30 marzo 2015

OSTIA, STEFANO ESPOSITO (PD)? PREDICA BENE E RAZZOLA MALE

L'ha scritto il 28 luglio 2011: "prima di condannare una persona, chiunque essa sia, è bene aspettare le sentenze dei giudici e non le cronache dei giornali". Oggi, marzo 2015, viene ad Ostia, non conosce nulla, e da del mafioso a tutti, dagli Spada al Movimento Cinque Stelle. Vediamo allora chi è il Senatore Stefano Esposito, che predica bene ma razzola male. A noi la memoria non va mai in ferie, a lui forse si.

INDAGATO PER LE FIRME FALSE
Stefano Esposito ha sempre svolto la sua carriera politica in Piemonte prima di essere mandato a 'commissariare' da appena un mese il PD più marcio di Roma, cioè quello  di Ostia. Stefano Esposito è legato alle elezioni regionali in Piemonte del 2005. In quelle elezioni lo schieramento di 'Alternativa Sociale', che si posizionava all'estrema destra, era guidato da Alessandra Mussolini, nipote di Benito Mussolini.
Stefano Esposito (a quel tempo consigliere provinciale dei DS) era la persona preposta alla certificazione delle firme per la presentazione della lista della nipote del Duce. Stefano Esposito fu rinviato a giudizio il 22 dicembre 2005 dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) che raccolse la richiesta del pm Francesco Saluzzo della Procura di Torino perché le firme raccolte per la Mussolini erano risultate false, cioè risultavano firme di chi non aveva mai firmato (di solito le persone si devono presentare con un documento alla mano prima di firmare). Le dichiarazioni di Stefano Esposito, raccolte da Repubblica qualche mese prima del rinvio a giudizio, furono le seguenti: «Sono sereno. A disposizione della Procura. Erano giorni di grande confusione, i tempi erano stretti. Io credo di avere autenticato in modo corretto quelle firme. Ma se l'autorità giudiziaria mi contesterà che non è così, mi assumerò totalmente la responsabilità».
Non fu proprio così. Il 18 dicembre 2006 il GUP (Giudice dell'Udienza Preliminare), Silvia Bersano Begey, dispose per Stefano Esposito la possibilità di eliminare una parte delle accuse, legata alla violazione della legge elettorale del 2001, versando un’oblazione di duemila euro. La causa, dunque, rimaneva aperta per il reato più grave: il falso. Ed ecco il secondo colpo di scena. 3 dicembre 2007, Stefano Esposito viene prosciolto perché (come disse l'avvocato Maurizio Basile) "con la legge elettorale del 2004 il legislatore aveva previsto che tutti i falsi siano punibili con una oblazione". Paga e rifatti la verginità, dunque. Proprio così perché quest'anno, Stefano Esposito attraverso Facebook si è scagliato contro il segretario regionale del Piemonte (Gariglio) reo di non essersi assunto «la responsabilità politica oggettiva di un pasticcio che non doveva succedere». La vicenda è quella delle firme false raccolte a sostegno delle liste per Chiamparino alle ultime elezioni regionali. Ma non è ancora finito. Stefano Esposito il 28 luglio del 2011, in risposta all'elenco pubblico dei parlamentari indagati, afferma di essere stato prosciolto dal GIP il 3 dicembre 2007. Per uno che siede oggi nella Commissione Parlamentare Antimafia non conoscere la differenza tra GIP e GUP è grave. (fonti: 1, 2, 3, 4)

IMPUTATO PER DIFFAMAZIONE
Stefano Esposito è da sempre stato a favore della questione TAV, arrivando a pesanti scontri verbali con i movimenti No-TAV, fino ad ottenere una scorta (che ancora ha). Un po' provocatore, un po' spavaldo, Stefano Esposito è comparso il 6 febbraio 2015 in tribunale, a Torino, per l'apertura di un processo in cui è imputato di diffamazione ai danni di quattro No-TAV. Riportiamo testualmente da un quotidiano:

Il parlamentare è chiamato a rispondere del contenuto di un articolo pubblicato sul suo blog l'8 dicembre 2011 a commento di scontri avvenuti quel giorno in Valle di Susa. "Anche oggi - aveva scritto - il circo dei violenti e dei teppisti capitanati da Askatasuna (un centro sociale - ndr) si è radunato per fare l'unica cosa che conoscono, attaccare la polizia". Esposito si era poi augurato che venisse perseguito "a norma di legge" chi "aveva pianificato e diretto le azioni violente", indicando alcune persone con nomi e cognomi. Quattro di loro, che non furono mai coinvolti nell'inchiesta sugli incidenti (sfociata in un processo con undici imputati cominciato ieri a Torino) presentarono una querela e la procura incriminò il senatore; ora si sono costituite parte civile. La difesa ritiene che le affermazioni del parlamentare contenessero valutazioni politiche di carattere generale e che non fossero diffamatorie."

La causa è stata rinviata al 10 marzo 2015 ma non si è a conoscenza di cosa sia accaduto. Fatto sta che il 19 febbraio 2015 il commissario del PD di Roma (nominato da Renzi) nomina a sua volta Stefano Esposito commissario del PD di Ostia. Un tentativo per salvarlo dal processo? La condanna di Stefano Esposito costerebbe cara al PD e ai potenti che sono dietro l'affare TAV. (fonti: 1)

CONCLUSIONI
Stefano Esposito, paladino della giustizia ("prima di condannare una persona, chiunque essa sia, è bene aspettare le sentenze dei giudici e non le cronache dei giornali") da quando è commissario del marcio PD di Ostia usa Facebook per insultare tutti gli Spada di Ostia e tutto il Movimento Cinque Stelle di Roma. Farebbe bene a prendersi cura di tutta la sua ipocrisia perché la memoria non va mai in ferie, soprattutto ad Ostia, dove si respira aria di mare, ricca di iodio, che aiuta a non dimenticare.

21 febbraio 2015

OSTIA: IL COMMISSARIO PD (STEFANO ESPOSITO) PRONTO A FAR DECOLLARE TASSONE.

Matteo Orfini è stato nominato commissario del Pd di Roma dopo lo scandalo «Mafia Capitale». Matteo Orfini ha deciso di nominare due sub commissari. Il primo l’ha chiamato lui direttamente il 19 febbraio, per informarlo. È Stefano Esposito, senatore torinese, membro della Commissione Antimafia, da poco arruolatosi attivamente nel renzismo. Dovrà occuparsi di Ostia, territorio di forti infiltrazioni mafiose. Poi sarà il turno di Tor Bella Monaca. Lo scriveva già il 29 dicembre 2014 Gabriele Isman, il bravo giornalista di Repubblica (un giornale che comunque dovrebbe ripulire la sua redazione).
Grottesco dunque il fatto che il PD romano affondato da «Mafia Capitale» abbia provato con D'Ausilio (capogruppo capitolino PD silurato e marito della Droghei, stretta collaboratrice di Ozzimo, indagato) a proporre una versione improponibile: sarebbe stato Tassone, presidente del municipio di Ostia (coinvolto nelle intercettazioni di Mafia Capitale e amico di Coratti, altro indagato) a chiedere l'affiancamento di Stefano Esposito. Gli unici a crederlo sono il burattinaio Andrea Storri (ancora responsabile PD di Ostia?) e certa stampa prezzolata che ormai ha fatto il suo tempo anche davanti alla Procura.
Ricordiamo a D'Ausilio e a Tassone chi è Stefano Esposito. Politico italiano, senatore del Partito Democratico dal 2013, appartiene alla corrente PD dei "Giovani Turchi" per capirci, quella di Orfini. Nato in Piemonte, a Moncalieri, dal 7 maggio 2013 è Vicepresidente della 8º Commissione (Lavori pubblici, comunicazioni) e membro della Commissione Bicamerale Anti-Mafia dal 7 ottobre 2013. Non c'entra dunque nulla con la corrente di Tassone e tantomeno di D'Ausilio. Tassone è commissariato punto. Ora si gioca, Storri compreso.
P.S. - Stefano Esposito è l'autore dell'emendamento "canguro" che ne ha bloccati 35mila in Parlamento durante la votazione dell'Italicum. Inshallah.

24 dicembre 2013

GLI AUGURI PER IL 2014, TRA STATO, MAFIA, CONDONI E FALSE PROMESSE

Auguri, Auguri, Auguri, nel segno del miglior ottimismo, a titolo personale e delle associazioni che rappresento. Basterebbe questa frase, a reti unificate, ma qualche riflessione mi scappa.
Amministrare municipi, città o Regioni, governare uno Stato non significa comandare. Intollerabili i politici (eletti e nominati) che comunicano con twitter ma non incontrano i cittadini, schifoso un governo delle false promesse che sotto Natale partorisce condoni edilizi per i balneari, da cacciare un PD romano che decide proroghe per consentire maggior cemento a Roma ma senza servizi.
Abbiamo lo scandalo di una trattativa stato-mafia che coinvolge Napolitano e dobbiamo credere che in basso, molto ma molto più in basso, non sia mai accaduto nulla?
E' iniziato il processo di mafia a Roma, per 416-bis, ma mancano tra gli indagati i politici e gli imprenditori, che si dichiarano le vittime di un sistema che invece loro stessi hanno creato: un processo che si scioglierà come neve al sole parlando di sola criminalità. Chi ha voluto la bicicletta come Marino, chi si è preso la responsabilità di questo Paese, non pianga: sapeva cosa veniva a fare, produca fatti non chiacchiere, pedali. Non ci da alcuna garanzia che la faccia di un puttaniere sia stata sostituita con quella di un Dottor Balanzone, prodigo di inutili insegnamenti e di consigli inappropriati, ma sempre legato a Gianni Letta, sempre con la massoneria e le lobby alle spalle. Quale rilancio dell'economia se i nuovi posti e contratti di lavoro rasentano forme di schiavitù?
Se manca la partecipazione tutto questo non cambierà mai e l'esempio è lo scivolone di questo Municipio che chiude l'aula consiliare ai cittadini ma apre le casse pubbliche per finanziare le feste di Capodanno agli amici. Illetterati che spacciano per cultura la logica del compromesso.
Gli ultimi Auguri per il 2014 li riservo a chi finge che queste cose la gente non le abbia ancora capite perché per loro saranno tempi duri se continueranno su questa strada.

17 dicembre 2013

SPIAGGE NATALIZIE E PD SCHIFOSO

Buon Natale e serene festività. Soprattutto ai balneari che hanno trovato un bel regalo sotto l'albero del PD. Dove sono finiti tutti gli strillatori del centro sinistra che urlavano "no alla vendita delle spiagge", "no alla casta dei balneari"?




SANATORIA PER GLI STABILIMENTI BALNEARI, LEGGE DI STABILITA'. 
Il deputato del Pd Mainio Marchi ha presentato un emendamento che prevede una sanatoria dei contenziosi sui canoni di affitto degli stabilimenti balneari. I procedimenti giudiziari pendenti possono essere così risolti pagando in un'unica soluzione il 30% delle somme dovute oppure il 70% con una rateizzazione in nove anni.

L'imbroglio elettorale sta anche nel sostenere delle idee e poi fare esattamente il contrario una volta raggiunta la poltrona. Io addirittura ho ritirato la mia candidatura in campagna elettorale (Lista Marino) per lo schifo compiuto da PD e SeL nel Municipio X di Roma 'Capitale' (della vergogna) già in fase di votazione. Chi ha votato PD, Lista Marino o altri partiti della coalizione del centrosinistra non fa schifo. Fa schifo chi si è seduto sulle poltrone e oggi non fa quanto promesso, a partire dagli eletti a Ostia, tutti contro i balneari poi tutti a favore dei balneari. Fa schifo anche un'opposizione che non fa l'opposizione. E non mi permetto di dire che fanno schifo quelli che hanno votato a centrodestra. Gli elettori sono sacri, gli eletti fanno schifo, gli imprenditori (anche i balneari) fanno il loro lavoro e fino a quando troveranno una classe politica e partiti schifosi che non curano il bene della collettività, avranno sempre i loro vantaggi.
Auguri. Nel 2014, ne avremo bisogno.

10 dicembre 2013

MUNICIPIO X: LA SCUFFIA DEL VECCHISSIMO E INUTILE PD

(grafica de Il Messaggero del 10/12/2013)
Tutti a votare Cuperlo: da Sesa (capogruppo municipale PD) all'Antolini (vecchissima guardia PD Palocco). In mezzo, una miriade di cariatidi. Risultato: dalle primarie del PD 2013 per il Segretario Nazionale, nel Municipio X Cuperlo è secondo su tre (appena 60 voti in più di Civati, 3.700 meno di Renzi). Anche in Campidoglio, scuffia clamorosa: Coratti (tutore del nostro generale Tazzone e presidente del consiglio comunale) nonché D'Ausilio (capogruppo capitolino, la cui moglie, Droghei, non solo è assessore municipale da noi ma è figlia della vecchissima guardia PD Acilia) non hanno avuto successo: addirittura a Roma Cuperlo è terzo. Tralasciamo altri nomi che da anni non mietono successi politici come p.es. il coordinatore PD del nostro municipio (autofattosi assessore), che, pur Cuperliano, ha seguito con opportunismo il suo tutore Esterino Montino, sindaco di Fiumicino in quanto tra i candidati laziali di Renzi. E' vero che Foschi (cognato di Sesa e capo segreteria di Marino) con Montino risultano indagati nell'inchiesta sui fondi del gruppo del Pd e che dunque qualche scenario potrebbe cambiare, ma siamo certi che sono tutti pronti a saltare sul carro di Renzi proclamando: "Ci sono sempre stato!"

Una nota. Il 25 novembre 2012 alle primarie qui da noi si presentarono 10mila elettori, un anno dopo sono 8mila: il 20% in meno (bisognerebbe vedere però la percentuale in aumento degli extra-comunitari...). Axa e Casalpalocco contarono 1.800 elettori, quest'anno 1.500: ottimo lavoro.

Un'altra nota. SeL qui da noi ha fatto la guerra a Renzi: complimenti, seguitate così. In fondo, Vendola prima o poi salterà sul carro per cui quanto detto un anno fa dall'ancora oggi coordinatore SeL locale diventerà imbarazzante: "L’obiettivo è per ora quello indicato da Vendola: non far vincere Renzi, il quale non appare in grado di garantire sufficientemente le istanze da noi proposte". Ma si sa: la politica è artistica.

Una terza nota: anche chi una volta faceva la giornalista, poi è entrata nelle grazie del patròn del porto, poi in quelle del generale Tazzone (carissimo amico del patròn del porto), tifava Cuperlo. La Famiglia non va mai tradita, mai.

29 novembre 2013

GREEN GPII

070 veloce ma non puoi timbrare il biglietto. Metro B con suonatore di valzer e sirtaki interrotto da giovane mamma tzigana che chiede pane e latte. Termini tappezzata da Vodafone ma se non esci prende solo Tre. Colazione al bar con battute romane. "Io poveretta dare cappuccino" "Ahó daje quarcosa a questa che è madre de tre fiji orfani". Altra. "Mi da un caffè e un goccio d'acqua?" "Caffè ok, ar bagno già ce só stato" e risata sguaiata. La gente non parla di Berlusconi ma la stazione è tappezzata di cartelloni contro il "femminicidio" (ma nessuno aiuta le donne anziane che chiedono elemosina). I bus dell'ATAC sono tappezzati dal PD: 'si vota l'8 dicembre' (e con i tuoi 2 euro se ne vanno a cena). 714 con cartello capovolto, jumbo-bus (11) in retromarcia, statua di Giovanni Paolo II diventata verde con il cartello che spiega ai turisti cosa sia: 'Conversazioni'. Manca solo Arfio Marchini: 'Termini Terminator, Roma ti amo'.

p.s. - a Termini ci sono più napoletani che giapponesi, sul treno pure.

2 agosto 2013

OSTIA E LA MALAVITA: UN ARTICOLO 'SCOMPARSO' DI REPUBBLICA

C'è un articolo di Repubblica del 28 luglio 2013 (pag.V della Cronaca di Roma) introvabile in formato elettronico su internet. Neppure nelle rassegne stampa. Il testo è molto pesante e lo riportiamo per intero, senza commenti. 

L'EMERGENZA CRIMINALITÀ 
Il retroscena 
I business e le coperture dei clan quell'indagine bloccata 10 anni fa. Avevano scoperto la cupola ma i detective furono rimossi. 
UN DÉJÀ vu. La parola fine alla mafia di Ostia poteva essere scritta 10 anni fa. Perché quei nomi e cognomi eccellenti della malavita, quei traffici di droga e quei giri di armi, quell'impero economico su cui stavano mettendo le mani i clan (e che venerdì sono stati sequestrati, si tratta di ristoranti, panetterie e stabilimenti), e che oggi compaiono nell'ordinanza per 416 bis, erano sotto la lente di un pool di investigatori a cui qualcuno recise le ali. Piero Fierro, agente pluridecorato della polizia di frontiera e Gaetano Pascale, eccellente investigatore della Narcotici alla Mobile, insieme ad altri cinque colleghi erano a un passo dalla verità. Ma qualcuno decise di stroncare la loro carriera, di metterli fuori dai giochi. E oggi i sette poliziotti sono in pensione, con cause per mobbing ancora aperte (seguite dall'avvocato Floriana De Donno) e procedimenti penali che li hanno trascinati da un giorno all'altro nella bufera, archiviati. Tutto cominciò all'indomani dell’omicidio Frau: era il 2002. Meglio, tre mesi prima dell’esecuzione dell’uomo, un calibro da novanta nella Banda della Magliana. Si era creato uno squilibrio nel narcotraffico a Ostia. Così partì l’operazione Maya, nata dalla scomparsa, per un fatto di lupara bianca, di Santo Caldarella, detto «u monaco» personaggio di spessore nella mala, imparentato con la famiglia Triassi. Lui fece affari su Ostia per conto dei Cuntrera- Caruana, gente i cui mandati di cattura sono firmati da Giovanni Falcone. In quegli anni a gestire il traffico di stupefacenti, esattamente come oggi, erano i clan Triassi-Fasciani, il vertice della cupola era Caldarella. Tra i suoi luogotenenti sul territorio c’era Paolo Frau, ammanicato con gente potente, come l’imprenditore Balini, e in stretto contatto con pregiudicati che da Ostia si erano trasferiti in Sudamerica. La squadra della Polaria, che lavorava in tandem con la sezione narcotici della Mobile, chiese di intercettare una serie di personaggi, tra cui appunto Frau. La mattina dell’omicidio il gip Blaiotta, per insufficienza di prove, rispose picche alla richiesta. Dopo l’esecuzione, avvenuta nel tardo pomeriggio, arrivò invece l’ok. Peccato che il soggetto da monitorare fosse già passato all’altro mondo. Il pool di investigatori non si perse d’animo e scoprì che la prima telefonata fatta dalla moglie di Frau era diretta a un pregiudicato in Costa Rica, Luigi Vit (citato nell'ordinanza del gip D’Alessandro, con tutti i dettagli scoperti proprio in quegli anni dalla squadra oggi in pensione). La magistratura accordò il permesso di andare in Costa Rica e Brasile: c’erano diversi pluripregiudicati di Ostia trapiantati lì. C’era Igor Simmi, considerato uno dei terminali in Costa Rica della droga che arrivava a Ostia e appunto il Vit che attualmente è ancora latitante. Ai superiori gerarchici dei poliziotti di Polaria e Mobile venne presentata un’informativa di 100 pagine in cui si spiegava tutta la filiera di società intestate a prestanome attraverso cui si riciclavano i soldi provento del narcotraffico. Ma qualche giorno prima della partenza, siamo a settembre del 2003, arrivò un esposto anonimo. L’esposto sosteneva che chi stava indagando su Ostia aveva sottratto alla polizia soldi per trasferte e straordinari notturni. Risultato: seduta stante i sette investigatori vennero sollevati dal'’indagine. Nessuno mai indagò su chi aveva mandato quella lettera. Mai. Le indagini erano concentrate sull'operato della squadra. Indagini che nel 2007 si conclusero con un nulla di fatto: nessuno di loro aveva mai toccato una lira. Ma nel frattempo il Viminale, per stare sicuro, li ha messi alla porta. E per dieci anni nessuno ha toccato Ostia e i suoi traffici mafiosi. La domanda allora è: perché qualcuno mise il bavaglio a quell'inchiesta? Alla luce dei risultati di oggi, a chi ha fatto veramente comodo voltarsi dall'altra parte? (federica angeli)