromesso di recente dai figli nel controllo della potenza di fuoco mediatico a disposizione del PD (nascita del Gruppo GEDI). Carlo De Benedetti, dopo la guerra di Segrate (1988), si spartì i pezzi della Mondadori con Berlusconi. Salvò il Gruppo Espresso dal fallimento, ma non regalò 80 miliardi di lire a Eugenio Scalfari perchè con quel denaro, più altri 360 miliardi andati a Carlo Caracciolo e ai soci storici, De Benedetti mise assieme un impero editoriale che comprendeva Mondadori, Espresso, Repubblica e diversi quotidiani locali.
Carlo De Benedetti ha lasciato della sua gestione molti guai.
Condannato per evasione fiscale, deve ringraziare Monica Mondardini (amministratore delegato della Cir) che a settembre 2017 ha patteggiato la pena con il pagamento di 175,3 milioni: un notevole sconto sulla condanna di 388,6 milioni. Insomma proprio una di quelle leggi che i giornalisti di GEDI (soprattutto di Repubblica) hanno combattuto per anni considerandole un incentivo all'evasione.
Sono gli stessi giornalisti che nulla dicono dell'altra tegola caduta sulla gestione Carlo De Benedetti e cioè quella girandola di fusioni (ultima delle quali con La Stampa) che ha portato a creare GEDI. Le variazioni di perimetro, secondo l' accusa, venivano sfruttate per cambiare anche i ruoli dei dirigenti. Circa 200 sono stati incentivati a scendere di un gradino per diventare quadro e talvolta anche poligrafico. In questa maniera potevano andare in cassa integrazione e poi essere prepensionati a spese dell'Inps. Si, quello presieduto da Tito Boeri (imposto da Renzi) che non si è accorto del danno all'ente per circa 30 milioni. Ricordiamo che Tito Boeri è stato direttore scientifico della Fondazione Rodolfo De Benedetti fino al 28 marzo 2015 quando fu chiamato da Renzi a guidare l'INPS.

CONCLUSIONI
Per nascondere tutto questo schifo di marca PD (ancora in essere) a Repubblica serve distogliere l'attenzione attaccando in nome e per conto del PD i guai della Lega, identici a quelli sottaciuti della Margherita. Due piccioni con una fava. Anche perchè nel frattempo l'Unità è fallita e la Lega è al Governo.

Nessun commento:

Posta un commento