Nessuno dice che Rosy Bindi (PD) occupa da oltre 5 mesi senza alcun titolo la presidenza della Commissione Antimafia e che Alfonso Sabella è un magistrato ancora a spasso e criticato dalla Unione delle Camere Penali (una associazione di penalisti cui aderiscono 131 Camere Penali territoriali a cui sono iscritti più di 8.000 avvocati penalisti). L'occasione per parlarne ce la offre Bruno Vespa.
Della puntata di mercoledì 6 aprile di Porta a Porta con l’intervista del figlio di Totò Riina, rimane impressa solo la frase dell’avvocato Luigi Li Gotti: “E' fallita l'antimafia, in Italia. E' fallita l'antimafia. Perché è diventata una professione. La professione dell'antimafia... e si fanno carriere sull'antimafia.”
Li Gotti è considerato il legale dei pentiti, quello che si faceva un vanto di concordare il processo coi PM, di offrirgli pentiti collaborativi e materiale per condanne da ergastolo. In una parola, mentre i difensori cercavano di sbugiardare i pentiti, Li Gotti era lì per legittimarli. Li Gotti conosce bene il mondo della magistratura, quello politico e quello criminale per potersi esprimere con chiarezza sul mondo dell’antimafia. A questo mondo dell’antimafia risponde più di tutti il magistrato Alfonso Sabella, auto definitosi un ‘mafia hunter’, che continua a interpretare per il solo PD il ruolo dell’antimafioso per eccellenza, forse anche per rifarsi una verginità dopo essere stato indagato per le torture dei Genova del G8.
Lo stesso giorno, alla stessa ora in cui parlava Li Gotti, non davanti a un milione di persone ma a circa 100 fedeli del PD mafioso di Ostia, dentro il Teatro del Lido (a Ostia), l'On.le Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, sosteneva che "l'antimafia è un mestiere". Ricordiamo che Rosy Bindi, presidente del PD dal 2009 al 2013, eletta nel ruolo attuale il 22 ottobre 2013, ha vissuto in prima persona la scelta imposta dal PD che ha portato il 22 aprile 2013 alla distruzione delle intercettazioni tra l'allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e Nicola Mancino, fulcro inquietante della trattativa Stato-Mafia. A ricevere i maggiori vantaggi di tale affermazione della Bindi ("l'antimafia è un mestiere"), sempre lui, Alfonso Sabella, che presso il Teatro del Lido stava presentando il suo ultimo libro, proponendosi come l'esperto dell'antimafia in Italia, ma cadendo in strafalcioni madornali come quello di aver scritto essere Nazzareno Fasciani il figlio di Carmine e non il fratello. A Ostia una simile sciocchezza non la scriverebbe neppure il collaboratore non pagato di un giornalino di quartiere. Neppure il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, lo ha corretto, lei, che disse appunto nel 2013 "di non capire nulla di mafia". Lei, Rosy Bindi, che secondo la legge 19 luglio 2013, n. 87 (articolo 2, comma 2) non potrebbe più essere dal 22 ottobre 2015 presidente della Commissione Antimafia. (1)
In realtà il problema più grande è rappresentato dalla figura di Alfonso Sabella, come ha anche rilevato l'Unione delle Camere Penali. Uno squilibrio tra politica e magistratura, che ha finito con il produrre l’insopportabile sovrapposizione e contaminazione fra i diversi poteri dello Stato. Una prassi degenerativa assai pericolosa per gli equilibri democratici ed istituzionali.
L’assunzione da parte della politica di magistrati antimafia (come si definisce Sabella) all’interno delle amministrazioni territoriali, addirittura approvata dal CSM e sospinta da un certo favore popolare, è al di fuori di ogni regolamentazione legislativa. Da un lato assistiamo a una magistratura che si insedia all'interno della politica legittimando se stessa come unica garante della legalità, e dall'altro a una politica che dimostra con tali scelte di voler delegittimare se stessa affermando la propria inadeguatezza e la propria incapacità di perseguire la legalità con i suoi propri strumenti e con le sue proprie forze. Di questo se ne fa principale interprete il PD e l’utilizzo di Alfonso Sabella è in queste senso eclatante. Un esempio su tutti.
Nel suo ultimo libro, parlando di Ostia come ‘territorio mafioso’ dove lui è stato inviato dal sindaco Marino per ripristinare la legalità dopo l’arresto per Mafia Capitale dell’ex-presidente del Municipio X, Andrea Tassone (PD), Sabella riferisce di un episodio avvenuto in un campo Rom, presso Acilia. Sabella racconta di esser stato accompagnato nel sopralluogo da Emanuela Droghei, moglie di Francesco D’Ausilio, entrambi del PD e, rispettivamente, (al tempo) Assessore alle Politiche Sociali della giunta municipale Tassone e capogruppo capitolino appunto del PD. Sabella scrive: "Ci siamo tutti insomma a verificare cos'è successo e a portare solidarietà a quei disgraziati, vivi per miracolo. Del resto sono in una giunta di sinistra. E' normale preoccuparsi dei più deboli, delle persone meno integrate nel contesto sociale".
Sabella, che è stato nominato Assessore alla Legalità per arginare lo scandalo del PD coinvolto in Mafia Capitale, che doveva affrontare profonde indagini all’interno delle cooperative sociali gestite da Buzzi e Carminati con i favori del PD romano, che doveva (da magistrato) guardarsi attorno per evitare di essere ‘contaminato’ da una politica corrotta (D’Ausilio si è dimesso non per l’inchiesta su Marino ma per le innumerevoli intercettazioni in cui si fa il suo nome dentro le indagini di Mafia Capitale), si prostra dopo 16 mesi dallo scandalo di Mafia Capitale ancora alla politica, ancora al PD. La Droghei e D’Ausilio non sono mai citati nel suo libro se non per l’episodio di cui sopra. Il fatto del campo Rom si riferisce al 27 dicembre 2014, appena 5 giorni dopo la sua nomina ad assessore comunale. Dopo 16 mesi, Sabella dimentica invece, scrivendo il suo libro, quanto emerso dalle indagini della Procura di Roma, cioè il coinvolgimento di Emanuela Droghei con le cooperative legate a Buzzi e quello di D’Ausilio con il porto di Ostia. Sabella, che rappresenta per il PD la legalità, non può insinuare il dubbio nel lettore che la coppia politica del PD più forte del Municipio X, seppur non indagata, sia stata parte del sistema visti i continui rapporti con personaggi come Mario Monge e Mauro Balini.
La domanda che segue nasce dunque spontanea: quale servizio offre alla lotta alle mafie un personaggio come Sabella che cura soltanto la comunicazione del PD nel tentativo di far dimenticare la responsabilità politica avuta in Mafia Capitale? Forse la risposta ce l’ha già data Luigi Li Gotti: l’antimafia è diventata una professione e, per la propria carriera, si fa di tutto. Lo conferma la sua 'compagna' Rosy Bindi: "l'antimafia è un mestiere". Buon lavoro, magistrato Sabella: il PD le sarà grato ma dica a Rosy Bindi che deve liberare la poltrona che occupa senza titolo.
(1) Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. (13G00130) (GU n.175 del 27-7-2013 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/07/2013 (lo stesso giorno dell'operazione Nuova Alba, che ha visto carcerare i Fasciani: coincidenza?)
articolo 2, comma 2 : "La Commissione e' rinnovata dopo il primo biennio dalla sua costituzione; i componenti possono essere confermati" ma la 'conferma' dal 22 ottobre 2015 non c'è mai stata.
10 aprile 2016
15 marzo 2016
IL FINTO GIORNALISMO DI FEDERICA ANGELI
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| Il padre di Federica Angeli, 'megafono' della figlia |
LE FALSITA' DI FEDERICA ANGELI
Il Municipio X è stato commissariato per mafia nel 2015 a seguito di comportamenti criminali del suo ex-presidente, Andrea Tassone. Federica Angeli ha sostenuto per lungo tempo che Tassone rappresentasse "la miglior amministrazione mai vista", tanto da essere premiata da Tassone stesso come, a livello municipale (!) "donna dell'anno 2013". Negli ultimi 3 anni ha definito “mafioso”, sia sulle pagine di La Repubblica sia social network, chiunque rivelasse le malefatte dell'ex-presidente. Il primo ad esser definito tale è stato il sottoscritto, colpevole, secondo la tesi della Angeli, di aver scritto a Tassone più sms minacciosi ai fini di una “estorsione”. Così scriveva la giornalista di La Repubblica: <<Andrea Schiavone, con un sms dai toni decisamente inequivocabili - "O mi dai l'assessorato al turismo e cultura più due persone a me vicine o ti combino un casino" - aveva preso di mira il presidente del Municipio X, Andrea Tassone, eletto nel maggio 2013. E, manco a dirlo, inferno fu. Tassone, l'amministratore preso di mira, verrà diffamato e denigrato con insulti e intimidazioni gravissime, sparati attraverso i social network. La reazione del presidente del Municipio sarà però l'esatto contrario di ciò che i suoi detrattori si aspettavano: col messaggio ancora ben visibile sullo schermo del cellulare si reca dai Carabinieri, ignorando quanto gli era stato minacciosamente richiesto>>.
LA VERITA' DEGLI ATTI PROCESSUALI
Federica Angeli ha inventato tutto, diffamando gravemente il sottoscritto mentre difendeva le malefatte di Andrea Tassone. La verità la racconta addirittura il difensore di Tassone, l’avvocato Fabiana Liberati: "... in data 15 luglio 2013, Andrea Tassone, unitamente ai sigg. Emanuela Droghei e Andrea Storri (membri della giunta del Municipio X), sporgeva denuncia-querela presso la Legione Carabinieri Lazio - Stazione di Ostia, contro Andrea Schiavone, come singolo e nella veste di rappresentante di varie organizzazioni di carattere politico, sociale e culturale, per aver posto in essere condotte consistenti in attacchi personali ed affermazioni diffamatorie che, oltre ad offendere l'onore ed il decoro di Andrea Tassone, ne hanno leso l'immagine e la reputazione". Dunque, secondo lo stesso Tassone e il suo Avvocato, nessuna minaccia, nessuna estorsione, è stata posta in essere dal sottoscritto, a differenza di quanto sostenuto sempre da Federica Angeli. Tant’è che lo stesso PM, Luca Palamara, ha aperto le indagini nei miei confronti per "diffamazione" (art. 595 co.2 c.p.). Tale procedimento penale è stato poi riunito ad un'altra denuncia di Tassone nei miei confronti (sempre per diffamazione, in data 19 novembre 2013) dal PM Sergio Colaiocco, che ha chiesto l'archiviazione in data 29 gennaio 2015, a cui Tassone, Droghei e Storri, non si sono mai opposti. Neppure il testo del sms sopra citato è stato riportato con correttezza da Federica Angeli, che ne ha mischiati due, tra più di 20 sms scambiati tra me e Tassone, estrapolando pertanto solo ciò che le serviva per diffamarmi gravemente. Tassone ha avuto la correttezza, a differenza della Angeli, di riportare esattamente il nostro scambio via sms nella denuncia, che si presenta dunque identico a quello da me riportato nella denuncia da me fatta contro Tassone. Dunque, quanto asserito negli ultimi 3 anni da Federica Angeli è pura invenzione della stessa, con il chiaro intento di diffamarmi gravemente.
Premiata da Tassone (arrestato nell’inchiesta “mafia capitale” denominata “Mondo di mezzo”), consapevole frequentatrice per anni con la sua famiglia (per sua stessa ammissione) dello stabilimento balneare dei Fasciani (condannati per 416bis) con alcuni dei quali aveva rapporti di rispetto e stima (“la prima persona a cui Sabrina Fasciani ha scritto dal carcere, dopo l'arresto a luglio, sono stata io”) e a cui riconosceva un “codice d'onore vero”, indagata per stalking, molestie, calunnia e diffamazione dal 2014, viene sbugiardata dagli atti processuali che palesano così la sua violazione delle norme di legge e, ancora più grave per una giornalista, del codice deontologico, che obbliga ad attenersi alla verità dei fatti. Nonostante questo (o forse proprio per questo), è diventata lo strumento di quella parte del PD, capitanata dal Presidente del Partito Democratico, On. Matteo Orfini, e dal Sen. Stefano Esposito (Commissario del PD Municipio X), che vuole cancellare le tracce del PD nella mafia di Ostia.
2 marzo 2016
ALTRI GUAI PER GLI 'AMICI' DI STEFANO ESPOSITO, COMMISSARIO PD DI OSTIA
Nuovo arresto per Ferdinando Lazzaro, amico di Esposito, imprenditore valsusino Sì Tav che avrebbe distratto ben 5 milioni di euro. La sua società, Italcoge, fu dichiarata fallita dal tribunale di Torino nel 2011. Lazzaro secondo l'accusa avrebbe effettuato prelievi contanti per complessivi 2.262.000 euro, tra il 2007 ed il 2011, dai conti correnti sociali per scopi prettamente personali, dal banco del casinò di Sain-Vincent alle spese per le vacanze sue o dei famigliari, a discapito dei creditori, fornitori e dipendenti. Esposito così scrisse a quel tempo: "io voglio esprimere la mia vicinanza umana e politica ai lavoratori e alle loro famiglie della Italcoge che in questo mese hanno lavorato in condizioni ambientali difficilissime, oggetto di insulti e minacce da parte di molti militanti No Tav e che oggi subiscono il colpo più duro, la perdita del lavoro e del reddito che li getta in una condizione di insicurezza. Mi auguro, e farò tutto quanto nelle mie possibilità, perché questi lavoratori possano al più presto avere una prospettiva occupazionale".
In realtà, a fregare i dipendenti, sembra fosse l'amico di Stefano Esposito, Ferdinando Lazzaro proprietario della Italcoge. 'Minacciato' e 'fallito', nel momento di difficoltà l’imprenditore Ferdinando Lazzaro sapeva cosa fare: chiamava i politici Pd e gli amministratori favorevoli alla Tav Torino-Lione e chiedeva loro aiuto. Non solo. Lazzaro aveva anche aderenze con personaggi politici e della pubblica amministrazione, utilizzate per volturale alla neo costituita Italcostruzioni licenze e autorizzazioni già nella disponibilità della fallita Italcoge. Insomma, da quello che emerge, Stefano Esposito favorì imprese non proprio cristalline per gli appalti della Tav. Così si fa la politica in Italia? In realtà così si favorisce solo la corruzione e le infiltrazioni della malavita all'interno del già complesso sistema degli appalti pubblici. Che schifo.
In realtà, a fregare i dipendenti, sembra fosse l'amico di Stefano Esposito, Ferdinando Lazzaro proprietario della Italcoge. 'Minacciato' e 'fallito', nel momento di difficoltà l’imprenditore Ferdinando Lazzaro sapeva cosa fare: chiamava i politici Pd e gli amministratori favorevoli alla Tav Torino-Lione e chiedeva loro aiuto. Non solo. Lazzaro aveva anche aderenze con personaggi politici e della pubblica amministrazione, utilizzate per volturale alla neo costituita Italcostruzioni licenze e autorizzazioni già nella disponibilità della fallita Italcoge. Insomma, da quello che emerge, Stefano Esposito favorì imprese non proprio cristalline per gli appalti della Tav. Così si fa la politica in Italia? In realtà così si favorisce solo la corruzione e le infiltrazioni della malavita all'interno del già complesso sistema degli appalti pubblici. Che schifo.
24 febbraio 2016
OSTIA E COMMISSIONE ANTIMAFIA: LA RISPOSTA ALL'ON. ROSY BINDI
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| Il comunicato stampa della Commissione Antimafia |
9 febbraio 2016
FEDERICA ANGELI E IL PASTICCIO DEL QUIRINALE
Dopo 50 giorni ancora non esiste alcuna pubblica evidenza dell'onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica Italiana (Sergio Mattarella) a Federica Angeli, giornalista del quotidiano La Repubblica. Si tratterebbe dell'onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI, serie VI, n.582) conferita 'motu proprio' da Mattarella il 21 dicembre 2015 ma resa nota solo sulla pagina facebook della giornalista e non sul sito del Quirinale. Un'onorificenza del tutto 'eccezionale', visto quello che prevede la legge (D.P.R. 31 ottobre 1952, Approvazione dello Statuto dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana, pubblicato nella Gazz. Uff. 29 novembre 1952, n. 277).
Non si capisce infatti (artt.1 e 2) per quali "benemerenze di segnalato rilievo" sia stata conferita l'onorificenza a Federica Angeli: nel campo delle lettere (perché giornalista) o per "attività svolte a fini sociali"? Le uniche informazioni ufficiali reperibili dal sito del Quirinale sono racchiuse in uno striminzito comunicato stampa uscito dopo la nostra richiesta di spiegazioni:
Il Presidente Mattarella ha ricevuto i giornalisti Federica Angeli e Paolo Borrometi
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale Federica Angeli e Paolo Borrometi, giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata.
Roma, 26 gennaio 2016
A prescindere dal fatto che il giornalista Paolo Borrometi ha 33 anni mentre sul sito del Quirinale si legge che "di norma non si possono conferire onorificenze in favore di cittadini italiani che non abbiano compiuto il 35° anno di età", a prescindere che Borrometi è un semplice giornalista pubblicista e non professionista (come tanti blogger in Sicilia che scrivono di mafia e sono minacciati) (1), il comunicato non parla di alcun conferimento, come invece accaduto in altre occasioni. Un esempio su tutti: l’eroico bangladese Sobuj Khalifa, per il quale (assieme ad altri) è stato fatto del Quirinale un comunicato stampa il 10 ottobre 2015 e poi organizzata la cerimonia di consegna delle onorificenze il 17 novembre 2015.
Inoltre poiché (artt. 4 e 5) "a nessuno può essere per la prima volta conferita onorificenza di grado superiore a quello di Cavaliere", il fatto che Mattarella abbia conferito a Federica Angeli il grado di Ufficiale (superiore a Cavaliere), avrebbe meritato nel comunicato almeno una breve spiegazione. Invece, nulla. Addirittura il dott. Giovanni Grasso (Consigliere per la Stampa e la Comunicazione, uno degli 11 Consiglieri di Mattarella), collega della Angeli e promotore dell'onorificenza, avrebbe direttamente comunicato il 21 gennaio 2016 il conferimento dell'onorificenza facendo un'eccezione a quanto previsto dagli artt. 6, 7 e 18, creando non poca confusione.
"Volevo solo dirti che da oggi sei Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Il presidente Mattarella ha deciso di darti questa onorificenza per ciò che sei e per quanto fai. Volevo essere io a dirtelo".
Personaggi della stampa italiana, molto amici di Federica Angeli, come Vittorio Zucconi (direttore dell'edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015), Giuseppe Giulietti (giornalista e politico, dal 15 dicembre 2015 presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani, FNSI), Giovanni Spampinato (direttore dell'osservatorio Ossigeno per l'Informazione) ed altri (compresa l'ANSA e l'AGI) hanno scritto di un'onorificenza di Cavaliere OMRI conferita il 21 gennaio 2016, quando invece si tratterebbe di Ufficiale OMRI il 21 dicembre 2015 (un mese prima). In pratica nessuno ha controllato una notizia passata su facebook e mai riportata dal Quirinale.
La data, oltre al grado di onorificenza, non è un dettaglio.
Premesso che le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione, e che soltanto le concessioni attraverso il 'motu proprio' presidenziale possono avvenire in qualunque data, c'è da notare che per il conferimento di qualsiasi onorificenza è necessaria una puntuale verifica di assenza di procedimenti penali in corso o conclusi con sentenza di condanna. Nel caso di Federica Angeli questo non è stato fatto o comunque non è stato tenuto in considerazione da Mattarella perché (e a raccontarlo è la stessa giornalista) alla data del 21 dicembre 2015 risultava (almeno) condannata in primo grado per diffamazione (2) e rinviata a giudizio per aver diffamato a mezzo stampa l'ex-vicecapo del Viminale (dott. Nicola Izzo) (3).
In tutto questo pastrocchio di democrazia e di privilegi concessi senza alcuna motivazione pubblica, si inseriscono le nostre comunicazioni con il Quirinale, avvenute tramite il dr. Costantino Del Riccio, che per il Quirinale ricopre l'incarico di Capo dell'Unità Speciale per la Documentazione e la Stampa. Il 22 gennaio 2016 (dunque il giorno dopo il finto annuncio dell'onorificenza a Cavaliere), scriveva: "... il Quirinale non ha diramato nessun comunicato sulla concessione dell’onorificenza alla signora Federica Angeli. Lunedì prossimo nell'apposita sezione del sito troverà il nominativo nell'aggiornamento settimanale fatto a cura dei competenti Uffici". Nessun aggiornamento è stato ancora fatto (dopo 50 giorni da quel 21 dicembre), anche se il Quirinale il 25 gennaio 2016 ribadiva: "l’insignita può fare uso del titolo e della decorazione relativa essendo già avvenuta la registrazione del decreto di concessione nell'albo dell’ordine. La pubblicazione sul sito che ha valenza esclusivamente conoscitiva ... seguirà nei prossimi giorni".
A questo punto attenderemo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e il previsto aggiornamento del sito del Quirinale. L'unica certezza la riponiamo nel Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che quando il 21 dicembre 2015 ha conferito l'eccezionale onorificenza a Federica Angeli, dribblando ogni regola, ha usato discrezionalità nel comunicarla preferendo che lo facesse la diretta interessata sulla sua pagina di facebook. Non solo, Mattarella, da buon meteorologo, prevedeva che il 20 gennaio 2016 e il 5 febbraio 2016 Federica Angeli comunicasse, sempre da facebook, la sua assoluzione nel rinvio a giudizio contro Izzo e nell'appello per la condanna subita. Sempre che questi siano i soli episodi di un pasticcio di comunicazione creato dal Quirinale.
(1) nr.839, categoria: pubblicisti, nome: BORROMETI PAOLO, nato: 01/02/1983, data iscrizione: 24/01/2013 (http://www.odgsicilia.it/Home/albo.asp?cognome=borometi)
(2) https://it-it.facebook.com/AngeliFederica/posts/1004868796238508
(3) https://it-it.facebook.com/AngeliFederica/posts/996633187062069
Non si capisce infatti (artt.1 e 2) per quali "benemerenze di segnalato rilievo" sia stata conferita l'onorificenza a Federica Angeli: nel campo delle lettere (perché giornalista) o per "attività svolte a fini sociali"? Le uniche informazioni ufficiali reperibili dal sito del Quirinale sono racchiuse in uno striminzito comunicato stampa uscito dopo la nostra richiesta di spiegazioni:
Il Presidente Mattarella ha ricevuto i giornalisti Federica Angeli e Paolo Borrometi
Comunicato
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale Federica Angeli e Paolo Borrometi, giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata.
Roma, 26 gennaio 2016
A prescindere dal fatto che il giornalista Paolo Borrometi ha 33 anni mentre sul sito del Quirinale si legge che "di norma non si possono conferire onorificenze in favore di cittadini italiani che non abbiano compiuto il 35° anno di età", a prescindere che Borrometi è un semplice giornalista pubblicista e non professionista (come tanti blogger in Sicilia che scrivono di mafia e sono minacciati) (1), il comunicato non parla di alcun conferimento, come invece accaduto in altre occasioni. Un esempio su tutti: l’eroico bangladese Sobuj Khalifa, per il quale (assieme ad altri) è stato fatto del Quirinale un comunicato stampa il 10 ottobre 2015 e poi organizzata la cerimonia di consegna delle onorificenze il 17 novembre 2015.
Inoltre poiché (artt. 4 e 5) "a nessuno può essere per la prima volta conferita onorificenza di grado superiore a quello di Cavaliere", il fatto che Mattarella abbia conferito a Federica Angeli il grado di Ufficiale (superiore a Cavaliere), avrebbe meritato nel comunicato almeno una breve spiegazione. Invece, nulla. Addirittura il dott. Giovanni Grasso (Consigliere per la Stampa e la Comunicazione, uno degli 11 Consiglieri di Mattarella), collega della Angeli e promotore dell'onorificenza, avrebbe direttamente comunicato il 21 gennaio 2016 il conferimento dell'onorificenza facendo un'eccezione a quanto previsto dagli artt. 6, 7 e 18, creando non poca confusione.
"Volevo solo dirti che da oggi sei Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Il presidente Mattarella ha deciso di darti questa onorificenza per ciò che sei e per quanto fai. Volevo essere io a dirtelo".
Personaggi della stampa italiana, molto amici di Federica Angeli, come Vittorio Zucconi (direttore dell'edizione web di Repubblica dalla creazione fino al 2015), Giuseppe Giulietti (giornalista e politico, dal 15 dicembre 2015 presidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani, FNSI), Giovanni Spampinato (direttore dell'osservatorio Ossigeno per l'Informazione) ed altri (compresa l'ANSA e l'AGI) hanno scritto di un'onorificenza di Cavaliere OMRI conferita il 21 gennaio 2016, quando invece si tratterebbe di Ufficiale OMRI il 21 dicembre 2015 (un mese prima). In pratica nessuno ha controllato una notizia passata su facebook e mai riportata dal Quirinale.
La data, oltre al grado di onorificenza, non è un dettaglio.
Premesso che le concessioni delle onorificenze hanno luogo il 2 giugno, ricorrenza della fondazione della Repubblica, e il 27 dicembre, ricorrenza della promulgazione della Costituzione, e che soltanto le concessioni attraverso il 'motu proprio' presidenziale possono avvenire in qualunque data, c'è da notare che per il conferimento di qualsiasi onorificenza è necessaria una puntuale verifica di assenza di procedimenti penali in corso o conclusi con sentenza di condanna. Nel caso di Federica Angeli questo non è stato fatto o comunque non è stato tenuto in considerazione da Mattarella perché (e a raccontarlo è la stessa giornalista) alla data del 21 dicembre 2015 risultava (almeno) condannata in primo grado per diffamazione (2) e rinviata a giudizio per aver diffamato a mezzo stampa l'ex-vicecapo del Viminale (dott. Nicola Izzo) (3).
In tutto questo pastrocchio di democrazia e di privilegi concessi senza alcuna motivazione pubblica, si inseriscono le nostre comunicazioni con il Quirinale, avvenute tramite il dr. Costantino Del Riccio, che per il Quirinale ricopre l'incarico di Capo dell'Unità Speciale per la Documentazione e la Stampa. Il 22 gennaio 2016 (dunque il giorno dopo il finto annuncio dell'onorificenza a Cavaliere), scriveva: "... il Quirinale non ha diramato nessun comunicato sulla concessione dell’onorificenza alla signora Federica Angeli. Lunedì prossimo nell'apposita sezione del sito troverà il nominativo nell'aggiornamento settimanale fatto a cura dei competenti Uffici". Nessun aggiornamento è stato ancora fatto (dopo 50 giorni da quel 21 dicembre), anche se il Quirinale il 25 gennaio 2016 ribadiva: "l’insignita può fare uso del titolo e della decorazione relativa essendo già avvenuta la registrazione del decreto di concessione nell'albo dell’ordine. La pubblicazione sul sito che ha valenza esclusivamente conoscitiva ... seguirà nei prossimi giorni".
A questo punto attenderemo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e il previsto aggiornamento del sito del Quirinale. L'unica certezza la riponiamo nel Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che quando il 21 dicembre 2015 ha conferito l'eccezionale onorificenza a Federica Angeli, dribblando ogni regola, ha usato discrezionalità nel comunicarla preferendo che lo facesse la diretta interessata sulla sua pagina di facebook. Non solo, Mattarella, da buon meteorologo, prevedeva che il 20 gennaio 2016 e il 5 febbraio 2016 Federica Angeli comunicasse, sempre da facebook, la sua assoluzione nel rinvio a giudizio contro Izzo e nell'appello per la condanna subita. Sempre che questi siano i soli episodi di un pasticcio di comunicazione creato dal Quirinale.
(1) nr.839, categoria: pubblicisti, nome: BORROMETI PAOLO, nato: 01/02/1983, data iscrizione: 24/01/2013 (http://www.odgsicilia.it/Home/albo.asp?cognome=borometi)
(2) https://it-it.facebook.com/AngeliFederica/posts/1004868796238508
(3) https://it-it.facebook.com/AngeliFederica/posts/996633187062069
3 febbraio 2016
OSTIA: L'IMMONDO FANGO DEL PD SULLA POLIZIA DI STATO
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| Federica Angeli (Repubblica) |
Dunque, se la giornalista e l'ex-consigliere sono credibili, facciano nomi e cognomi. Altrimenti infangare in questa maniera l'ex-dirigente Antonio Franco e l'operato dei suoi uomini è semplicemente un reato.
(1) mercoledì 3 febbraio 2016, ore 14:51
https://www.facebook.com/AngeliFederica/posts/1003922366333151
(2) mercoledì 3 febbraio 2016, ore 14:17
https://www.facebook.com/giovanni.zannola/posts/10208750144700993
(3) pag. 460 di 834, Relazione della Commissione di accesso presso Roma Capitale, decreto Prefetto di Roma 15/12/2014, n.292944/2014
(4) - PEC del 27 gennaio 2016 -
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ALLA CANCELLERIA DELL’ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA
ITALIANA
Ill.mo Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella,
forte è lo stupore davanti al conferimento dell'onorificenza
di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (serie VI, n.582)
a Federica Angeli, giornalista del quotidiano La Repubblica, avvenuto il 21
dicembre 2015 tramite Suo motu proprio e reso pubblico solo su Facebook, con il
coinvolgimento del Consigliere Giovanni Grasso.
In attesa di leggerne la pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale, segnaliamo che la consueta e puntuale verifica di assenza di
procedimenti penali in corso o conclusi con sentenza di condanna, non
sembra esser stata eseguita nei confronti della giornalista. Sono a
tutti noti i molteplici procedimenti penali di Federica Angeli, da lei stessa
raccontati, come p.es. il recente rinvio a giudizio per aver diffamato a mezzo
stampa l'ex-vicecapo del Viminale (dott. Nicola Izzo), assolto da ogni
imputazione ben 2 anni fa. Ebbene, seppure Federica Angeli sia stata assolta il
20 gennaio 2016, alla data del decreto di concessione (21 dicembre 2015)
risultava pertanto con carichi pendenti e con almeno altri 12 procedimenti
penali ancora in corso.
La stessa Federica Angeli ha poi reso pubblica una sua
condanna per diffamazione, narrando della sua frequentazione presso lo
stabilimento balneare Village ad Ostia con la famiglia mafiosa dei Fasciani:
"Perché credimi, i Fasciani sono solo più esposti di tanti altri. E
quelli con un codice d'onore vero, che i Triassi e gli Spada non avranno mai.
Sabrina Fasciani un giorno mi si avvicinò, mi strinse la mano e mi disse: t'ho
sentito al telefono con l'avvocato tuo che gli spiegavi che preferivi essere
condannata (cosa che poi è successo, la mia prima e unica condanna per
diffamazione a mezzo stampa) piuttosto che fare il nome della fonte (unica
cosa che mi avrebbe salvato dalla condanna)".
Chiediamo dunque, con il massimo rispetto della Istituzione
democratica che Lei rappresenta, un chiarimento da parte della Cancelleria
dell'Ordine in merito ai quesiti sopra narrati.
Con osservanza,
dr.Ing. Andrea Schiavone
24 gennaio 2016
LE ANIME MORTE DI OSTIA
Non mi piacciono i commercianti come Pavel Ivanovič Čičikov. Non mi piacciono i Prefetti che dovrebbero combattere la mafia dentro le istituzioni che rappresentano quando invece preferiscono usare la violenza degli sgomberi verso i poveri. Prima la violenza dentro la pineta delle Acque Rosse, ora quella promessa dentro la Vittorio Emanuele, in futuro la violenza per terminare quanto già iniziato all'Idroscalo 6 anni fa. Non vediamo altrettanta fermezza verso beni, appalti e opere pubbliche in mano ancora ai faccendieri e ai malavitosi della politica. Lo scrittore russo Nikolaj Vasil'evič Gogol' descriveva queste situazioni due secoli fa, durante il suo soggiorno a Roma.
Erano i tempi del grande affare dei servi della gleba morti dopo l'ultimo censimento e per i quali i padroni continuavano a pagare il 'testatico' fino alla registrazione della morte nel successivo censimento. Le cosiddette 'anime morte' di cui un furbo commerciante si impossessa, comprandone i nominativi dai proprietari, liberati così dal pagare le tasse su di loro. Un furbo commerciante che poi si rivolge alle istituzioni dicendo di avere un elevato numero di servitori (fantasma). Un furbo commerciante che vuole usare quei nomi per ottenere l'assegnazione di terre concesse solo a chi poteva dimostrare di possedere un certo numero di servi della gleba.
Quante 'anime morte' ci sono ad Ostia? Gente nascosta nelle pinete, file interminabili presso la mensa della Caritas, senza tetto che popolano di notte le strade, profughi, migranti, Rom, Zingari, Italiani ed Europei. Poveri mantenuti poveri su cui qualcuno ha costruito le proprie ricchezze, come ci rivela Mafia Capitale. Poveri su cui ora qualcuno vuole costruire la propria carriera.
Ogni sgombero genera 'anime morte' che poi si ripresentano, sempre le stesse, nel successivo sgombero. Un continuo censimento dei poveri che però sono sempre gli stessi nel successivo censimento. Si pensa di risolvere la povertà 'delocalizzandola', formando un vuoto in cui inserire però il proprio generatore di ricchezza.
L'incapacità di ottenere una soluzione di un problema volutamente mal definito non può essere titolo di chi sostiene di rappresentare la legalità.
Erano i tempi del grande affare dei servi della gleba morti dopo l'ultimo censimento e per i quali i padroni continuavano a pagare il 'testatico' fino alla registrazione della morte nel successivo censimento. Le cosiddette 'anime morte' di cui un furbo commerciante si impossessa, comprandone i nominativi dai proprietari, liberati così dal pagare le tasse su di loro. Un furbo commerciante che poi si rivolge alle istituzioni dicendo di avere un elevato numero di servitori (fantasma). Un furbo commerciante che vuole usare quei nomi per ottenere l'assegnazione di terre concesse solo a chi poteva dimostrare di possedere un certo numero di servi della gleba.
Quante 'anime morte' ci sono ad Ostia? Gente nascosta nelle pinete, file interminabili presso la mensa della Caritas, senza tetto che popolano di notte le strade, profughi, migranti, Rom, Zingari, Italiani ed Europei. Poveri mantenuti poveri su cui qualcuno ha costruito le proprie ricchezze, come ci rivela Mafia Capitale. Poveri su cui ora qualcuno vuole costruire la propria carriera.
Ogni sgombero genera 'anime morte' che poi si ripresentano, sempre le stesse, nel successivo sgombero. Un continuo censimento dei poveri che però sono sempre gli stessi nel successivo censimento. Si pensa di risolvere la povertà 'delocalizzandola', formando un vuoto in cui inserire però il proprio generatore di ricchezza.
L'incapacità di ottenere una soluzione di un problema volutamente mal definito non può essere titolo di chi sostiene di rappresentare la legalità.
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