30 dicembre 2016

OSTIA, MAFIA: QUALE PROPOSTA DI PROROGA DEL COMMISSARIAMENTO?

Filippo Bubbico (PD), Alla sua dx, Andrea Tassone (PD).
Alla sua sx, Gianpiero Cioffredi (PD)
Certi stupidi neppure con tre ore di normalità riuscirebbero a capire quello che un bambino di tre anni riesce a capire da solo. Eppure l'imbroglio del commissariamento di Ostia per mafia è chiaro a tutti. Lo ha ripetuto più volte Matteo Orfini (presidente del PD), parlando di una vera opera di depistaggio necessaria dopo gli arresti (del PD) di Mafia Capitale: bisognava commissariare Ostia (mafia criminale) perchè non si commissariasse Roma (mafia capitale). Ricordiamo che l'unico processo dove è ancora in piedi l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso è proprio quella di Mafia Capitale, che ha visto gli arresti dell'ex-presidente del Municipio X, Andrea Tassone (PD).
Ora, in data 29 dicembre 2016, è stato emesso un raffazzonato comunicato stampa del Consiglio dei Ministri (cioè del 'nuovo' Governo Gentiloni, PD), con tanto di errore grammaticale (segno della frettolosità e grossolanità con cui è stato redatto): proroga del commissariamento per altri 6 mesi "del X Municipio (Ostia) di Roma Capitale, anch’esso risultato condizionate da iniziative criminali".
Ostia, che è rimasta silenziosa dal 27 agosto 2015, data in cui il Presidente della Repubblica (Sergio Mattarella, PD) ne firmò il decreto di commissariamento, assiste con divertimento a quest'altra buffonata targata PD che, in tutti i modi, da 3 anni a questa parte, cerca di impedire il normale confronto democratico del voto. Si vieta ai cittadini del Municipio X di votare per Ostia ma si 'consente' che votino per Roma: ma i voti non sono sempre delle stesse persone? Il problema (per il PD) è che ormai il PD è ben consapevole di essere diventato un comitato elettorale dei poteri forti (comprese le banche, alla faccia del comunismo!) e di non avere più credibilità, tanto da esercitare azioni di Governo a copertura del mancato esercizio degli strumenti democratici. La domanda: è davvero tutto normale in questa proroga dai toni picareschi?

LA PROROGA DEL COMMISSARIAMENTO
Nessuno lo fa, ma per capire di cosa stiamo parlando si dovrebbe leggere il comma 10 dell'art.143 del Testo Unico Enti Locali (D.lgs. n. 267/2000), Parte I, Titolo VI, Capo II (Controllo sugli organi): "L’eventuale provvedimento di proroga della durata dello scioglimento è adottato non oltre il cinquantesimo giorno antecedente alla data di scadenza della durata dello scioglimento stesso, osservando le procedure e le modalità stabilite nel comma 4".
Il decreto è del 27 agosto 2015 dunque il commissariamento sarebbe terminato (18 mesi) il 27 febbraio 2017. Dal 29 dicembre 2016 al 27 febbraio 2017 ci sono 60 giorni, ma per avere effetto, la proposta del Consiglio dei Ministri deve essere confermata da un nuovo decreto del Presidente della Repubblica entro l'8 gennaio 2017 (il 50° giorno). Non ci risulta che ancora ad oggi ci sia stata la firma del Presidente della Repubblica, tra gli atti non normativi, di questo atto deliberato dal Consiglio dei Ministri (almeno alla pubblicazione di questo articolo, questo il link  per gli aggiornamenti). Dunque, anche se lo sarà (come avevamo già previsto in tempi non sospetti), Ostia non è stata ancora commissariata per altri 6 mesi. Certo sarebbe un problema se l'attuale Prefetto della commissione straordinaria di Ostia, Domenico Vulpiani, accettasse la candidatura a sindaco del comune di Manciano (elezioni a maggio 2017) in quota PD. In tal caso il Presidente Mattarella dovrebbe fare un nuovo decreto nei tempi giusti.

LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MININISTRI
Il Consiglio dei Ministri è stato convocato giovedì 29 dicembre 2016 alle ore 9,30 a Palazzo Chigi. All'ordine del giorno, risultavano i seguenti argomenti:

  • Nomina dei Sottosegretari di Stato;
  • DECRETO-LEGGE: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative;
  • DECRETO LEGISLATIVO: Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino-Alto Adige ;
  • LEGGI REGIONALI

Dal comunicato stampa invece si legge che il 29 dicembre 2016 il Consiglio dei ministri si è riunito alle ore 9.42 a Palazzo Chigi ed è terminato alle ore 11.07. Appena 85 minuti, in cui però si è discusso, fuori 'sacco', molto di più di quanto previsto e cioè i seguenti argomenti:

  • NOMINA DEI SOTTOSEGRETARI DI STATO
  • PROROGA DI TERMINI (decreto 'Milleproproghe)
  • ULTERIORI INTERVENTI PER REGIONI COLPITE DA STATI D’EMERGENZA
  • ATTUAZIONE DELLO STATUTO DEL TRENTINO-ALTO ADIGE
  • SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MARANO E PROROGA DELLA GESTIONE STRAORDINARIA DEL X MUNICIPIO DI ROMA CAPITALE
  • NOMINE (Commissario straordinario discariche abusive; Commissario straordinario del Governo per l’asse ferroviario Torino - Lione)
  • REFERENDUM ABROGATIVI SUL JOBS ACT
  • LEGGI REGIONALI E CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE

In particolare si legge, tra i tre sottosegretari dell'Interno, il nome di Filippo Bubbico (PD), Viceministro dell'Interno sotto il Ministro Angelino Alfano sia nel Governo Letta che nel Governo Renzi. Filippo Bubbico il 7 novembre 2013 partecipò ad Ostia, a sostegno dell'operato di Andrea Tassone (poi arrestato per Mafia Capitale), a un discutibile Consiglio del X Municipio il cui ordine del giorno verteva 'sul contrasto alla criminalità organizzata'. Sentire oggi le dichiarazioni rilasciate dai vari esponenti, fa venire la pelle d'oca.

IL CASO DI FILIPPO BUBBICO (PD)
Bubbico quel 7 novembre del 2013 non era da solo. A dare sostegno a Tassone c'erano infatti (tutti legati al PD) anche il sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Giuseppe Berretta, il presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio Giampiero Cioffredi, l’assessore alle periferie e lavori pubblici di Roma Capitale Paolo Masini, la delegata alla sicurezza di Roma Capitale Rossella Matarazzo (oggi primo dirigente del Commissariato di Ostia), l’avvocato generale di Roma Capitale Rodolfo Murra e il capogruppo del PD dell’aula Giulio Cesare di Roma Capitale, Francesco D'Ausilio (di recente, rinviato a giudizio sempre per mafia Capitale). Bubbico tornerà ad Ostia il 30 marzo 2015 subito dopo le dimissioni di Tassone (18 marzo 2015) sostenendo ancora una volta l'operato del PD e rilasciando queste dichiarazioni: "A Ostia non serve l'esercito, ma buona politica, meno parole e più fatti, buona amministrazione e impegno dell'imprenditoria onesta e legale per sconfiggere la penetrazione criminale in un settore economico particolarmente appetibile". Peccato che sempre il 18 marzo 2015 il Procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, avesse già firmato gli arresti in carcere di Tassone, poi divenuti 'domiciliari' il 4 giugno 2015. Davvero Bubbico non sapeva nulla?
Strano, perchè il 27 agosto 2015, cioè 5 mesi dopo, Alfano (di cui Bubbico era sottosegretario) sottopose al Presidente Mattarella la relazione con la richiesta di commissariamento per Ostia, citando fatti e circostanze che coinvolgevano anche Tassone. Addirittura quei fatti erano narrati dal Prefetto di Roma, Franco Gabrielli (dal 29 aprile 2016, Capo della Polizia) all'interno della relazione al Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, "sull'esito delle verifiche disposte su Roma Capitale", datata 8 luglio 2015 (Prot. n. 3341/2015/SDS).
Filippo Bubbico e non il neo-ministro dell'Interno, Marco Minniti, è dunque il vero artefice della proposta di proroga. Del resto la notizia della proroga era già nota dal 5 dicembre 2016, sia al PD che al M5S, compresa Alleanza Nazionale. Infatti prima della seduta del Consiglio dei Ministri n.143, in cui l'ex-Presidente Matteo Renzi annunciò di voler comunicare le proprie dimissioni dopo il disastroso esito referendario, si parlò già della proroga di Ostia, tutti convenendone l'opportunità.

MAFIA O NON MAFIA?
Il problema vero è che dopo 16 mesi a Ostia non si è scoperto proprio un bel nulla. La magistratura giudicante ha snellito di parecchio i teoremi della magistratura inquirente e non sono emersi appalti, infiltrazioni, connivenze politiche nuove a quelle già dettagliate nelle indagini di 3 anni fa. Il PD è scappato da Ostia lasciando nei punti strategici alcune sue pedine a presidiare un territorio su cui ha molti interessi. Ora, in particolare, si aprirà la stagione balneare e si dovranno fare i nuovi bandi per l'assegnazione delle spiagge libere attrezzate, così come arriveranno a sentenza i primi processi tra cui quello di Mafia Capitale. Il commissariamento non ha scalfito la struttura amministrativa se non appesantendola di ulteriori controlli 'antimafia'. Ben vengano questi, anche con la proroga del commissariamento, perchè se c'è una cosa che fa gola alle mafie sono gli appalti pubblici e chi aveva le mani dentro gli appalti pubblici ad Ostia era proprio il PD. Insomma, vuoi vedere che Bubbico ha lanciato un boomerang? Noi cittadini aspettiamo con divertimento. A Carnevale ogni scherzo vale.

25 novembre 2016

IL FINTO GIORNALISMO DI FEDERICA ANGELI

Ora è chiaro: non si tratta solo di Repubblica ma è proprio iniziativa di questa finta giornalista e dei suoi 'amici' a partire da un indecente presidente della FNSI (Giulietti). Il Teatro Fara Nume non è mai andato a fuoco e i Carabinieri hanno già escluso piste suggestive come la 'mafia'. Dopo 2 giorni questa finta giornalista riesce ancora a dire bugie per sostenere i suoi interessi. Su Rai1. Disgustoso. Era presente anche Enzo Iacopino, presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti.
Se volete sapere la verità e non bugie, a questo link troverete tutto, dal racconto del cronista de Il Messaggero cui la Rai ha scippato le immagini al racconto della titolare del locale incendiato.

 
Il finto giornalismo di federica angeli from Andrea Schiavone on Vimeo.

12 novembre 2016

RENZI HA TOLTO LA BANDIERA EUROPEA VIOLANDO LA COSTITUZIONE

Renzi parla di 'casta' mentre fa
affari (politici) con Verdini
Matteo Renzi, togliendo nel suo video la bandiera europea (1), non ha violato un semplice regolamento (come la stampa ha fatto notare) ma ha violato la Costituzione, come spiegheremo di seguito. Per questo motivo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, deve intervenire sul comportamento del Presidente del Consiglio dei Ministri, che, con tale atto, ha anche commesso il reato di abuso di ufficio (previsto dall'art.323 del Codice Penale). Infatti Renzi, salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, nelle vesti di Presidente del Consiglio e nel pieno svolgimento delle sue funzioni, ha violato la Legge 5 febbraio 1998, n. 22 "Disposizioni generali sull'uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea" (2), che è attuazione dell'articolo 12 della Costituzione e ha intenzionalmente procurato a sé un ingiusto vantaggio patrimoniale arrecando a tutti i cittadini italiani un danno nei confronti dell'Europa.
Procediamo con ordine.

La suddetta Legge n. 22 del 1998 ha introdotto il concetto fondamentale che la bandiera europea deve accompagnare quella italiana in tutte le sedi istituzionali. Solo nel 2000 è stato regolamentato l’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici (3). Insomma, le due bandiere, in attuazione dell'articolo 12 della Costituzione e in conseguenza dell'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, devono sempre essere esposte insieme: questo dice la Legge che espande appunto l'articolo 12 della Costituzione nella sua forma attuativa. Le bandiere non sono di Renzi perchè la Costituzione non è di Renzi e perchè la bandiera Italiana non è un arredo delle sale istituzionali (Renzi rischia anche per tale azione il reato di vilipendio alla bandiera). Neppure la bandiera europea è di Renzi finchè l'Italia rimane in Europa. In altre parole, l'art.87 della Costituzione (articolo che elenca i poteri del Presidente della Repubblica) impone a Mattarella di intervenire su Renzi, perchè (comma 1) Mattarella "rappresenta l'unità nazionale" e non deve proteggere le guasconate di Renzi. Pensate voi se un preside di una scuola togliesse la bandiera europea cosa accadrebbe!

Quindi mentre Renzi fa con i nostri soldi propaganda referendaria per il suo partito (il PD), mentre gioca il doppio ruolo di Primo Ministro e Segretario del PD, mentre parla di modificare la Costituzione violandone sottobanco l'attuazione dell'articolo 12, mentre Renzi fa tutto questo riesce anche ad arrecare offesa alla bandiera italiana trasformandola in una sorta di dubbio scenario 'patriottico' per le sue beghe personali contro l'Europa. Ben 6 bandiere italiane, non una, come previsto da regolamento. Renzi non è l'Italia, Renzi (dovrebbe) rappresentare l'Italia, quella del SI e quella del NO, quella che vota PD ma anche quella che non vota PD. E' tutta farina di Renzi questa enorme 'cazzata' della bandiera scomparsa, come la ha definita il suo compagno di partito, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e candidato alla segreteria nazionale del PD?
Secondo Rossi dietro la sparizione della bandiera europea e la moltiplicazione di quella italiana c'è lo zampino di Jim Messina, 47enne americano, che ha curato la campagna elettorale prima di Obama Barack e ora di Hillary Clinton. Di certo Jim Messina ha stretto un contratto con Renzi di ben 400mila euro per cercare di far vincere il SI al quesito referendario, soldi che saranno scuciti dai gruppi di Camera e Senato del PD (cosa che sta creando non pochi attriti interni).

Insomma, il referendum costituzionale è di tale importanza che Renzi non vuole badare ne a spese ne
Renzi fa anche lo 'spiritoso'
vuole evitare comportamenti scorretti. Renzi sta dimostrando che per i suoi interessi personali è capace di violare la Legge e la Costituzione, di dileggiare la bandiera italiana come carta da parati, utilizzata per la sua immagine. Renzi, prima del video, già si era presentato in più di una conferenza stampa facendo togliere la bandiera europea. Ora Mattarella non può dire di non sapere: che farà? Consentirà a chiunque di poter togliere la bandiera europea dalle sedi istituzionali elencate nella legge e nel regolamento sopra citati? Consentirà a chiunque di apparire (nelle sedi istituzionali) con scenari tricolori creati ad arte? Mattarella difenderà la Costituzione e l'Italia difendendone l'emblema più semplice e cioè la bandiera, o meglio, le bandiere, oppure resterà a guardare cosa fa il pupillo di Napolitano, suo predecessore? Per avere una risposta, invierò questo scritto alla Presidenza della Repubblica, così, per gioco, proprio come sta facendo Renzi con la Costituzione.


(1) 9 novembre 2016, durante l'ultimo "episodio" della fiction #matteorisponde (la sua propaganda in video pubblicata sui social network)
(2) Legge 5 febbraio 1998, n. 22, "Disposizioni generali sull'uso della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 1998)
Art. 1.
1. La presente legge detta, in attuazione dell'articolo 12 della Costituzione e in conseguenza dell'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, disposizioni generali in materia di uso ed esposizione della bandiera della Repubblica italiana e di quella dell'Unione europea, fatte salve le disposizioni particolari sull'uso delle bandiere militari.
(3) Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2000, n. 121
Regolamento del governo sull’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici (Pubblicato nella Gazz. Uff. 16 maggio 2000, n. 112)
Capo III - Esposizione delle bandiere all'interno degli uffici pubblici, artt. 6 e 7

8 novembre 2016

OSTIA, MAFIA: ESPOSITO (PD) RINVIATO A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE. IL RETROSCENA.

Stefano Esposito, un politico piccolo piccolo
Aveva dato del mafioso al consigliere regionale Davide Barillari (M5S) provando a nascondersi dietro l'immunità parlamentare. Oggi, 8 novembre 2016, Stefano Esposito (senatore PD di Moncalieri, feudo piemontese della 'ndrangheta) è stato rinviato a giudizio e dovrà affrontare un regolare processo. Pronte altre denunce da chi è stato insultato da Esposito durante il suo breve e inutile mandato di Commissario del PD di Ostia. Infatti nel periodo che va dal 22 febbraio 2015 al 25 settembre 2016, Esposito ha dato del 'mafioso' a imprenditori, associazioni, cittadini, accusando addirittura in TV il vice prefetto di Ostia, Rosalba Scialla, rea di proteggere gli abusi a Ostia: "io trovo sconcertante che uno dei tre prefetti tenti di bloccare l'azione della polizia giudiziaria nella verifica degli abusi" (minuto 2:39). Insinuazioni, chiacchiere, rumore e inutile caciara, come polvere sul comodino, da parte di questo senatTore della Repubblica Italiana
Un linguacciuto e ciarliero personaggetto della politica, voluto da Renzi per "ridare orgoglio al PD di Ostia", spalleggiato da Federica Angeli. giornalista  di Repubblica (lo definisce il "mio eroe" ed insulta quotidianamente, anche lei, il M5S), di cui abbiamo parlato già in precedenti occasioni:
  • firme false raccolte per Alessandra Mussolini (link)
  • condannato due volte per diffamazione contro i No-TAV  (link 1) (link 2)
  • coinvolto nei fatti di 'ndrangheta accaduti a Moncalieri (link)
  • molto 'interessato alle concessioni delle spiagge di Ostia (link)
  • difensore del circolo PD di nuova Ostia che non ha mai pagato il canone al Comune di Roma (link)
e tanto altro ancora (ha bestemmiato pubblicamente in Aula Giulio Cesare, ha cantato per radio "Roma Merda", etc.).
Ora attendiamo con serenità il giudizio anche se riteniamo che sarà un po' difficile che Esposito riuscirà a provare in Tribunale che Barillari e il M5S sono collusi con la mafia anche perché dalle ultime sentenze ad Ostia la mafia non c'è, ma solo associazioni a delinquere di tipo criminale. Ritengo personalmente che il M5S debba costituirsi parte civile al processo e ristabilire una verità fino in fondo su Ostia ricordando, in questo difficile momento della vita politica del paese, cosa scrisse Renzi di Esposito: la "disponibilità di un 'duro' come il senatore Stefano Esposito ... è una opportunità di riscatto non solo per il Partito democratico, ma che il Partito democratico offre, a testa alta e a viso aperto, a tutta l'Italia".


3 novembre 2016

L'ODG APRE UN FASCICOLO SU FEDERICA ANGELI (LA REPUBBLICA)

Con protocollo n.6037 del 3 novembre 2016 il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti ha aperto un fascicolo su Federica Angeli, giornalista del quotidiano La Repubblica.
Il segretario Paolo Pirovano, così scrive all'ordine regionale: "Si trasmette per opportuna conoscenza e per quanto di competenza, la segnalazione a firma di Andrea Schiavone". La segnalazione è quella di un mese fa esatto (prot. n.5506 del 3 ottobre 2016), inviata al Consiglio di Disciplina presso l'Ordine dei Giornalisti di Roma/Lazio. Gravissimo il contenuto dell'articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica, costruito per la difesa dell'ex presidente del X Municipio, Andrea Tassone (PD, arrestato per 'Mafia Capitale' e oggi sotto processo a piede libero). La Angeli con la sua consorteria di Facebook (p.es., Davide Chiarantini, sedicente ex appartenente alla Gdf, che gestisce la sua pagina pubblica di Facebook) ha difeso nell'articolo l'operato di 2 testimoni chiamati nel processo di 'Mafia Capitale' dalla difesa di Andrea Tassone: Andrea Storri (PD, coordinatore della campagna elettorale di Tassone ed ex Assessore al Bilancio sempre sotto Tassone) e Claudio Saccotelli. Quest'ultimo, a suo tempo chiamato da Tassone come direttore del X Municipio, non solo risulta coinvolto nell'illecito bando di gara per le spiagge libere attrezzate di Ostia su cui si è duramente espressa l'Autorità Nazionale Anticorruzione dopo l'esposto di LabUr, ma risulta anche indagato (1) per presunti e gravi illeciti amministrativi nella gestione della pedonalizzazione del lungomare di Ostia (mancata attribuzione di oltre 500mila euro per l'occupazione di suolo pubblico) voluta da Tassone (anch'esso indagato nello stesso processo).
Inutile dire che quella pedonalizzazione fu sostenuta dalla giornalista Federica Angeli ('Viva la pedonalizzazione!"). Attendiamo senza fretta l'esito della segnalazione per violazione degli artt. 2 e 8 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista. Ricordiamo che compete all'Ordine dei Giornalisti far osservare la deontologia della professione ai propri iscritti. Nel caso di un comportamento ritenuto scorretto da parte di un giornalista, si può presentare un esposto all'Ordine regionale presso il quale risulta iscritto il giornalista che, tramite il Consiglio di disciplina territoriale, valuterà la sussistenza o meno della violazione del codice professionale. Singolare il fatto che, dopo un mese, non risponda l'Ordine dei Giornalisti di Roma/Lazio (cui è iscritta la Angeli) ma il Consiglio Nazionale, il cui presidente è Enzo Iacopino, il cui mandato sarebbe scaduto a maggio 2016 se il Governo Renzi non avesse fatto il solito piccolo emendamento che consente a Iacopino di restare in carica fino al 31 dicembre 2016 (2). Sono certo a questo punto che Iacopino eserciterà la sua funzione al servizio di una corretta e veritiera informazione concepita come diritto dei singoli e della collettività nei confronti di una giornalista che da 3 anni riceve in continuazione denunce su denunce per diffamazione ed altro ancora.

(1) - Il Messaggero, 1 novembre 2016
(2) - Art. 12 quater del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 302 del 30 dicembre 2015), coordinato con la legge di conversione 25 febbraio 2016, n. 21 (in Gazzetta Ufficiale - alla pag. 1), recante: "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.". (16A01640) (GU Serie Generale n.47 del 26-2-2016)

27 ottobre 2016

TERREMOTO PD ROMA: LA FINE DI ORFINI E DEL COMMISSARIAMENTO

La ridicola campagna elettorale di Orfini
Lo ha comunicato il 6 ottobre l'On. Lorenzo Guerini, portavoce e Vice Segretario del PD Nazionale: "Come prevede l'art.17 dello Statuto Nazionale, il 25 settembre 2016 è terminato il Commissariamento della Federazione del PD di Roma". Con Orfini, nominato da Matteo Renzi il 4 dicembre 2014 Commissario PD Roma, a seguito delle gravi e ripetute violazioni delle norme dello Statuto, del Codice Etico e dei Regolamenti compiute a Roma ed emerse con Mafia Capitale, cadono anche i sub commissari come Stefano Esposito (Ostia), Gennaro Migliore (Tor Bella Monaca) e Antonio Funiciello (Parioli). A Orfini restano solo 'poteri ordinari di gestione' ed il compito di organizzare il Congresso per la elezione del Segretario e degli Organismi della federazione del PD Roma il prossimo febbraio. Quali conseguenze? Riprenderà la democrazia dentro il Partito Democratico?
Di certo Orfini ha utilizzato il commissariamento per fini politici sbagliando tutto, basta vedere il caso delle dimissioni forzate di Ignazio Marino, il flop di Roberto Giachetti con la sberla presa dal M5S o la deserta festa de l'Unità di Pietralata al centro sportivo Fulvio Bernardini resa viva solo dalla pastasciuttata solidale per le popolazioni colpite dal terremoto.
Già il 20 maggio 2016 il Tribunale Civile di Roma, accogliendo le istanze di alcuni iscritti del Pd romano, aveva sospeso la delibera di riorganizzazione della Federazione romana del Partito Democratico, adottata dal Commissario Matteo Orfini il 27 settembre del 2015 e relativa al tesseramento, organizzazione dei Circoli, attribuzione di nuovi poteri all’organo esecutivo nell’ipotesi di irregolarità nel tesseramento ed attribuzione di nuovi poteri allo stesso Commissario.
A Orfini ora non resta che piangere sul latte versato: di certo scomparirà dopo il Congresso se non prima con l'esito del referendum costituzionale del 4 dicembre. Con lui si azzerano anche le 'protezioni' finora rivolte a una certa consorteria come quelle per la giornalista di Repubblica, Federica Angeli che definì Orfini ed Esposito "i miei eroi". Dopo la fine di Andrea Tassone (PD, arrestato per Mafia Capitale e definito dalla Angeli, "la miglior amministrazione mai vista"), quella attuale di Orfini ed Esposito, trema Renzi, a suo tempo 'elogiato' dalla Angeli. Ne riparleremo il 4 dicembre.

24 ottobre 2016

OSTIA E LA FALKIRK WHEEL

Non è fantascienza, è Scozia ma non è Ostia. Un sistema di sollevamento idraulico che unisce due canali navigabili, superando un dislivello di 24 metri con un consumo di soli 1.5 kWh per ogni sollevamento (circa 7 minuti). Serve per unire il "Forth and Clyde Canal" con quello chiamato "Union Canal" (collegano Glasgow con Edinburgh). Una vera attrattiva turistica, che valorizza il territorio, permettendo viaggi in barca e tanto altro ancora (anche il raggiungimento del vallo Antonino).
E' costata circa 19 milioni di euro (17,5 milioni di sterline), inclusa in un progetto più ampio di quasi 90 milioni di euro (78 milioni di sterline) per rendere internamente navigabile la Scozia. In 13 anni (dal 2002, data di inaugurazione) ha avuto circa 5,5 milioni di visitatori (una media di 423 mila all'anno). Da noi, il Piano di Risanamento Idraulico del Municipio X è stato stimato da Risorse per Roma in 644 milioni di euro, non si è mai fatto ne si farà e gli Scavi di Ostia Antica fanno (2015) 320mila visitatori all'anno, meno di quelli della Falkirk Wheel.
Questo il risultato della disastrosa politica del territorio negli ultimi 25 anni.
IL FUNZIONAMENTO IN UN VIDEO
Tra i due canali ci sono 35 metri di dislivello che prima venivano superati mediante 11 chiuse (oggi diventate solo 2 a coprire i restanti 11 metri rimanenti dopo il sollevamento della ruota).