Auguri, Auguri, Auguri, nel segno del miglior ottimismo, a titolo personale e delle associazioni che rappresento. Basterebbe questa frase, a reti unificate, ma qualche riflessione mi scappa.
Amministrare municipi, città o Regioni, governare uno Stato non significa comandare. Intollerabili i politici (eletti e nominati) che comunicano con twitter ma non incontrano i cittadini, schifoso un governo delle false promesse che sotto Natale partorisce condoni edilizi per i balneari, da cacciare un PD romano che decide proroghe per consentire maggior cemento a Roma ma senza servizi.
Abbiamo lo scandalo di una trattativa stato-mafia che coinvolge Napolitano e dobbiamo credere che in basso, molto ma molto più in basso, non sia mai accaduto nulla?
E' iniziato il processo di mafia a Roma, per 416-bis, ma mancano tra gli indagati i politici e gli imprenditori, che si dichiarano le vittime di un sistema che invece loro stessi hanno creato: un processo che si scioglierà come neve al sole parlando di sola criminalità. Chi ha voluto la bicicletta come Marino, chi si è preso la responsabilità di questo Paese, non pianga: sapeva cosa veniva a fare, produca fatti non chiacchiere, pedali. Non ci da alcuna garanzia che la faccia di un puttaniere sia stata sostituita con quella di un Dottor Balanzone, prodigo di inutili insegnamenti e di consigli inappropriati, ma sempre legato a Gianni Letta, sempre con la massoneria e le lobby alle spalle. Quale rilancio dell'economia se i nuovi posti e contratti di lavoro rasentano forme di schiavitù?
Se manca la partecipazione tutto questo non cambierà mai e l'esempio è lo scivolone di questo Municipio che chiude l'aula consiliare ai cittadini ma apre le casse pubbliche per finanziare le feste di Capodanno agli amici. Illetterati che spacciano per cultura la logica del compromesso.
Gli ultimi Auguri per il 2014 li riservo a chi finge che queste cose la gente non le abbia ancora capite perché per loro saranno tempi duri se continueranno su questa strada.
24 dicembre 2013
17 dicembre 2013
SPIAGGE NATALIZIE E PD SCHIFOSO
Buon Natale e serene festività. Soprattutto ai balneari che hanno trovato un bel regalo sotto l'albero del PD. Dove sono finiti tutti gli strillatori del centro sinistra che urlavano "no alla vendita delle spiagge", "no alla casta dei balneari"?
SANATORIA PER GLI STABILIMENTI BALNEARI, LEGGE DI STABILITA'.
Il deputato del Pd Mainio Marchi ha presentato un emendamento che prevede una sanatoria dei contenziosi sui canoni di affitto degli stabilimenti balneari. I procedimenti giudiziari pendenti possono essere così risolti pagando in un'unica soluzione il 30% delle somme dovute oppure il 70% con una rateizzazione in nove anni.
L'imbroglio elettorale sta anche nel sostenere delle idee e poi fare esattamente il contrario una volta raggiunta la poltrona. Io addirittura ho ritirato la mia candidatura in campagna elettorale (Lista Marino) per lo schifo compiuto da PD e SeL nel Municipio X di Roma 'Capitale' (della vergogna) già in fase di votazione. Chi ha votato PD, Lista Marino o altri partiti della coalizione del centrosinistra non fa schifo. Fa schifo chi si è seduto sulle poltrone e oggi non fa quanto promesso, a partire dagli eletti a Ostia, tutti contro i balneari poi tutti a favore dei balneari. Fa schifo anche un'opposizione che non fa l'opposizione. E non mi permetto di dire che fanno schifo quelli che hanno votato a centrodestra. Gli elettori sono sacri, gli eletti fanno schifo, gli imprenditori (anche i balneari) fanno il loro lavoro e fino a quando troveranno una classe politica e partiti schifosi che non curano il bene della collettività, avranno sempre i loro vantaggi.
Auguri. Nel 2014, ne avremo bisogno.
SANATORIA PER GLI STABILIMENTI BALNEARI, LEGGE DI STABILITA'.
Il deputato del Pd Mainio Marchi ha presentato un emendamento che prevede una sanatoria dei contenziosi sui canoni di affitto degli stabilimenti balneari. I procedimenti giudiziari pendenti possono essere così risolti pagando in un'unica soluzione il 30% delle somme dovute oppure il 70% con una rateizzazione in nove anni.
L'imbroglio elettorale sta anche nel sostenere delle idee e poi fare esattamente il contrario una volta raggiunta la poltrona. Io addirittura ho ritirato la mia candidatura in campagna elettorale (Lista Marino) per lo schifo compiuto da PD e SeL nel Municipio X di Roma 'Capitale' (della vergogna) già in fase di votazione. Chi ha votato PD, Lista Marino o altri partiti della coalizione del centrosinistra non fa schifo. Fa schifo chi si è seduto sulle poltrone e oggi non fa quanto promesso, a partire dagli eletti a Ostia, tutti contro i balneari poi tutti a favore dei balneari. Fa schifo anche un'opposizione che non fa l'opposizione. E non mi permetto di dire che fanno schifo quelli che hanno votato a centrodestra. Gli elettori sono sacri, gli eletti fanno schifo, gli imprenditori (anche i balneari) fanno il loro lavoro e fino a quando troveranno una classe politica e partiti schifosi che non curano il bene della collettività, avranno sempre i loro vantaggi.
Auguri. Nel 2014, ne avremo bisogno.
10 dicembre 2013
MUNICIPIO X: LA SCUFFIA DEL VECCHISSIMO E INUTILE PD
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| (grafica de Il Messaggero del 10/12/2013) |
Una nota. Il 25 novembre 2012 alle primarie qui da noi si presentarono 10mila elettori, un anno dopo sono 8mila: il 20% in meno (bisognerebbe vedere però la percentuale in aumento degli extra-comunitari...). Axa e Casalpalocco contarono 1.800 elettori, quest'anno 1.500: ottimo lavoro.
Un'altra nota. SeL qui da noi ha fatto la guerra a Renzi: complimenti, seguitate così. In fondo, Vendola prima o poi salterà sul carro per cui quanto detto un anno fa dall'ancora oggi coordinatore SeL locale diventerà imbarazzante: "L’obiettivo è per ora quello indicato da Vendola: non far vincere Renzi, il quale non appare in grado di garantire sufficientemente le istanze da noi proposte". Ma si sa: la politica è artistica.
Una terza nota: anche chi una volta faceva la giornalista, poi è entrata nelle grazie del patròn del porto, poi in quelle del generale Tazzone (carissimo amico del patròn del porto), tifava Cuperlo. La Famiglia non va mai tradita, mai.
29 novembre 2013
GREEN GPII
070 veloce ma non puoi timbrare il biglietto. Metro B con suonatore di valzer e sirtaki interrotto da giovane mamma tzigana che chiede pane e latte. Termini tappezzata da Vodafone ma se non esci prende solo Tre. Colazione al bar con battute romane. "Io poveretta dare cappuccino" "Ahó daje quarcosa a questa che è madre de tre fiji orfani". Altra. "Mi da un caffè e un goccio d'acqua?" "Caffè ok, ar bagno già ce só stato" e risata sguaiata. La gente non parla di Berlusconi ma la stazione è tappezzata di cartelloni contro il "femminicidio" (ma nessuno aiuta le donne anziane che chiedono elemosina). I bus dell'ATAC sono tappezzati dal PD: 'si vota l'8 dicembre' (e con i tuoi 2 euro se ne vanno a cena). 714 con cartello capovolto, jumbo-bus (11) in retromarcia, statua di Giovanni Paolo II diventata verde con il cartello che spiega ai turisti cosa sia: 'Conversazioni'. Manca solo Arfio Marchini: 'Termini Terminator, Roma ti amo'.
p.s. - a Termini ci sono più napoletani che giapponesi, sul treno pure.
p.s. - a Termini ci sono più napoletani che giapponesi, sul treno pure.
2 agosto 2013
OSTIA E LA MALAVITA: UN ARTICOLO 'SCOMPARSO' DI REPUBBLICA
C'è un articolo di Repubblica del 28 luglio 2013 (pag.V della Cronaca di Roma) introvabile in formato elettronico su internet. Neppure nelle rassegne stampa. Il testo è molto pesante e lo riportiamo per intero, senza commenti.
L'EMERGENZA CRIMINALITÀ
Il retroscena
I business e le coperture dei clan quell'indagine bloccata 10 anni fa. Avevano scoperto la cupola ma i detective furono rimossi.
UN DÉJÀ vu. La parola fine alla mafia di Ostia poteva essere scritta 10 anni fa. Perché quei nomi e cognomi eccellenti della malavita, quei traffici di droga e quei giri di armi, quell'impero economico su cui stavano mettendo le mani i clan (e che venerdì sono stati sequestrati, si tratta di ristoranti, panetterie e stabilimenti), e che oggi compaiono nell'ordinanza per 416 bis, erano sotto la lente di un pool di investigatori a cui qualcuno recise le ali. Piero Fierro, agente pluridecorato della polizia di frontiera e Gaetano Pascale, eccellente investigatore della Narcotici alla Mobile, insieme ad altri cinque colleghi erano a un passo dalla verità. Ma qualcuno decise di stroncare la loro carriera, di metterli fuori dai giochi. E oggi i sette poliziotti sono in pensione, con cause per mobbing ancora aperte (seguite dall'avvocato Floriana De Donno) e procedimenti penali che li hanno trascinati da un giorno all'altro nella bufera, archiviati. Tutto cominciò all'indomani dell’omicidio Frau: era il 2002. Meglio, tre mesi prima dell’esecuzione dell’uomo, un calibro da novanta nella Banda della Magliana. Si era creato uno squilibrio nel narcotraffico a Ostia. Così partì l’operazione Maya, nata dalla scomparsa, per un fatto di lupara bianca, di Santo Caldarella, detto «u monaco» personaggio di spessore nella mala, imparentato con la famiglia Triassi. Lui fece affari su Ostia per conto dei Cuntrera- Caruana, gente i cui mandati di cattura sono firmati da Giovanni Falcone. In quegli anni a gestire il traffico di stupefacenti, esattamente come oggi, erano i clan Triassi-Fasciani, il vertice della cupola era Caldarella. Tra i suoi luogotenenti sul territorio c’era Paolo Frau, ammanicato con gente potente, come l’imprenditore Balini, e in stretto contatto con pregiudicati che da Ostia si erano trasferiti in Sudamerica. La squadra della Polaria, che lavorava in tandem con la sezione narcotici della Mobile, chiese di intercettare una serie di personaggi, tra cui appunto Frau. La mattina dell’omicidio il gip Blaiotta, per insufficienza di prove, rispose picche alla richiesta. Dopo l’esecuzione, avvenuta nel tardo pomeriggio, arrivò invece l’ok. Peccato che il soggetto da monitorare fosse già passato all’altro mondo. Il pool di investigatori non si perse d’animo e scoprì che la prima telefonata fatta dalla moglie di Frau era diretta a un pregiudicato in Costa Rica, Luigi Vit (citato nell'ordinanza del gip D’Alessandro, con tutti i dettagli scoperti proprio in quegli anni dalla squadra oggi in pensione). La magistratura accordò il permesso di andare in Costa Rica e Brasile: c’erano diversi pluripregiudicati di Ostia trapiantati lì. C’era Igor Simmi, considerato uno dei terminali in Costa Rica della droga che arrivava a Ostia e appunto il Vit che attualmente è ancora latitante. Ai superiori gerarchici dei poliziotti di Polaria e Mobile venne presentata un’informativa di 100 pagine in cui si spiegava tutta la filiera di società intestate a prestanome attraverso cui si riciclavano i soldi provento del narcotraffico. Ma qualche giorno prima della partenza, siamo a settembre del 2003, arrivò un esposto anonimo. L’esposto sosteneva che chi stava indagando su Ostia aveva sottratto alla polizia soldi per trasferte e straordinari notturni. Risultato: seduta stante i sette investigatori vennero sollevati dal'’indagine. Nessuno mai indagò su chi aveva mandato quella lettera. Mai. Le indagini erano concentrate sull'operato della squadra. Indagini che nel 2007 si conclusero con un nulla di fatto: nessuno di loro aveva mai toccato una lira. Ma nel frattempo il Viminale, per stare sicuro, li ha messi alla porta. E per dieci anni nessuno ha toccato Ostia e i suoi traffici mafiosi. La domanda allora è: perché qualcuno mise il bavaglio a quell'inchiesta? Alla luce dei risultati di oggi, a chi ha fatto veramente comodo voltarsi dall'altra parte? (federica angeli)
L'EMERGENZA CRIMINALITÀ
Il retroscena
I business e le coperture dei clan quell'indagine bloccata 10 anni fa. Avevano scoperto la cupola ma i detective furono rimossi.
UN DÉJÀ vu. La parola fine alla mafia di Ostia poteva essere scritta 10 anni fa. Perché quei nomi e cognomi eccellenti della malavita, quei traffici di droga e quei giri di armi, quell'impero economico su cui stavano mettendo le mani i clan (e che venerdì sono stati sequestrati, si tratta di ristoranti, panetterie e stabilimenti), e che oggi compaiono nell'ordinanza per 416 bis, erano sotto la lente di un pool di investigatori a cui qualcuno recise le ali. Piero Fierro, agente pluridecorato della polizia di frontiera e Gaetano Pascale, eccellente investigatore della Narcotici alla Mobile, insieme ad altri cinque colleghi erano a un passo dalla verità. Ma qualcuno decise di stroncare la loro carriera, di metterli fuori dai giochi. E oggi i sette poliziotti sono in pensione, con cause per mobbing ancora aperte (seguite dall'avvocato Floriana De Donno) e procedimenti penali che li hanno trascinati da un giorno all'altro nella bufera, archiviati. Tutto cominciò all'indomani dell’omicidio Frau: era il 2002. Meglio, tre mesi prima dell’esecuzione dell’uomo, un calibro da novanta nella Banda della Magliana. Si era creato uno squilibrio nel narcotraffico a Ostia. Così partì l’operazione Maya, nata dalla scomparsa, per un fatto di lupara bianca, di Santo Caldarella, detto «u monaco» personaggio di spessore nella mala, imparentato con la famiglia Triassi. Lui fece affari su Ostia per conto dei Cuntrera- Caruana, gente i cui mandati di cattura sono firmati da Giovanni Falcone. In quegli anni a gestire il traffico di stupefacenti, esattamente come oggi, erano i clan Triassi-Fasciani, il vertice della cupola era Caldarella. Tra i suoi luogotenenti sul territorio c’era Paolo Frau, ammanicato con gente potente, come l’imprenditore Balini, e in stretto contatto con pregiudicati che da Ostia si erano trasferiti in Sudamerica. La squadra della Polaria, che lavorava in tandem con la sezione narcotici della Mobile, chiese di intercettare una serie di personaggi, tra cui appunto Frau. La mattina dell’omicidio il gip Blaiotta, per insufficienza di prove, rispose picche alla richiesta. Dopo l’esecuzione, avvenuta nel tardo pomeriggio, arrivò invece l’ok. Peccato che il soggetto da monitorare fosse già passato all’altro mondo. Il pool di investigatori non si perse d’animo e scoprì che la prima telefonata fatta dalla moglie di Frau era diretta a un pregiudicato in Costa Rica, Luigi Vit (citato nell'ordinanza del gip D’Alessandro, con tutti i dettagli scoperti proprio in quegli anni dalla squadra oggi in pensione). La magistratura accordò il permesso di andare in Costa Rica e Brasile: c’erano diversi pluripregiudicati di Ostia trapiantati lì. C’era Igor Simmi, considerato uno dei terminali in Costa Rica della droga che arrivava a Ostia e appunto il Vit che attualmente è ancora latitante. Ai superiori gerarchici dei poliziotti di Polaria e Mobile venne presentata un’informativa di 100 pagine in cui si spiegava tutta la filiera di società intestate a prestanome attraverso cui si riciclavano i soldi provento del narcotraffico. Ma qualche giorno prima della partenza, siamo a settembre del 2003, arrivò un esposto anonimo. L’esposto sosteneva che chi stava indagando su Ostia aveva sottratto alla polizia soldi per trasferte e straordinari notturni. Risultato: seduta stante i sette investigatori vennero sollevati dal'’indagine. Nessuno mai indagò su chi aveva mandato quella lettera. Mai. Le indagini erano concentrate sull'operato della squadra. Indagini che nel 2007 si conclusero con un nulla di fatto: nessuno di loro aveva mai toccato una lira. Ma nel frattempo il Viminale, per stare sicuro, li ha messi alla porta. E per dieci anni nessuno ha toccato Ostia e i suoi traffici mafiosi. La domanda allora è: perché qualcuno mise il bavaglio a quell'inchiesta? Alla luce dei risultati di oggi, a chi ha fatto veramente comodo voltarsi dall'altra parte? (federica angeli)
28 luglio 2013
OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': ANCHE IL X MUNICIPIO CHIEDE CHIAREZZA A MARINO SU BALINI
Siamo molto soddisfatti di leggere dalle pagine di Repubblica (1) che oggi l'attuale X Municipio ha chiesto chiarezza a Marino sul ruolo svolto da Mauro Balini, direttore del Porto Turistico di Ostia, all'interno delle indagini sulla 'mafia delle spiagge'. Proprio ieri avevamo inviato un fax al Sindaco di Roma (2) chiedendo di chiarire la posizione del direttore dei lavori del porto, Paolo Solvi, dentro la Lista Civica Marino, essendo da anni Solvi intimo amico di Balini e quest'ultimo "in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi". Siamo certi che quanto prima, in nome della trasparenza dovuta alle migliaia di elettori che hanno votato Andrea Tassone presidente del X Municipio, saranno fornite tutte le risposte, compresa quella su eventuali finanziamenti dello stesso Balini per la recente campagna elettorale del PD. (nella foto: Mauro Balini)
(1) Repubblica: “Ostia, un Eldorado nelle loro mani dietro le quinte gli affari con la mafia”
(2) OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': MARINO FACCIA CHIAREZZA SU BALINI
(1) Repubblica: “Ostia, un Eldorado nelle loro mani dietro le quinte gli affari con la mafia”
(2) OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': MARINO FACCIA CHIAREZZA SU BALINI
27 luglio 2013
OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': MARINO FACCIA CHIAREZZA SU BALINI
Fax inviato al Sindaco di Roma per chiarimenti su eventuali legami della giunta dell'attuale X Municipio nonché della Lista Civica Marino con Mauro Balini in attesa dello svolgimento delle indagini in corso sulla cosiddetta ‘mafia delle spiagge’.
Dal quotidiano Il Fatto:
“Sin dalle prime conversazioni registrate sull’utenza del Balini – scrive il Gip nell’ordinanza dell’operazione “Nuova Alba” – è stato possibile avere conferma dell’esistenza di un ambiente economico-finanziario inquietante, all’interno del quale agivano appartenenti alla criminalità organizzata interessati ai rilevanti movimenti di capitali e ai grossi investimenti che si stavano realizzando nel territorio di Ostia Lido. Ed e’ apparso evidente che il Presidente Balini fosse in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Non solo. Durante l’inchiesta la polizia scopre che il presidente del porto sta mantenendo la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano.
Il testo:
Dal quotidiano Il Fatto:
“Sin dalle prime conversazioni registrate sull’utenza del Balini – scrive il Gip nell’ordinanza dell’operazione “Nuova Alba” – è stato possibile avere conferma dell’esistenza di un ambiente economico-finanziario inquietante, all’interno del quale agivano appartenenti alla criminalità organizzata interessati ai rilevanti movimenti di capitali e ai grossi investimenti che si stavano realizzando nel territorio di Ostia Lido. Ed e’ apparso evidente che il Presidente Balini fosse in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Non solo. Durante l’inchiesta la polizia scopre che il presidente del porto sta mantenendo la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano.
Il testo:
Roma, 27 luglio 2013
Gentilissimo Sindaco Ignazio Marino,
con riferimento alla notizia oggi riportata dal quotidiano Il Fatto: <“Sin dalle prime conversazioni registrate sull’utenza del Balini – scrive il Gip nell’ordinanza dell’operazione “Nuova Alba” – è stato possibile avere conferma dell’esistenza di un ambiente economico-finanziario inquietante, all’interno del quale agivano appartenenti alla criminalità organizzata interessati ai rilevanti movimenti di capitali e ai grossi investimenti che si stavano realizzando nel territorio di Ostia Lido. Ed è apparso evidente che il Presidente Balini fosse in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Non solo. Durante l’inchiesta la polizia scopre che il presidente del porto sta mantenendo la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano.>
www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/27/ostia-business-di-cosa-nostra-e-circuito-degli-affari-presentabili/668870/
PREMESSO
- che durante la recente campagna elettorale era voce diffusa ad Ostia che parte dei costi sostenuti dal PD locale e dal "Comitato per Andrea Tassone Presidente del X (ex XIII) Municipio" sarebbero stati finanziati da Mauro Balini o da società a lui collegate;
- che Paolo Solvi, nato a Roma il 02/05/1946, è stato rappresentante di lista della Lista Civica Marino presso il seggio centrale elettorale di via dell'Arcadia assieme ad Andrea Storri, segretario PD dell'attuale X Municipio e anche coordinatore del "Comitato per Andrea Tassone Presidente del X (ex XIII) Municipio";
- che Paolo Solvi (ex Margherita, amico di Mauro Balini), è stato assessore municipale ai Lavori Pubblici dell'ex-XIII Municipio (ora X), dal 2006 al 2008 durante la Presidenza di Paolo Orneli (PD) ed ancora risulta direttore dei lavori del Porto di Ostia;
- che la nomina di Paolo Solvi, fatta da Andrea Tassone, era nota a Giovanni Cioffarelli e Roberto Bonuglia, che avevano potere di firma per la Lista Civica Marino a delegare i rappresentanti di lista;
- che dei fatti sopra riportati erano a conoscenza anche Maurizio Pucci e ad Enzo Foschi, entrambi iscritti al PD e coordinatori della Lista Civica Marino (Enzo Foschi oggi ricopre il ruolo di Capo Segreteria del Sindaco di Roma),
- che Paolo Solvi, nato a Roma il 02/05/1946, è stato rappresentante di lista della Lista Civica Marino presso il seggio centrale elettorale di via dell'Arcadia assieme ad Andrea Storri, segretario PD dell'attuale X Municipio e anche coordinatore del "Comitato per Andrea Tassone Presidente del X (ex XIII) Municipio";
- che Paolo Solvi (ex Margherita, amico di Mauro Balini), è stato assessore municipale ai Lavori Pubblici dell'ex-XIII Municipio (ora X), dal 2006 al 2008 durante la Presidenza di Paolo Orneli (PD) ed ancora risulta direttore dei lavori del Porto di Ostia;
- che la nomina di Paolo Solvi, fatta da Andrea Tassone, era nota a Giovanni Cioffarelli e Roberto Bonuglia, che avevano potere di firma per la Lista Civica Marino a delegare i rappresentanti di lista;
- che dei fatti sopra riportati erano a conoscenza anche Maurizio Pucci e ad Enzo Foschi, entrambi iscritti al PD e coordinatori della Lista Civica Marino (Enzo Foschi oggi ricopre il ruolo di Capo Segreteria del Sindaco di Roma),
SI CHIEDE
di chiarire i punti di cui sopra al fine di rendere trasparente alla cittadinanza tutta eventuali legami della giunta dell'attuale X Municipio nonché della Lista Civica Marino con Mauro Balini in attesa dello svolgimento delle indagini in corso.
Con osservanza,
dr. Ing. Andrea Schiavone
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