26 agosto 2016

ACCISE: STORIA DI TERREMOTI E DI UN GOVERNO CAROGNA

Dichiarato lo stato di emergenza per il tremendo terremoto del Centro Italia, il Consigio dei Ministri stanzierà i primi 50 milioni con Renzi che lancia Casa Italia: “Un piano condiviso di ricostruzione, nessuna new town come accaduto a L'Aquila. Dobbiamo pensare alla ricostruzione, abbiamo un impegno morale con le donne e uomini di quelle comunità. La ricostruzione di quei borghi è priorità del governo e del Paese”. Renzi però aveva anche detto il 23 maggio del 2014 di togliere le accise sulla benzina, cioè, per dirla meglio, le imposte indirette sulla produzione e sui consumi sugli oli minerali (benzina, gasolio e GPL). In pratica per ogni rifornimento al distributore (ma non solo) paghiamo i vecchi terremoti (Belice, Friuli, Irpinia, L'Aquila, Emilia) e tanto altro ancora, così suddiviso (p.es., benzina € 0,72840 di accise per litro, gasolio € 0,61740 di accise per litro) (1)

  • 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d'Etiopia del 1935-1936;
  • 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l'alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980;
  • 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
  • 0,005 euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell'Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all'arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell'Emilia del 2012.

Ora la novità. Renzi pensa ad una nuova accisa sul terremoto del Centro Italia. Aumenterà la benzina (meglio, gli oli minerali), non si farà nulla se non rubare i soldi (vedi in Sicilia il Belice) mentre in Centro Italia piomberà il freddo inverno (da quelle parti nevica di brutto). Carissimo Matteo (mi viene da trattarlo come il compagno di classe meno intelligente), fai una cosa: lascia stare il prezzo della benzina, leva almeno le accise sulla guerra di Etiopia e il Canale di Suez. Assieme, destinale al Centro Italia: farebbero ben 0,008211 euro, più di quanto si paga per L'Aquila. Prova per una volta a non dimostrarti il solito buffone. Grazie.


(1) DIREZIONE CENTRALE LEGISLAZIONE E PROCEDURE ACCISE E ALTRE IMPOSTE INDIRETTE -  Ufficio accise sui prodotti energetici e alcolici e altre imposizioni indirette
00143 ROMA, Via Mario Carucci, 71 – Telefono +39 06 50246556 – Fax +39 06 50245372 - e-mail: dogane.legislazioneaccise.prodottienergetici@agenziadogane.it
ALIQUOTE DI IMPOSTA VIGENTI NEL SETTORE DELLE ACCISE
Aggiornamento al 1° gennaio 2015

1 agosto 2016

AIUTATEMI A CAPIRE SE AD OSTIA C'E' UN PD MAFIOSO

Mafia Capitale e arrestano Tassone (PD) presidente del Municipio.
Mafia Criminale e i Fasciani con i Triassi diventano semplici 'delinquenti', mentre sugli Spada ancora non c'è nulla ma arrestano l'ex-Commissario di Ostia, Franco, perchè in sostanza avrebbe favorito gli Spada anche se in tre anni di PD e di 'inchieste' giornalistiche (!) nessuno si è accorto di nulla.
Mafia degli Affari e sequestrano il Porto di Ostia figlioccio del PD.
Mafia delle Spiagge e l'unica cacciata da Ostia è Libera (made in PD).
Mafia degli Incendi ma non si brucia nulla, tra affitti non pagati e pignoramenti vari di mezze tacche del PD.
Mafia delle Parole e commissariano Ostia quando viene scelto dal PD l'Assessore alla Legalità, Sabella.
Mafia degli Euro e la Corte dei Conti chiede i soldi a due uomini del PD, Marino (Metro C) e Sabella (torture del G8).
Ha scritto bene un poliziotto: "Ma ve prego... voi non avete idea di cosa sia la mafia... cambiate lavoro". E non rompeteci più i coglioni.

10 aprile 2016

OSTIA SI AFFIDA AL FALLIMENTO DELL'ANTIMAFIA: SABELLA E BINDI

Nessuno dice che Rosy Bindi (PD) occupa da oltre 5 mesi senza alcun titolo la presidenza della Commissione Antimafia e che Alfonso Sabella è un magistrato ancora a spasso e criticato dalla Unione delle Camere Penali (una associazione di penalisti cui aderiscono 131 Camere Penali territoriali a cui  sono iscritti più di 8.000 avvocati penalisti). L'occasione per parlarne ce la offre Bruno Vespa.
Della puntata di mercoledì 6 aprile di Porta a Porta con l’intervista del figlio di Totò Riina, rimane impressa solo la frase dell’avvocato Luigi Li Gotti: “E' fallita l'antimafia, in Italia. E' fallita l'antimafia. Perché è diventata una professione. La professione dell'antimafia... e si fanno carriere sull'antimafia.”
Li Gotti è considerato il legale dei pentiti, quello che si faceva un vanto di concordare il processo coi PM, di offrirgli pentiti collaborativi e materiale per condanne da ergastolo. In una parola, mentre i difensori cercavano di sbugiardare i pentiti, Li Gotti era lì per legittimarli. Li Gotti conosce bene il mondo della magistratura, quello politico e quello criminale per potersi esprimere con chiarezza sul mondo dell’antimafia. A questo mondo dell’antimafia risponde più di tutti il magistrato Alfonso Sabella, auto definitosi un ‘mafia hunter’, che continua a interpretare per il solo PD il ruolo dell’antimafioso per eccellenza, forse anche per rifarsi una verginità dopo essere stato indagato per le torture dei Genova del G8.

Lo stesso giorno, alla stessa ora in cui parlava Li Gotti, non davanti a un milione di persone ma a circa 100 fedeli del PD mafioso di Ostia, dentro il Teatro del Lido (a Ostia), l'On.le Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, sosteneva che "l'antimafia è un mestiere". Ricordiamo che Rosy Bindi, presidente del PD dal 2009 al 2013, eletta nel ruolo attuale il 22 ottobre 2013, ha vissuto in prima persona la scelta imposta dal PD che ha portato il 22 aprile 2013 alla distruzione delle intercettazioni tra l'allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e Nicola Mancino, fulcro inquietante della trattativa Stato-Mafia. A ricevere i maggiori vantaggi di tale affermazione della Bindi ("l'antimafia è un mestiere"), sempre lui, Alfonso Sabella, che presso il Teatro del Lido stava presentando il suo ultimo libro, proponendosi come l'esperto dell'antimafia in Italia, ma cadendo in strafalcioni madornali come quello di aver scritto essere Nazzareno Fasciani il figlio di Carmine e non il fratello. A Ostia una simile sciocchezza non la scriverebbe neppure il collaboratore non pagato di un giornalino di quartiere. Neppure il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, lo ha corretto, lei, che disse appunto nel 2013 "di non capire nulla di mafia". Lei, Rosy Bindi, che secondo la legge 19 luglio 2013, n. 87 (articolo 2, comma 2) non potrebbe più essere dal 22 ottobre 2015 presidente della Commissione Antimafia. (1)
In realtà il problema più grande è rappresentato dalla figura di Alfonso Sabella, come ha anche rilevato l'Unione delle Camere Penali. Uno squilibrio tra politica e magistratura, che ha finito con il produrre l’insopportabile sovrapposizione e contaminazione fra i diversi poteri dello Stato. Una prassi degenerativa assai pericolosa per gli equilibri democratici ed istituzionali.
L’assunzione da parte della politica di magistrati antimafia (come si definisce Sabella) all’interno delle amministrazioni territoriali, addirittura approvata dal CSM e sospinta da un certo favore popolare, è al di fuori di ogni regolamentazione legislativa. Da un lato assistiamo a una magistratura che si insedia all'interno della politica legittimando se stessa come unica garante della legalità, e dall'altro a una politica che dimostra con tali scelte di voler delegittimare se stessa affermando la propria inadeguatezza e la propria incapacità di perseguire la legalità con i suoi propri strumenti e con le sue proprie forze. Di questo se ne fa principale interprete il PD e l’utilizzo di Alfonso Sabella è in queste senso eclatante. Un esempio su tutti.

Nel suo ultimo libro, parlando di Ostia come ‘territorio mafioso’ dove lui è stato inviato dal sindaco Marino per ripristinare la legalità dopo l’arresto per Mafia Capitale dell’ex-presidente del Municipio X, Andrea Tassone (PD), Sabella riferisce di un episodio avvenuto in un campo Rom, presso Acilia. Sabella racconta di esser stato accompagnato nel sopralluogo da Emanuela Droghei, moglie di Francesco D’Ausilio, entrambi del PD e, rispettivamente, (al tempo) Assessore alle Politiche Sociali della giunta municipale Tassone e capogruppo capitolino appunto del PD.  Sabella scrive: "Ci siamo tutti insomma a verificare cos'è successo e a portare solidarietà a quei disgraziati, vivi per miracolo. Del resto sono in una giunta di sinistra. E' normale preoccuparsi dei più deboli, delle persone meno integrate nel contesto sociale".
Sabella, che è stato nominato Assessore alla Legalità per arginare lo scandalo del PD coinvolto in Mafia Capitale, che doveva affrontare profonde indagini all’interno delle cooperative sociali gestite da Buzzi e Carminati con i favori del PD romano, che doveva (da magistrato) guardarsi attorno per evitare di essere ‘contaminato’ da una politica corrotta (D’Ausilio si è dimesso non per l’inchiesta su Marino ma per le innumerevoli intercettazioni in cui si fa il suo nome dentro le indagini di Mafia Capitale), si prostra dopo 16 mesi dallo scandalo di Mafia Capitale ancora alla politica, ancora al PD. La Droghei e D’Ausilio non sono mai citati nel suo libro se non per l’episodio di cui sopra. Il fatto del campo Rom si riferisce al 27 dicembre 2014, appena 5 giorni dopo la sua nomina ad assessore comunale. Dopo 16 mesi, Sabella dimentica invece, scrivendo il suo libro, quanto emerso dalle indagini della Procura di Roma, cioè il coinvolgimento di Emanuela Droghei con le cooperative legate a Buzzi e quello di D’Ausilio con il porto di Ostia. Sabella, che rappresenta per il PD la legalità, non può insinuare il dubbio nel lettore che la coppia politica del PD più forte del Municipio X, seppur non indagata, sia stata parte del sistema visti i continui rapporti con personaggi come Mario Monge e Mauro Balini.
La domanda che segue nasce dunque spontanea: quale servizio offre alla lotta alle mafie un personaggio come Sabella che cura soltanto la comunicazione del PD nel tentativo di far dimenticare la responsabilità politica avuta in Mafia Capitale? Forse la risposta ce l’ha già data Luigi Li Gotti: l’antimafia è diventata una professione e, per la propria carriera, si fa di tutto. Lo conferma la sua 'compagna' Rosy Bindi: "l'antimafia è un mestiere". Buon lavoro, magistrato Sabella: il PD le sarà grato ma dica a Rosy Bindi che deve liberare la poltrona che occupa senza titolo.

(1) Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. (13G00130) (GU n.175 del 27-7-2013 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/07/2013 (lo stesso giorno dell'operazione Nuova Alba, che ha visto carcerare i Fasciani: coincidenza?)
articolo 2, comma 2 : "La Commissione e' rinnovata dopo il primo biennio dalla sua costituzione; i componenti possono essere confermati" ma la 'conferma' dal 22 ottobre 2015 non c'è mai stata.

15 marzo 2016

IL FINTO GIORNALISMO DI FEDERICA ANGELI

Il padre di Federica Angeli, 'megafono' della figlia
Dopo il ritiro della mia candidatura alle elezioni municipali del 2013 a seguito di imbrogli elettorali da me denunciati, anche pubblicamente, il PD del Municipio X mi ha denunciato più volte per diffamazione, denunce che sono state tutte archiviate. Finalmente ho avuto accesso al fascicolo processuale poche settimane fa, scoprendo uno squallido episodio.

LE FALSITA' DI FEDERICA ANGELI
Il Municipio X è stato commissariato per mafia nel 2015 a seguito di comportamenti criminali del suo ex-presidente, Andrea Tassone. Federica Angeli ha sostenuto per lungo tempo che Tassone rappresentasse "la miglior amministrazione mai vista", tanto da essere premiata da Tassone stesso come, a livello municipale (!) "donna dell'anno 2013". Negli ultimi 3 anni ha definito “mafioso”, sia sulle pagine di La Repubblica sia social network, chiunque rivelasse le malefatte dell'ex-presidente. Il primo ad esser definito tale è stato il sottoscritto, colpevole, secondo la tesi della Angeli, di aver scritto a Tassone più sms minacciosi ai fini di una “estorsione”. Così scriveva la giornalista di La Repubblica: <<Andrea Schiavone, con un sms dai toni decisamente inequivocabili - "O mi dai l'assessorato al turismo e cultura più due persone a me vicine o ti combino un casino" - aveva preso di mira il presidente del Municipio X, Andrea Tassone, eletto nel maggio 2013. E, manco a dirlo, inferno fu. Tassone, l'amministratore preso di mira, verrà diffamato e denigrato con insulti e intimidazioni gravissime, sparati attraverso i social network. La reazione del presidente del Municipio sarà però l'esatto contrario di ciò che i suoi detrattori si aspettavano: col messaggio ancora ben visibile sullo schermo del cellulare si reca dai Carabinieri, ignorando quanto gli era stato minacciosamente richiesto>>.

LA VERITA' DEGLI ATTI PROCESSUALI
Federica Angeli ha inventato tutto, diffamando gravemente il sottoscritto mentre difendeva le malefatte di Andrea Tassone. La verità la racconta addirittura il difensore di Tassone, l’avvocato Fabiana Liberati: "... in data 15 luglio 2013, Andrea Tassone, unitamente ai sigg. Emanuela Droghei e Andrea Storri (membri della giunta del Municipio X), sporgeva denuncia-querela presso la Legione Carabinieri Lazio - Stazione di Ostia, contro Andrea Schiavone, come singolo e nella veste di rappresentante di varie organizzazioni di carattere politico, sociale e culturale, per aver posto in essere condotte consistenti in attacchi personali ed affermazioni diffamatorie che, oltre ad offendere l'onore ed il decoro di Andrea Tassone, ne hanno leso l'immagine e la reputazione". Dunque, secondo lo stesso Tassone e il suo Avvocato, nessuna minaccia, nessuna estorsione, è stata posta in essere dal sottoscritto, a differenza di quanto sostenuto sempre da Federica Angeli. Tant’è che lo stesso PM, Luca Palamara, ha aperto le indagini nei miei confronti per "diffamazione" (art. 595 co.2 c.p.). Tale procedimento penale è stato poi riunito ad un'altra denuncia di Tassone nei miei confronti (sempre per diffamazione, in data 19 novembre 2013) dal PM Sergio Colaiocco, che  ha chiesto l'archiviazione in data 29 gennaio 2015, a cui Tassone, Droghei e Storri, non si sono mai opposti. Neppure il testo del sms sopra citato è stato riportato con correttezza da Federica Angeli, che ne ha mischiati due, tra più di 20 sms scambiati tra me e Tassone, estrapolando pertanto solo ciò che le serviva per diffamarmi gravemente. Tassone ha avuto la correttezza, a differenza della Angeli, di riportare esattamente il nostro scambio via sms nella denuncia, che si presenta dunque identico a quello da me riportato nella denuncia da me fatta contro Tassone. Dunque, quanto asserito negli ultimi 3 anni da Federica Angeli è pura invenzione della stessa, con il chiaro intento di diffamarmi gravemente.

Premiata da Tassone (arrestato nell’inchiesta “mafia capitale” denominata “Mondo di mezzo”), consapevole frequentatrice per anni con la sua famiglia (per sua stessa ammissione) dello stabilimento balneare dei Fasciani (condannati per 416bis) con alcuni dei quali aveva rapporti di rispetto e stima (“la prima persona a cui Sabrina Fasciani  ha scritto dal carcere, dopo l'arresto a luglio, sono stata io”) e a cui riconosceva un “codice d'onore vero”, indagata per stalking, molestie, calunnia e diffamazione dal 2014, viene sbugiardata dagli atti processuali che palesano così la sua violazione delle norme di legge e, ancora più grave per una giornalista, del codice deontologico, che obbliga ad attenersi alla verità dei fatti. Nonostante questo (o forse proprio per questo), è diventata lo strumento  di quella parte del PD, capitanata dal Presidente del Partito Democratico, On. Matteo Orfini, e dal Sen. Stefano Esposito (Commissario del PD Municipio X), che vuole cancellare le tracce del PD nella mafia di Ostia.

2 marzo 2016

ALTRI GUAI PER GLI 'AMICI' DI STEFANO ESPOSITO, COMMISSARIO PD DI OSTIA

Nuovo arresto per Ferdinando Lazzaro, amico di Esposito, imprenditore valsusino Sì Tav che avrebbe distratto ben 5 milioni di euro. La sua società, Italcoge, fu dichiarata fallita dal tribunale di Torino nel 2011. Lazzaro secondo l'accusa avrebbe effettuato prelievi  contanti  per complessivi  2.262.000  euro,  tra  il  2007  ed  il  2011,  dai  conti  correnti  sociali  per  scopi  prettamente personali, dal banco del casinò di Sain-Vincent alle spese per le vacanze sue o dei famigliari, a  discapito dei  creditori,  fornitori  e dipendenti. Esposito così scrisse a quel tempo: "io voglio esprimere la mia vicinanza umana e politica ai lavoratori e alle loro famiglie della Italcoge che in questo mese hanno lavorato in condizioni ambientali difficilissime, oggetto di insulti e minacce da parte di molti militanti No Tav e che oggi subiscono il colpo più duro, la perdita del lavoro e del reddito che li getta in una condizione di insicurezza. Mi auguro, e farò tutto quanto nelle mie possibilità, perché questi lavoratori possano al più presto avere una prospettiva occupazionale".
In realtà, a fregare i dipendenti, sembra fosse l'amico di Stefano Esposito, Ferdinando Lazzaro proprietario della Italcoge. 'Minacciato' e 'fallito', nel momento di difficoltà l’imprenditore Ferdinando Lazzaro sapeva cosa fare: chiamava i politici Pd e gli amministratori favorevoli alla Tav Torino-Lione e chiedeva loro aiuto.  Non solo. Lazzaro aveva anche aderenze con personaggi politici e della pubblica amministrazione, utilizzate per volturale alla neo costituita Italcostruzioni licenze e autorizzazioni già nella disponibilità della fallita Italcoge. Insomma, da quello che emerge, Stefano Esposito favorì imprese non proprio cristalline per gli appalti della Tav. Così si fa la politica in Italia? In realtà così si favorisce solo la corruzione e le infiltrazioni della malavita all'interno del già complesso sistema degli appalti pubblici. Che schifo.

24 febbraio 2016

OSTIA E COMMISSIONE ANTIMAFIA: LA RISPOSTA ALL'ON. ROSY BINDI

Il comunicato stampa della Commissione Antimafia
Sono meravigliato che l'On. Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, sia stata costretta ad intervenire dopo un imbarazzante polverone alzato da un esponente del suo partito e dalla sua consorteria. Da cittadino, ho solo inoltrato alla Commissione Antimafia un esposto che per legge deve essere tenuto segreto ma poiché, come è accaduto in passato, alcune notizie sensibili sono state invece rese note, ho deciso di renderlo pubblico autorizzandone la divulgazione. Rimane integro tutto il suo contenuto di denuncia di fatti documentati molto gravi accaduti ad Ostia, sui quali gli organi preposti (non solo la Commissione Antimafia) stanno indagando. Se la Commissione Antimafia ha bisogno di chiarimenti può sempre convocarmi, da semplice cittadino, fuori dallo scontro politico tra PD e M5S. Di certo non devo rispondere a quella parte del PD che si è distinta in Mafia Capitale per gli arresti subiti, tra cui Tassone, amico di una giornalista del quotidiano La Repubblica, che lo ha sempre difeso e sostenuto. Mi auguro di ricevere la stessa attenzione da parte della Commissione Antimafia riservata fino ad oggi ad altre realtà del territorio di Ostia e sono certo che l'On. Rosy Bindi sarà il garante di un percorso atto a ristabilire la verità dei fatti da me narrati.

9 febbraio 2016

FEDERICA ANGELI E IL PASTICCIO DEL QUIRINALE

Dopo 50 giorni ancora non esiste alcuna pubblica evidenza dell'onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Italiana (Sergio Mattarella) a Federica Angeli, giornalista del quotidiano La Repubblica. Si tratterebbe dell'onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI, serie VI, n.582) conferita 'motu proprio' da Mattarella il 21 dicembre 2015 ma resa nota solo sulla pagina facebook della giornalista e non sul sito del Quirinale. Un'onorificenza del tutto 'eccezionale', visto quello che prevede la legge (D.P.R. 31 ottobre 1952, Approvazione dello Statuto dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana, pubblicato nella Gazz. Uff. 29 novembre 1952, n. 277).
Non si capisce infatti (artt.1 e 2) per quali "benemerenze di segnalato rilievo" sia stata conferita l'onorificenza a Federica Angeli: nel campo delle lettere (perché giornalista) o per "attività svolte a fini sociali"? Le uniche informazioni ufficiali reperibili dal sito del Quirinale sono racchiuse in uno striminzito comunicato stampa uscito dopo la nostra richiesta di spiegazioni:

Il Presidente Mattarella ha ricevuto i giornalisti Federica Angeli e Paolo Borrometi
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale Federica Angeli e Paolo Borrometi, giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata.
Roma, 26 gennaio 2016

A prescindere dal fatto che il giornalista Paolo Borrometi ha 33 anni mentre sul sito del Quirinale si legge che "di norma non si possono conferire onorificenze in favore di cittadini italiani che non abbiano compiuto il 35° anno di età", a prescindere che Borrometi è un semplice giornalista pubblicista e non professionista (come tanti blogger in Sicilia che scrivono di mafia e sono minacciati) (1), il comunicato non parla di alcun conferimento, come invece accaduto in altre occasioni. Un esempio su tutti: l’eroico bangladese Sobuj Khalifa, per il quale (assieme ad altri) è stato fatto del Quirinale un comunicato stampa il 10 ottobre 2015 e poi organizzata la cerimonia di consegna delle onorificenze il 17 novembre 2015.
Inoltre poiché (artt. 4 e 5) "a nessuno può essere per la prima volta conferita onorificenza di grado superiore a quello di Cavaliere", il fatto che Mattarella abbia conferito a Federica Angeli il grado di Ufficiale (superiore a Cavaliere), avrebbe meritato nel comunicato almeno una breve spiegazione. Invece, nulla. Addirittura il dott. Giovanni Grasso (Consigliere per la Stampa e la Comunicazione, uno degli 11 Consiglieri di Mattarella), collega della Angeli e promotore dell'onorificenza, avrebbe direttamente comunicato il 21 gennaio 2016 il conferimento dell'onorificenza facendo un'eccezione a quanto previsto dagli artt. 6, 7 e 18, creando non poca confusione.
"Volevo solo dirti che da oggi sei Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Il presidente Mattarella ha deciso di darti questa onorificenza per ciò che sei e per quanto fai. Volevo essere io a dirtelo".
Personaggi della stampa italiana, molto amici di Federica Angeli, come Vittorio Zucconi (direttore dell'edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015), Giuseppe Giulietti (giornalista e politico, dal 15 dicembre 2015 presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani, FNSI), Giovanni Spampinato (direttore dell'osservatorio Ossigeno per l'Informazione) ed altri (compresa l'ANSA e l'AGI) hanno scritto di un'onorificenza di Cavaliere OMRI conferita il 21 gennaio 2016, quando invece si tratterebbe di Ufficiale OMRI il 21 dicembre 2015 (un mese prima). In pratica nessuno ha controllato una notizia passata su facebook e mai riportata dal Quirinale.
La data, oltre al grado di onorificenza, non è un dettaglio.
Premesso che le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione, e che soltanto le concessioni attraverso il 'motu proprio' presidenziale possono avvenire in qualunque data, c'è da notare che per il conferimento di qualsiasi onorificenza è necessaria una puntuale verifica di assenza di procedimenti penali in corso o conclusi con sentenza di condanna. Nel caso di Federica Angeli questo non è stato fatto o comunque non è stato tenuto in considerazione da Mattarella perché (e a raccontarlo è la stessa giornalista) alla data del 21 dicembre 2015 risultava (almeno) condannata in primo grado per diffamazione (2) e rinviata a giudizio per aver diffamato a mezzo stampa l'ex-vicecapo del Viminale (dott. Nicola Izzo) (3).
In tutto questo pastrocchio di democrazia e di privilegi concessi senza alcuna motivazione pubblica, si inseriscono le nostre comunicazioni con il Quirinale, avvenute tramite il dr. Costantino Del Riccio, che per il Quirinale ricopre l'incarico di Capo dell'Unità Speciale per la Documentazione e la Stampa. Il 22 gennaio 2016 (dunque il giorno dopo il finto annuncio dell'onorificenza a Cavaliere), scriveva: "... il Quirinale non ha  diramato nessun comunicato sulla concessione dell’onorificenza alla signora Federica Angeli. Lunedì prossimo nell'apposita sezione del sito troverà il nominativo nell'aggiornamento settimanale fatto a cura dei competenti Uffici". Nessun aggiornamento è stato ancora fatto (dopo 50 giorni da quel 21 dicembre), anche se il Quirinale il 25 gennaio 2016 ribadiva: "l’insignita può fare uso del titolo e della decorazione relativa essendo già avvenuta la registrazione del decreto di concessione nell'albo dell’ordine. La pubblicazione sul sito che ha valenza esclusivamente conoscitiva ... seguirà nei prossimi giorni".

A questo punto attenderemo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e il previsto aggiornamento del sito del Quirinale. L'unica certezza la riponiamo nel Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che quando il 21 dicembre 2015 ha conferito l'eccezionale onorificenza a Federica Angeli, dribblando ogni regola, ha usato discrezionalità nel comunicarla preferendo che lo facesse la diretta interessata sulla sua pagina di facebook. Non solo, Mattarella, da buon meteorologo, prevedeva che il 20 gennaio 2016 e il 5 febbraio 2016 Federica Angeli comunicasse, sempre da facebook, la sua assoluzione nel rinvio a giudizio contro Izzo e nell'appello per la condanna subita. Sempre che questi siano i soli episodi di un pasticcio di comunicazione creato dal Quirinale.

(1) nr.839, categoria: pubblicisti, nome: BORROMETI PAOLO, nato: 01/02/1983, data iscrizione: 24/01/2013 (http://www.odgsicilia.it/Home/albo.asp?cognome=borometi)
(2) https://it-it.facebook.com/AngeliFederica/posts/1004868796238508
(3) https://it-it.facebook.com/AngeliFederica/posts/996633187062069