27 agosto 2026

L’AZZARDO DISPERATO DI LONDRA: IL FALLIMENTO DELLA STRATEGIA BRITANNICA IN UCRAINA


Il crollo del fronte a Est e l'isolamento della Casa Bianca costringono Downing Street al "tutto per tutto". Ma la mossa dei missili rivela solo la debolezza di una potenza rimasta senza scudo.

Il vicolo cieco di Downing Street

La caduta della linea difensiva di Sloviansk-Kramatorsk sotto i colpi del massiccio sfondamento russo nel Donetsk non ha travolto soltanto le truppe di Kyiv. Ha virtualmente fatto a pezzi l'intera architettura geopolitica che il Regno Unito ha costruito negli ultimi dodici anni, a partire dalla Rivoluzione di Maidan del 2014. Oggi, Londra si riscopre drammaticamente scoperta, isolata e costretta a un azzardo disperato che rischia di trascinarla in un conflitto diretto con Mosca.

Il piano del Primo Ministro [Andy Burnham] di cedere a Kyiv i progetti industriali riservati per fabbricare i missili a lungo raggio Storm Shadow non è un segno di forza, ma l’atto di chi non ha più carte da giocare. Con le catene di fornitura militari britanniche al collasso e la consapevolezza che la produzione da zero di queste armi richiederebbe anni, la mossa serve solo a bypassare i veti legali e a mascherare una realtà lampante: l'Ucraina è decimata, priva di uomini e la Russia sta vincendo la guerra d'attrito.

Lo strappo con Washington e la farsa dei "Volenterosi"

A decretare il fallimento strategico della Gran Bretagna è soprattutto lo scollamento con il suo alleato storico, gli Stati Uniti. Mentre Londra alzava i toni minacciando la Russia, la CIA si muoveva segretamente dietro le quinte, volando a Mosca con il direttore John Ratcliffe per disinnescare l'escalation e trattare un congelamento del conflitto alle spalle degli alleati europei.

Il tentativo britannico di guidare una "Coalizione dei Volenterosi" per inviare truppe sul terreno e le esercitazioni d'autunno pianificate in Polonia appaiono come una mossa tardiva per blindare il futuro dell'Ucraina prima che l'asse Washington-Mosca imponga la resa. Ma senza il supporto nucleare e convenzionale americano, e con partner europei chiave come l'Italia che si smarcano fermamente dall'invio di soldati, la Gran Bretagna si ritrova sola.

Il prezzo del fallimento

In patria, la narrazione del governo non regge più. L'opinione pubblica è spaccata, i vertici militari temono un errore di calcolo fatale e l'intelligence interna (MI5) è in allarme rosso per l'ondata di sabotaggi e cyberattacchi russi che stanno già colpendo il suolo britannico. Mosca ha tolto la maschera a Londra, dichiarando le installazioni militari di Sua Maestà "bersagli legittimi".

Avendo investito tutto il proprio capitale politico nella sconfitta del Cremlino, il Regno Unito non può fare un passo indietro senza ammettere un collasso geopolitico di portata storica. La Gran Bretagna sta giocando il tutto per tutto, ma la sensazione, tra i corridoi di Westminster, è che la partita sia già persa.


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