070 veloce ma non puoi timbrare il biglietto. Metro B con suonatore di valzer e sirtaki interrotto da giovane mamma tzigana che chiede pane e latte. Termini tappezzata da Vodafone ma se non esci prende solo Tre. Colazione al bar con battute romane. "Io poveretta dare cappuccino" "Ahó daje quarcosa a questa che è madre de tre fiji orfani". Altra. "Mi da un caffè e un goccio d'acqua?" "Caffè ok, ar bagno già ce só stato" e risata sguaiata. La gente non parla di Berlusconi ma la stazione è tappezzata di cartelloni contro il "femminicidio" (ma nessuno aiuta le donne anziane che chiedono elemosina). I bus dell'ATAC sono tappezzati dal PD: 'si vota l'8 dicembre' (e con i tuoi 2 euro se ne vanno a cena). 714 con cartello capovolto, jumbo-bus (11) in retromarcia, statua di Giovanni Paolo II diventata verde con il cartello che spiega ai turisti cosa sia: 'Conversazioni'. Manca solo Arfio Marchini: 'Termini Terminator, Roma ti amo'.
p.s. - a Termini ci sono più napoletani che giapponesi, sul treno pure.
29 novembre 2013
2 agosto 2013
OSTIA E LA MALAVITA: UN ARTICOLO 'SCOMPARSO' DI REPUBBLICA
C'è un articolo di Repubblica del 28 luglio 2013 (pag.V della Cronaca di Roma) introvabile in formato elettronico su internet. Neppure nelle rassegne stampa. Il testo è molto pesante e lo riportiamo per intero, senza commenti.
L'EMERGENZA CRIMINALITÀ
Il retroscena
I business e le coperture dei clan quell'indagine bloccata 10 anni fa. Avevano scoperto la cupola ma i detective furono rimossi.
UN DÉJÀ vu. La parola fine alla mafia di Ostia poteva essere scritta 10 anni fa. Perché quei nomi e cognomi eccellenti della malavita, quei traffici di droga e quei giri di armi, quell'impero economico su cui stavano mettendo le mani i clan (e che venerdì sono stati sequestrati, si tratta di ristoranti, panetterie e stabilimenti), e che oggi compaiono nell'ordinanza per 416 bis, erano sotto la lente di un pool di investigatori a cui qualcuno recise le ali. Piero Fierro, agente pluridecorato della polizia di frontiera e Gaetano Pascale, eccellente investigatore della Narcotici alla Mobile, insieme ad altri cinque colleghi erano a un passo dalla verità. Ma qualcuno decise di stroncare la loro carriera, di metterli fuori dai giochi. E oggi i sette poliziotti sono in pensione, con cause per mobbing ancora aperte (seguite dall'avvocato Floriana De Donno) e procedimenti penali che li hanno trascinati da un giorno all'altro nella bufera, archiviati. Tutto cominciò all'indomani dell’omicidio Frau: era il 2002. Meglio, tre mesi prima dell’esecuzione dell’uomo, un calibro da novanta nella Banda della Magliana. Si era creato uno squilibrio nel narcotraffico a Ostia. Così partì l’operazione Maya, nata dalla scomparsa, per un fatto di lupara bianca, di Santo Caldarella, detto «u monaco» personaggio di spessore nella mala, imparentato con la famiglia Triassi. Lui fece affari su Ostia per conto dei Cuntrera- Caruana, gente i cui mandati di cattura sono firmati da Giovanni Falcone. In quegli anni a gestire il traffico di stupefacenti, esattamente come oggi, erano i clan Triassi-Fasciani, il vertice della cupola era Caldarella. Tra i suoi luogotenenti sul territorio c’era Paolo Frau, ammanicato con gente potente, come l’imprenditore Balini, e in stretto contatto con pregiudicati che da Ostia si erano trasferiti in Sudamerica. La squadra della Polaria, che lavorava in tandem con la sezione narcotici della Mobile, chiese di intercettare una serie di personaggi, tra cui appunto Frau. La mattina dell’omicidio il gip Blaiotta, per insufficienza di prove, rispose picche alla richiesta. Dopo l’esecuzione, avvenuta nel tardo pomeriggio, arrivò invece l’ok. Peccato che il soggetto da monitorare fosse già passato all’altro mondo. Il pool di investigatori non si perse d’animo e scoprì che la prima telefonata fatta dalla moglie di Frau era diretta a un pregiudicato in Costa Rica, Luigi Vit (citato nell'ordinanza del gip D’Alessandro, con tutti i dettagli scoperti proprio in quegli anni dalla squadra oggi in pensione). La magistratura accordò il permesso di andare in Costa Rica e Brasile: c’erano diversi pluripregiudicati di Ostia trapiantati lì. C’era Igor Simmi, considerato uno dei terminali in Costa Rica della droga che arrivava a Ostia e appunto il Vit che attualmente è ancora latitante. Ai superiori gerarchici dei poliziotti di Polaria e Mobile venne presentata un’informativa di 100 pagine in cui si spiegava tutta la filiera di società intestate a prestanome attraverso cui si riciclavano i soldi provento del narcotraffico. Ma qualche giorno prima della partenza, siamo a settembre del 2003, arrivò un esposto anonimo. L’esposto sosteneva che chi stava indagando su Ostia aveva sottratto alla polizia soldi per trasferte e straordinari notturni. Risultato: seduta stante i sette investigatori vennero sollevati dal'’indagine. Nessuno mai indagò su chi aveva mandato quella lettera. Mai. Le indagini erano concentrate sull'operato della squadra. Indagini che nel 2007 si conclusero con un nulla di fatto: nessuno di loro aveva mai toccato una lira. Ma nel frattempo il Viminale, per stare sicuro, li ha messi alla porta. E per dieci anni nessuno ha toccato Ostia e i suoi traffici mafiosi. La domanda allora è: perché qualcuno mise il bavaglio a quell'inchiesta? Alla luce dei risultati di oggi, a chi ha fatto veramente comodo voltarsi dall'altra parte? (federica angeli)
L'EMERGENZA CRIMINALITÀ
Il retroscena
I business e le coperture dei clan quell'indagine bloccata 10 anni fa. Avevano scoperto la cupola ma i detective furono rimossi.
UN DÉJÀ vu. La parola fine alla mafia di Ostia poteva essere scritta 10 anni fa. Perché quei nomi e cognomi eccellenti della malavita, quei traffici di droga e quei giri di armi, quell'impero economico su cui stavano mettendo le mani i clan (e che venerdì sono stati sequestrati, si tratta di ristoranti, panetterie e stabilimenti), e che oggi compaiono nell'ordinanza per 416 bis, erano sotto la lente di un pool di investigatori a cui qualcuno recise le ali. Piero Fierro, agente pluridecorato della polizia di frontiera e Gaetano Pascale, eccellente investigatore della Narcotici alla Mobile, insieme ad altri cinque colleghi erano a un passo dalla verità. Ma qualcuno decise di stroncare la loro carriera, di metterli fuori dai giochi. E oggi i sette poliziotti sono in pensione, con cause per mobbing ancora aperte (seguite dall'avvocato Floriana De Donno) e procedimenti penali che li hanno trascinati da un giorno all'altro nella bufera, archiviati. Tutto cominciò all'indomani dell’omicidio Frau: era il 2002. Meglio, tre mesi prima dell’esecuzione dell’uomo, un calibro da novanta nella Banda della Magliana. Si era creato uno squilibrio nel narcotraffico a Ostia. Così partì l’operazione Maya, nata dalla scomparsa, per un fatto di lupara bianca, di Santo Caldarella, detto «u monaco» personaggio di spessore nella mala, imparentato con la famiglia Triassi. Lui fece affari su Ostia per conto dei Cuntrera- Caruana, gente i cui mandati di cattura sono firmati da Giovanni Falcone. In quegli anni a gestire il traffico di stupefacenti, esattamente come oggi, erano i clan Triassi-Fasciani, il vertice della cupola era Caldarella. Tra i suoi luogotenenti sul territorio c’era Paolo Frau, ammanicato con gente potente, come l’imprenditore Balini, e in stretto contatto con pregiudicati che da Ostia si erano trasferiti in Sudamerica. La squadra della Polaria, che lavorava in tandem con la sezione narcotici della Mobile, chiese di intercettare una serie di personaggi, tra cui appunto Frau. La mattina dell’omicidio il gip Blaiotta, per insufficienza di prove, rispose picche alla richiesta. Dopo l’esecuzione, avvenuta nel tardo pomeriggio, arrivò invece l’ok. Peccato che il soggetto da monitorare fosse già passato all’altro mondo. Il pool di investigatori non si perse d’animo e scoprì che la prima telefonata fatta dalla moglie di Frau era diretta a un pregiudicato in Costa Rica, Luigi Vit (citato nell'ordinanza del gip D’Alessandro, con tutti i dettagli scoperti proprio in quegli anni dalla squadra oggi in pensione). La magistratura accordò il permesso di andare in Costa Rica e Brasile: c’erano diversi pluripregiudicati di Ostia trapiantati lì. C’era Igor Simmi, considerato uno dei terminali in Costa Rica della droga che arrivava a Ostia e appunto il Vit che attualmente è ancora latitante. Ai superiori gerarchici dei poliziotti di Polaria e Mobile venne presentata un’informativa di 100 pagine in cui si spiegava tutta la filiera di società intestate a prestanome attraverso cui si riciclavano i soldi provento del narcotraffico. Ma qualche giorno prima della partenza, siamo a settembre del 2003, arrivò un esposto anonimo. L’esposto sosteneva che chi stava indagando su Ostia aveva sottratto alla polizia soldi per trasferte e straordinari notturni. Risultato: seduta stante i sette investigatori vennero sollevati dal'’indagine. Nessuno mai indagò su chi aveva mandato quella lettera. Mai. Le indagini erano concentrate sull'operato della squadra. Indagini che nel 2007 si conclusero con un nulla di fatto: nessuno di loro aveva mai toccato una lira. Ma nel frattempo il Viminale, per stare sicuro, li ha messi alla porta. E per dieci anni nessuno ha toccato Ostia e i suoi traffici mafiosi. La domanda allora è: perché qualcuno mise il bavaglio a quell'inchiesta? Alla luce dei risultati di oggi, a chi ha fatto veramente comodo voltarsi dall'altra parte? (federica angeli)
28 luglio 2013
OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': ANCHE IL X MUNICIPIO CHIEDE CHIAREZZA A MARINO SU BALINI
Siamo molto soddisfatti di leggere dalle pagine di Repubblica (1) che oggi l'attuale X Municipio ha chiesto chiarezza a Marino sul ruolo svolto da Mauro Balini, direttore del Porto Turistico di Ostia, all'interno delle indagini sulla 'mafia delle spiagge'. Proprio ieri avevamo inviato un fax al Sindaco di Roma (2) chiedendo di chiarire la posizione del direttore dei lavori del porto, Paolo Solvi, dentro la Lista Civica Marino, essendo da anni Solvi intimo amico di Balini e quest'ultimo "in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi". Siamo certi che quanto prima, in nome della trasparenza dovuta alle migliaia di elettori che hanno votato Andrea Tassone presidente del X Municipio, saranno fornite tutte le risposte, compresa quella su eventuali finanziamenti dello stesso Balini per la recente campagna elettorale del PD. (nella foto: Mauro Balini)
(1) Repubblica: “Ostia, un Eldorado nelle loro mani dietro le quinte gli affari con la mafia”
(2) OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': MARINO FACCIA CHIAREZZA SU BALINI
(1) Repubblica: “Ostia, un Eldorado nelle loro mani dietro le quinte gli affari con la mafia”
(2) OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': MARINO FACCIA CHIAREZZA SU BALINI
27 luglio 2013
OSTIA, 'MAFIA DELLE SPIAGGE': MARINO FACCIA CHIAREZZA SU BALINI
Fax inviato al Sindaco di Roma per chiarimenti su eventuali legami della giunta dell'attuale X Municipio nonché della Lista Civica Marino con Mauro Balini in attesa dello svolgimento delle indagini in corso sulla cosiddetta ‘mafia delle spiagge’.
Dal quotidiano Il Fatto:
“Sin dalle prime conversazioni registrate sull’utenza del Balini – scrive il Gip nell’ordinanza dell’operazione “Nuova Alba” – è stato possibile avere conferma dell’esistenza di un ambiente economico-finanziario inquietante, all’interno del quale agivano appartenenti alla criminalità organizzata interessati ai rilevanti movimenti di capitali e ai grossi investimenti che si stavano realizzando nel territorio di Ostia Lido. Ed e’ apparso evidente che il Presidente Balini fosse in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Non solo. Durante l’inchiesta la polizia scopre che il presidente del porto sta mantenendo la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano.
Il testo:
Dal quotidiano Il Fatto:
“Sin dalle prime conversazioni registrate sull’utenza del Balini – scrive il Gip nell’ordinanza dell’operazione “Nuova Alba” – è stato possibile avere conferma dell’esistenza di un ambiente economico-finanziario inquietante, all’interno del quale agivano appartenenti alla criminalità organizzata interessati ai rilevanti movimenti di capitali e ai grossi investimenti che si stavano realizzando nel territorio di Ostia Lido. Ed e’ apparso evidente che il Presidente Balini fosse in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Non solo. Durante l’inchiesta la polizia scopre che il presidente del porto sta mantenendo la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano.
Il testo:
Roma, 27 luglio 2013
Gentilissimo Sindaco Ignazio Marino,
con riferimento alla notizia oggi riportata dal quotidiano Il Fatto: <“Sin dalle prime conversazioni registrate sull’utenza del Balini – scrive il Gip nell’ordinanza dell’operazione “Nuova Alba” – è stato possibile avere conferma dell’esistenza di un ambiente economico-finanziario inquietante, all’interno del quale agivano appartenenti alla criminalità organizzata interessati ai rilevanti movimenti di capitali e ai grossi investimenti che si stavano realizzando nel territorio di Ostia Lido. Ed è apparso evidente che il Presidente Balini fosse in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Non solo. Durante l’inchiesta la polizia scopre che il presidente del porto sta mantenendo la famiglia di uno dei due componenti del gruppo di fuoco che gambizzò Vito Triassi, luogotenente dei Cuntrera sul litorale romano.>
www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/27/ostia-business-di-cosa-nostra-e-circuito-degli-affari-presentabili/668870/
PREMESSO
- che durante la recente campagna elettorale era voce diffusa ad Ostia che parte dei costi sostenuti dal PD locale e dal "Comitato per Andrea Tassone Presidente del X (ex XIII) Municipio" sarebbero stati finanziati da Mauro Balini o da società a lui collegate;
- che Paolo Solvi, nato a Roma il 02/05/1946, è stato rappresentante di lista della Lista Civica Marino presso il seggio centrale elettorale di via dell'Arcadia assieme ad Andrea Storri, segretario PD dell'attuale X Municipio e anche coordinatore del "Comitato per Andrea Tassone Presidente del X (ex XIII) Municipio";
- che Paolo Solvi (ex Margherita, amico di Mauro Balini), è stato assessore municipale ai Lavori Pubblici dell'ex-XIII Municipio (ora X), dal 2006 al 2008 durante la Presidenza di Paolo Orneli (PD) ed ancora risulta direttore dei lavori del Porto di Ostia;
- che la nomina di Paolo Solvi, fatta da Andrea Tassone, era nota a Giovanni Cioffarelli e Roberto Bonuglia, che avevano potere di firma per la Lista Civica Marino a delegare i rappresentanti di lista;
- che dei fatti sopra riportati erano a conoscenza anche Maurizio Pucci e ad Enzo Foschi, entrambi iscritti al PD e coordinatori della Lista Civica Marino (Enzo Foschi oggi ricopre il ruolo di Capo Segreteria del Sindaco di Roma),
- che Paolo Solvi, nato a Roma il 02/05/1946, è stato rappresentante di lista della Lista Civica Marino presso il seggio centrale elettorale di via dell'Arcadia assieme ad Andrea Storri, segretario PD dell'attuale X Municipio e anche coordinatore del "Comitato per Andrea Tassone Presidente del X (ex XIII) Municipio";
- che Paolo Solvi (ex Margherita, amico di Mauro Balini), è stato assessore municipale ai Lavori Pubblici dell'ex-XIII Municipio (ora X), dal 2006 al 2008 durante la Presidenza di Paolo Orneli (PD) ed ancora risulta direttore dei lavori del Porto di Ostia;
- che la nomina di Paolo Solvi, fatta da Andrea Tassone, era nota a Giovanni Cioffarelli e Roberto Bonuglia, che avevano potere di firma per la Lista Civica Marino a delegare i rappresentanti di lista;
- che dei fatti sopra riportati erano a conoscenza anche Maurizio Pucci e ad Enzo Foschi, entrambi iscritti al PD e coordinatori della Lista Civica Marino (Enzo Foschi oggi ricopre il ruolo di Capo Segreteria del Sindaco di Roma),
SI CHIEDE
di chiarire i punti di cui sopra al fine di rendere trasparente alla cittadinanza tutta eventuali legami della giunta dell'attuale X Municipio nonché della Lista Civica Marino con Mauro Balini in attesa dello svolgimento delle indagini in corso.
Con osservanza,
dr. Ing. Andrea Schiavone
9 luglio 2013
OSTIA: ECCO I PRESIDENTI DI COMMISSIONE DEL NEO MUNICIPIO BULGARO
Il PD del X Municipio (ex-XIII) si sceglie i presidenti delle commissioni e la bandiera bulgara sventola ancor più solida sul parlamentino ostiense. Dopo le s-elezioni dei consiglieri municipali, dopo la gestione degli assessori (i segretari locali PD e SeL, la moglie del capogruppo capitolino PD e una finta appartenente alla Lista Civica Marino), ora è il turno delle 6 commissioni consiliari permanenti, quella di Controllo e Garanzia più altre 4 'speciali'. I nomi si sanno già da tempo, tenuti nel cassetto. Un esempio? Quello del geometra Marco Siano (PD), che, dopo aver lavorato con Giancarlo Innocenzi (PdL), ex-Assessore all'Ambiente del X Municipio (ex-XIII), è diventato già prima del 3 luglio il 'nuovo' presidente della Commissione Municipale "Urbanistica e Sicurezza" (che c'entra la sicurezza, non si sa). Gli altri:
Commissione I - Lavori Pubblici e Mobilità: presidente Francesco Spanò (PD)
Commissione II - Urbanistica e Sicurezza: presidente Marco Siano (PD)
Commissione III - Servizi Sociali e Sport: presidente Giovanni Zannola (PD)
Commissione IV - Attività Produttive e Turismo: presidente Alfredo Bianco (Lista Civica Marino, ex-DS)
Commissione V - Scuola e Cultura: presidente Ornella Bergamini (PD)
Commissione VI - ambiente e Litorale: presidente Eliseo Franzese (PD)
Commissione Controllo e Garanzia: presidente (da definire)
Commissione delle Elette: presidente Cristina Alunni (PD)
Commissione Recupero del Patrimonio del Municipio Roma X: presidente Cristina Alunni (PD)
Commissione Bilancio Partecipato e Politiche Giovanili: presidente Filippo Lange (SeL)
Commissione Attuazione di Roma Capitale: presidente Francesco Spanò (PD)
Peccato che secondo l'articolo 41, comma 3 del Regolamento del X Municipio, "ciascuna Commissione nella prima seduta, convocata dal Presidente del Consiglio, elegge nel suo seno un Presidente e due Vice Presidenti". E' dunque gravissimo che questa forma di democrazia sia stata azzerata per accordi sottobanco comandati dal PD. Non credo nella falsa azione di controllo del M5S e neppure nella sparuta pattuglia del PdL e Lista Marchini. Tantomeno conto sulla correttezza del PD e dei 2 eletti finti-civici della Lista Civica Marino, uno ex-DS, l'altro ex-consigliere del gruppo misto, oggi nominato dal PD presidente del Consiglio municipale. Vedo solo i fatti e non mi piacciono per nulla.
Commissione I - Lavori Pubblici e Mobilità: presidente Francesco Spanò (PD)
Commissione II - Urbanistica e Sicurezza: presidente Marco Siano (PD)
Commissione III - Servizi Sociali e Sport: presidente Giovanni Zannola (PD)
Commissione IV - Attività Produttive e Turismo: presidente Alfredo Bianco (Lista Civica Marino, ex-DS)
Commissione V - Scuola e Cultura: presidente Ornella Bergamini (PD)
Commissione VI - ambiente e Litorale: presidente Eliseo Franzese (PD)
Commissione Controllo e Garanzia: presidente (da definire)
Commissione delle Elette: presidente Cristina Alunni (PD)
Commissione Recupero del Patrimonio del Municipio Roma X: presidente Cristina Alunni (PD)
Commissione Bilancio Partecipato e Politiche Giovanili: presidente Filippo Lange (SeL)
Commissione Attuazione di Roma Capitale: presidente Francesco Spanò (PD)
Peccato che secondo l'articolo 41, comma 3 del Regolamento del X Municipio, "ciascuna Commissione nella prima seduta, convocata dal Presidente del Consiglio, elegge nel suo seno un Presidente e due Vice Presidenti". E' dunque gravissimo che questa forma di democrazia sia stata azzerata per accordi sottobanco comandati dal PD. Non credo nella falsa azione di controllo del M5S e neppure nella sparuta pattuglia del PdL e Lista Marchini. Tantomeno conto sulla correttezza del PD e dei 2 eletti finti-civici della Lista Civica Marino, uno ex-DS, l'altro ex-consigliere del gruppo misto, oggi nominato dal PD presidente del Consiglio municipale. Vedo solo i fatti e non mi piacciono per nulla.
28 giugno 2013
OSTIA, TASSONE: ASSO PIGLIA TUTTO SUL COMMERCIO
"Sui miei manifesti elettorali c'era scritto voglia di cambiare". Ecco, non solo "c'era scritto" ma è anche rimasta solo una 'voglia', perché di fatto il nuovo presidente del X Municipio (ex-XIII), Andrea Tassone, la delega al Commercio e alle Attività Produttive se l'è tenuta in tasca. Lui, che per 5 anni è stato membro della omonima commissione municipale. Così come rimangono solidi al proprio posto dipendenti municipali 'essenziali' per il commercio, come Teresa Stampone, da sempre in Municipio e punto di riferimento per i permessi di occupazione di suolo pubblico.
Un Municipio che ha ben 883 dipendenti (al 31 dicembre 2012), ciascuno ben dislocato sullo scacchiere. Aveva provato a cambiare qualcosa il nuovo Direttore del Municipio, Emanuela Bisanzio, ma, con il reinserimento di Claudia Menichelli a febbraio 2013, la pax universalis è stata ristabilita. Una cosa però Tassone l'ha scritta nel suo programma: 'tutela dei mercati'. Allora ci deve spiegare cosa sta facendo o ha in mente di fare per sistemare l'area intorno al nuovo mercato di piazza Tolosetto Farinati degli Uberti. Una strigliata agli uffici, ci sta tutta, altrimenti le sue esternazioni di maggio a riguardo della questione rimarrebbero solo un'altra "voglia" di cui non sappiamo che farcene.
Un Municipio che ha ben 883 dipendenti (al 31 dicembre 2012), ciascuno ben dislocato sullo scacchiere. Aveva provato a cambiare qualcosa il nuovo Direttore del Municipio, Emanuela Bisanzio, ma, con il reinserimento di Claudia Menichelli a febbraio 2013, la pax universalis è stata ristabilita. Una cosa però Tassone l'ha scritta nel suo programma: 'tutela dei mercati'. Allora ci deve spiegare cosa sta facendo o ha in mente di fare per sistemare l'area intorno al nuovo mercato di piazza Tolosetto Farinati degli Uberti. Una strigliata agli uffici, ci sta tutta, altrimenti le sue esternazioni di maggio a riguardo della questione rimarrebbero solo un'altra "voglia" di cui non sappiamo che farcene.
26 giugno 2013
PRIMO CONSIGLIO X MUNICIPIO (ex-XIII): TUTTO REGOLARE? IL CASO D'ANNIBALE
Da annullare, domani, il primo consiglio del Municipio X (ex-XIII) della Giunta Tassone. Infatti, come può svolgersi se al primo punto dell'ordine dei lavori risulta la "convalida dei consiglieri eletti" e se gravano su molti consiglieri dubbi sull'effettiva insussistenza delle cause generali di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità ai sensi del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267? Un esempio su tutti: il consigliere della Pdl, Tommaso d'Annibale, le cui vicende giudiziarie sono note a tutti (1). La domanda è: la pronuncia di riabilitazione è a suo tempo intervenuta prima della presentazione della candidatura? Tassone, presidente del X Municipio, ha firmato il 'Manifesto elezione presidente e consiglio del Municipio Roma X', protocollo CO/63844 del 14 giugno 2013: è certo che sia tutto in regola? Ha firmato alla cieca? Dopo 5 anni di mandato precedente dove era capogruppo PD, non sa nulla? Tassone può anche avventurarsi ad assegnare, come ha fatto, l'assessorato all'urbanistica in quota alla Lista Civica Marino a chi non appartiene alla Lista Civica Marino, ma non può violare la legge. E' per tale motivo che ieri è stato inoltrato al Comune di Roma, al X Municipio, alla Corte d'Appello e al Ministero degli Interni un fax in cui si chiedeva di confermare la regolarità della proclamazione dei candidati. Poiché tutto tace, gli animi li svegliamo noi. Qualora si tenesse il consiglio e una verifica successiva confermasse le nostre ipotesi, non si potrà evitare la denuncia penale nei confronti non solo dei diretti interessati ma anche dei responsabili del controllo. Primo tra tutti, Tassone.
(1) dall'archivio dell'Unità
(1) dall'archivio dell'Unità
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